Orgoglio e pregiudizio di Arturo Cirillo. Comico e inquieto

Arturo Cirillo mette in scena Orgoglio e Pregiudizio, dal romanzo di Jane Austen. Prima riduzione teatrale italiana, ha debuttato al Napoli Teatro Festival. Recensione.

Foto Matteo Del Bò

A vedere questo Orgoglio e pregiudizio, ultimo allestimento firmato da Arturo Cirillo che ha debuttato al Napoli Teatro Festival, torna in mente uno spettacolo di qualche anno fa, un bellissimo Avaro sulla traduzione-guida di Cesare Garboli e con una visione decisamente dark. Cirillo era in quel caso un Arpagone sontuoso, per un Molière in costume che quasi cedeva, intelligentemente, al lato grottesco; vi era un’organizzazione spaziale dinamica e simbolica, con dei grandi quadri vuoti, delle figure geometriche che risucchiavano la scena. Anche in questo caso la spazialità è di primaria importanza: i pannelli mobili in legno e materiale trasparente (in grado di diventare all’occorrenza specchio) disegnano lo spazio, lo ricreano spostandosi orizzontalmente e nella profondità del Teatro Mercadante; mossi dagli stessi attori, moltiplicano rifrazioni, punti di vista e angoli di visione dietro ai quali qualcuno può sempre nascondersi. In questa scena, progettata da Dario Gessati, dove tutto è avvolto dall’oscurità e dal vuoto (se non fosse per una poltrona) si stagliano i personaggi in costumi vittoriani spesso appariscenti per colori e volumi.

Eccolo ancora quel contrasto cromatico ed emotivo che è un marchio di fabbrica della poetica del regista napoletano. Misura registica che d’altronde è sempre una sfida a partire dall’attore, entità centrale e creativa dalla quale tutto può irradiarsi: per sé Cirillo tiene due personaggi, il padre di famiglia, il signor Bennet, tratteggiato nei caratteri di un uomo cinico in apparenza ma buono e giusto nelle azioni e nelle scelte, e Lady Catherine de Bourgh, donna facoltosa, arrogante e sprezzante, boriosa e splendidamente egocentrica. Qui bisogna fare un altro salto nel passato di Cirillo per ritrovare questo personaggio calato nelle parole di Annibale Ruccello: era il 2005 e l’attore recitava proprio L’ereditiera; il costume nero, gli atteggiamenti e le mosse fisiche e vocali trattengono l’impronta di quel personaggio en travesti.

Foto Matteo Del Bò

D’altronde, lo sguardo di Cirillo sulla drammaturgia si è da sempre mosso soprattutto su due linee parallele, i grandi classici da una parte (Scarpetta, Molière, Shakespeare, Pirandello, Feydau, Williams, per citarne solo alcuni) e la Napoli di Ruccello (oltre che un affondo in quella di Patroni Griffi con Scende giù per Toledo). In questo nuovo allestimento prodotto da Marche Teatro e Teatro Stabile di Napoli il classico prescelto è però un romanzo, testo celebre del primo ottocento inglese, il più celebre firmato da Jane Austen, vero e proprio carotaggio nel substrato sentimentale dell’epoca, a cavallo tra le temperie settecentesche e la nuova ondata romantica. L’adattamento per le scene, prima versione in Italia, è affidato a un giovane artista napoletano, Antonio Piccolo, drammaturgo, attore e regista. Il risultato è un copione molto elastico, dinamico, con una spiccata evidenza teatrale. In mano a Cirillo diventa una macchina comica che non cancella però proprio quell’indagine sui sentimenti di cui il romanzo si nutre.

Lo scarto teatrale finisce per sfiorare il vaudeville, tanto che il tempo cronologico del racconto viene schiacciato su quello dell’intreccio teatrale, senza ellissi. Ridotto attorno allo scheletro dei principali accadimenti e personaggi, il testo lascia emergere il quadrilatero amoroso composto dalle due sorelle di provincia, Elizabeth (Valentina Picello), Jane (Sara Putignano) e dai due amici, i signori Bingley (Giacomo Vigentini) e Darcy (Riccardo Buffonini). Lo schema è quello classico legato all’impedimento dell’unione, al frapporsi tra gli innamorati ci sono i silenzi, le frasi mai pronunciate, i pregiudizi e l’orgoglio, appunto. Accanto, un sub-plot legato all’eredità rappresentata dalla casa di famiglia, destinata per legge al primo discendente maschio. Il passo verso una recitazione parodistica di quasi tutti gli interpreti (meno i giovani innamorati a cui invece è richiesto un approccio maggiormente quotidiano) è breve – anche se in questo caso potrebbe essere vista come la soluzione più semplice per limitare la distanza tra la nostra epoca e quella di Austen – e cavalcata con maestria dallo stesso Cirillo, da Rosario Giglio  (il signor Collins) e Alessandra De Santis nel ruolo della madre, in stato di grazia comica.

