Festival d’Avignone 2011: 65° edizione al via il 6 luglio, ancora una volta la città si fa teatro

Bloed & Rozen. Het liedvan Jeanneen Gilles – Tom Lanoye

Lo storico festival d’Avignone giunge alla sua sessantacinquesima edizione e anche quest’anno, Hortense Archambault e Vincent Baudriller scelgono un artista che li affianchi nella direzione artistica del festival. E’ la volta del coreografo Boris Charmatz, di formazione classica (diplomato alla scuola di danza dell’Opera di Parigi), ma ben presto rivoltosi a pratiche ed estetiche contemporanee.

La città diventa ancora una volta un palcoscenico a cielo aperto, accogliendo, oltre agli spettacoli facenti parte della programmazione principale, una programmazione “off”, spettacoli all’aperto e poi ancora concerti, film, mostre.

Il festival apre il programma ufficiale il 7 Luglio con due spettacoli di Boris Charmatz: Enfant, che ha come protagonisti ventisette bambini tra i sei e i dodici anni e Levée des conflits dove di nuovo è presente un corpo di ballo, ventiquattro danzatori si lanciano in un vorticoso canone coreografico.

Per il teatro di prosa Patrick Pineau porta in scena Le suicide di Nicolaï Erdman, attraverso lo stile a lui peculiare che mescola comico e tragico.
Affronta la tragedia greca il regista libanese e quebechiano d’adozione Wajdi Mouawad, rivolgendo il proprio interesse alle declinazioni del femminile in tre tragedie sofoclee: Le trachinee, Antigone ed Elettra. Des femmes ne è il risultato.
Tra gli ospiti d’onore Anne Terese De Keersmaeker e la sua compagnia Rosas danst Rosas, in scena con Fase considerato uno dei pezzi più importanti della storia della danza contemporanea, memore di più di centosessanta rappresentazioni.

Alle quattro e mezzo del mattino la danze della coreografa belga incontra le polifonie del canto medievale, per Cesena, sicuramente un’esperienza fuori dal comune.
L’arte grafica entra nella scena attraverso la commistione tra immagine video e teatro in Bloed & Rozen. Het lied van Jeanne en Gilles di Guy Cassiers.

Tra i pochi stranieri ospitati in quest’edizione del festival non poteva mancare Romeo Castellucci, sempre presente all’appuntamento francese, (nel 2008 ne ebbe anche la co-direzione artistica), con Sul concetto di volto nel figlio di Dio.
Tra gli stranieri anche la coreografa americana Meg Stuart, con la sua compagnia belga, in Violet, quella che lei considera coma la sua prima opera astratta.
Da Madrid la paradossale anarchia e la controllata sociopatia di Angélica Liddell in “Maldito sea el hombre que confía en el hombre” : un projet d’alphabétisation.

Tornando alla Francia l’attrice icona del cinema degli anni cinquanta, Jeanne Moreau, approda al festival d’Avignone con l’attore e compositore Etienne Daho per portare in scena il testo che Jean Genet scrisse dalla prigione, Le Condamné à mort.

Anche ad Avignone come al Grec festival di Barcellona, sono presenti le opere di Rafael Spregelburd, drammaturgo argentino divenuto famoso anche grazie alla sue teatronovele. A portarlo in scena questa volta è la compagnia francese Théâtre des Lucioles in L’Entêtement e La Paranoïa.

Molti atri i protagonisti di questa edizione per un totale di trentaquattro spettacoli solo per la programmazione ufficiale. La chiusura del festival è affidata a …du printemps del coreografo e danzatore Thierry Thieû Niang, che reinterpreta il grande mito sacro e bilogico di Stravinskij.

Anche se la ricerca sembra avere poco spazio in quest’edizione, il festival d’Avignone resta sempre e comunque un’esperienza imperdibile, aldilà della qualità degli artisti presenti, per assistere alla magia di una città che si fa teatro, apre i propri confini, amplia i propri spazi e accoglie spettatori e artisti in un’atmosfera incandescente.

Chiara Pirri

Programma completo su: www.festival-avignon.com