Teatro in video. Paradise Now, Living Theatre

Teatro in video 22° appuntamento. Paradise Now, Living Theatre

 

Quando insieme al marito Julian Beck fonda a New York il Living Theatre, nel 1947, Judith Malina ha 21 anni. La loro idea iniziale è simile a quella di molti coetanei, di avviare un’impresa teatrale di successo. Invece il Living era destinato a cambiare radicalmente l’idea stessa di teatro. Raccogliendo gli insegnamenti di Piscator, di Meyerchol’d, di Artaud, degli happening e della performance art, al momento del suo scioglimento ufficiale nel 1968 il Living aveva rifondato il valore politico del teatro. Malina, Beck e il resto del gruppo avrebbe continuato a lavorare sotto forma di “azioni dirette”, come cellule indipendenti.

Ieri, 10 aprile 2015, Judith Malina è scomparsa all’età di 88 anni. Il suo rapporto con l’Italia (quello dell’intera compagnia, in realtà) è stato intenso, negli ultimi anni l’avevamo vista collaborare con Motus, dividendo il palco con Silvia Calderoni in una performance/conferenza/dialogo, The Plot is the Revolution. Quello che proponiamo in questo speciale Teatro in video è una serie di estratti di Paradise Now (1969), proprio lo spettacolo che, nato durante le violente contestazioni del maggio francese e invitato al Festival d’Avignon di quello stesso anno, attraverso la sua complessa genesi e il suo esito performativo fortemente critico e apocalittico, aveva decretato in parte il fallimento di un’utopia.

«Credevamo nell’opportunità di cambiare il mondo – dice una ormai anziana Judith Malina nell’incipit del video –, volevamo fare la rivoluzione. Ma non una rivoluzione che fosse possibile in chissà quale futuro, ma in quel preciso momento, ora». È a questo pensiero che dedichiamo l’uscita di oggi, andando a prelevare dalle immagini di repertorio quello spirito rivoluzionario che aveva calciato via il teatro dal teatro, facendolo esplodere in mezzo alla gente comune. Chi sarà mai, poi, questa “gente comune”…

a cura di Sergio Lo Gatto
Twitter @silencio1982

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Sergio Lo Gatto è giornalista, critico teatrale, ricercatore e dramaturg. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile delle Attività Culturali per Emilia Romagna Teatro Fondazione. È dottore di ricerca in Spettacolo, con una ricerca su critica teatrale e filosofie digitali e docente a contratto di Metodologie della Critica del Teatro e dello Spettacolo alla Sapienza Università di Roma. Si occupa di arti performative su Teatro e Critica. Ha fatto parte della redazione del mensile Quaderni del Teatro di Roma, ha scritto per Il Fatto Quotidiano e Pubblico Giornale, ha collaborato con Hystrio (IT), Critical Stages (Internazionale), Tanz (DE), collabora con il settimanale Left, con Plays International & Europe (UK) e Exeunt Magazine (UK). Ha collaborato nelle attività culturali e di formazione del Teatro di Roma, partecipato a diversi progetti europei di networking e mobilità sulla critica delle arti performative, è co-fondatore del progetto transnazionale di scrittura collettiva WritingShop. Ha partecipato al progetto triennale Conflict Zones promosso dall'Union des Théâtres de l'Europe, dove cura la rivista online Conflict Zones Reviews. Tra le pubblicazioni, con Matteo Antonaci ha curato il volume Iperscene 3, Editoria&Spettacolo 2017. con Graziano Graziani La scena contemporanea a Roma (Provincia di Roma, 2013).

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