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HomeCordelia - le RecensioniRESPIRO PIANO (Di Piera Russo e Nicola Maiello)

RESPIRO PIANO (Di Piera Russo e Nicola Maiello)

Questa recensione fa parte di Cordelia di aprile 24

Matilde è una giovane donna, sola nella casa di famiglia; è con degli operai per liberare la casa dagli oggetti più vecchi, ma ognuno di essi la riporta alla sua infanzia fatta di rimproveri e divieti. Da donna timorosa di muoversi tra le mura di quello che sembra un mausoleo, diventa una bambina vivace, curiosa e piena di immaginazione. Tocca il grammofono del padre e la macchina per cucire della nonna, e immediatamente si abbattono su di lei le ire del primo e le aspettative matrimoniali, meglio senza amore, della seconda. È una bambina sola, ha sporadici e tesi rapporti col paese, e non può fare altro che cacciare il naso per pochi istanti dalla finestra di legno socchiusa, per poi essere immediatamente redarguita dalla made apprensiva. Matilde si chiede perché la sorella minore non riceve lo stesso trattamento. Intanto l’unico che pare volerle realmente bene è uno zio, amico della madre. Piera Russo si confronta con una storia italiana molto classica, ma la affronta con energia ed intelligenza, riuscendo a non apparire mai stucchevole nell’accarezzare i ricordi, anche quelli più antichi ma mai passati, perfettamente meridionali di chi osserva: una capacità per niente da sottovalutare. L’esuberanza fisica viene compressa nella costruzione di uno spazio angusto per rendere una condizione di perenne instabilità, sia emotiva che effettiva; si ha l’impressione che ogni oggetto possa essere gettato per aria nella foga di un salto o di una giravolta. Per lo stesso principio, appare ancora più evidente lo scoppio del corpo accompagnato da una vocalità eccitata da un entusiasmo infantile. La scrittura si adatta a questa esuberanza e acquista un ritmo da assolo di batteria, gestendo bene i tempi e disseminando con agilità le attese, ma ha una, seppur lieve, mancanza: dovendo seguire l’euforia fisica, la parola è costretta a costruirci attorno un pesante apparato barocco, che, se non è di certo lezioso, rischia di essere poco proporzionato a quelle scelte di scena perché propriamente letterario. (Valentina V. Mancini)

Visto a Teatro Sala Ferrari; Crediti: Di Piera Russo e Nicola Maiello; Con Piera Russo; Scenografia Rossella Pugliese; Musiche originali Frankie Broccoli e Francesco Granatello; Light design Marco Ghidelli; Laboratorio scenico Alovisi; Collaborazione artistica Elena Starace; Aiuto regia Carolina Romano; Prodotto da Fratelli di Versi

 

Cordelia, aprile 2024

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