ECLOGA XI

    Questa recensione fa parte di Cordelia, ottobre 2022

    Si inserisce organicamente nel percorso di Anagoor, Ecloga XI, visto a Vie Festival e incentrato sulla poesia di Andrea Zanzotto: il gruppo veneto ancora una volta prende le mosse dalla cultura dei propri territori per mettere in scena la parola poetica. La ritmica graffiante di Recitativo veneziano apre la performance solo in audio, con la voce violenta (e quasi rock di Luca Altavilla) e la traduzione in italiano proiettata qualche spanna sopra il sipario chiuso; lampi di luce illuminano il Teatro Fabbri di Vignola in una replica per pochi spettatori. A sipario aperto la scena è buia, teli accatastati che sembrano macigni, una donna e un uomo (Leda Kreider e Marco Menegoni), come fossero gli ultimi spettatori del mondo in rovina, scrutano un dipinto sulla città lagunare – La tempesta di Giorgione al quale proprio i due personaggi sono stati sottratti. Qual è il ruolo dell’arte e della poesia (e dunque del teatro) in un’epoca in decadenza? La domanda risuona potentemente, Simone Derai e la sua compagnia non tentano di rispondere in termini assoluti, ma con la pratica stessa dell’arte, del gesto performativo. Domande appese sulle labbra dei due interpreti, pronte per essere colte da chi è in ascolto. In uno dei momenti finali, nel nudo di Kreider, in piedi e difronte al microfono, circondata da una suggestiva installazione di foreste fluorescenti, è l’oscurità ad essere celebrata, sono i passi di (Perché) (Cresca): Perché cresca l’oscuro/perché sia giusto l’oscuro/perché, ad uno ad uno, degli alberi/e dei rameggiare e fogliare di scuro/ venga più scuro… (Andrea Pocosgnich)

    Visto al Teatro Ermanno Fabbri. Vie festival 2022. Crediti: Testi di Andrea Zanzotto Con Leda Kreider e Marco Menegoni Musiche e sound design Mauro Martinuz Drammaturgia Simone Derai, Lisa Gasparotto Regia, scene, luci Simone Derai Voce del Recitativo Veneziano Luca Altavilla La scena ospita un’evocazione dell’opera Wood #12 A Z Organizzazione Annalisa Grisi Amministrazione Maria Grazia Tonon Management e Distribuzione Michele Mele Produzione Anagoor 2022 Coproduzione Centrale Fies, Fondazione Teatro Donizetti Bergamo, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi, Operaestate Festival Veneto

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    Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

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