Foto Matteo Del Bò

Eppure, c’è qualcosa che va oltre la risata, la pièce è attraversata da un’eco di profonda inquietudine, come un suono di bassa frequenza che si nasconde tra i sorrisi e l’happy end, basti pensare al matrimonio forzato della giovane Charlotte con il Pastore Collins, qui Cirillo gioca sul grottesco e sulla deformità (fisica e caratteriale) dell’uomo rendendo quell’unione un atto raccapricciante. È il contraltare alla sincerità, all’amore vero e passionale espresso dalle due ragazze di provincia per i due cittadini altolocati, ma è anche il contraltare di una condizione femminile che, specchiandosi nell’opposto rappresentato dalla tenacia di Elizabeth, mostra ancora i segni di un potere patriarcale opprimente e tutt’altro che superato.

Andrea Pocosgnich

Teatro Mercadante, Napoli Teatro Festival – luglio 2019

Date tournée

7 – 8 aprile 2020 La Spezia – Teatro Civico
2 / 4 aprile 2020 Udine
31 marzo – 1 aprile 2020 Reggio Emilia – Teatro Ariosto
25 / 29 marzo 2020 Genova – Teatro Duse
17 / 22 marzo 2020 Torino – Teatro Carignano
12 / 15 marzo 2020 Brescia – Teatro Sociale
6 /8 marzo 2020 Pavia – Teatro Fraschini
19 /23 febbraio – 25 febbraio / 1 marzo 2020 Napoli – Teatro Mercadante
13 / 16 febbraio 2020 Ancona – Teatro delle Muse

ORGOGLIO E PREGIUDIZION
di Jane Austen
adattamento teatrale di Antonio Piccolo
regia Arturo Cirillo
interpreti e personaggi principali
Arturo Cirillo BENNET
Valentina Picello ELIZABETH, seconda figlia dei bennet
Riccardo Buffonini Fitzwilliam DARCY, migliore amico di Bingley
Alessandra De Santis SIG.RA BENNET
Rosario Giglio COLLINS, cugino dei Bennet
Sara Putignano JANE, prima figlia dei Bennet
Giacomo Vigentini Charles BINGLEY, nuovo vicino dei bennet
Giulia Trippetta CHARLOTTE, la migliore amica delle sorelle Bennet / CAROLINE Bingley, sorella di Charles
Arturo Cirillo LADY CATHERINE De Bourgh, zia di Darcy
secondari
Rosario Giglio SIG. CAMPBELL, domestico di Bingley
Giacomo Vigentini REYNOLDS, domestico di Lady Catherine
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Camilla Piccioni
musiche originali Francesco De Melis
assistente alla regia Mario Scandale
assistente scenografo Eleonora Ticca
assistente costumista Nika Campisi
musiche di scena registrate, eseguite da Enrico Zanisi (pianoforte), Lorenzo Masini (chitarra acustica), Francesco De Melis (chitarra classica)
ingegneri del suono Edoardo Elia, Davide Abbruzzese
direttore tecnico allestimento Roberto Bivona
direttore di scena Paolo Manti
datore luci Giammateo di Carlo
capo macchinista Daniele Mengarelli
fonico Cosimo Maggini
sarta Raela Cipi
direttore di produzione Marta Morico
distribuzione, produzione Alessandro Gaggiotti
assistente di produzione Claudia Meloncelli
amministrazione produzione Katya Badaloni
contabilità Laura Fabbietti
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
grafica Fabio Leone
foto di scena Matteo Delbò
prima versione teatrale italiana
produzione MARCHE TEATRO / Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale
realizzazione scene SPAZIO SCENICO – KEIKO SHIRAISHI
realizzazione costumi SARTORIA FARANI
calzature POMPEI
parrucche AUDELLO TEATRO
cappelli di scena DITTA PIERONI BRUNO
trasporti CELANI TRASPORTI
logistica HANDS4STAGE
un ringraziamento a Accademia di Danze Ottocentesche–Ancona / Stefania Cempini / Serena Martarelli / Federico Occhiodoro / Edoardo Romagnoli
si ringrazia JASIT Jane Austen Society of Italy per il sostegno nella divulgazione dell’evento

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