Il Nano Egidio sconfigge il Male di vivere a colpi di risate

Il Nano Egidio presenta l’ultimo spettacolo della trilogia al Teatro Studio Uno: Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato.  Recensione

Batman e Nano Egidio - foto di Federica Ceccotti
Batman e Nano Egidio – foto di Federica Ceccotti

Batman ha preso i voti, lo ritroviamo vestito da prete intento a cercare Dio nei versetti della Bibbia, il Nano Egidio è diventato presidente del Mondo della Fantasia e la Dottoressa Nuda della passata “stagione” è ora diventata Generala Nuda. Molti di voi si ricorderanno di quel cattivone del Ministro: ma non era morto?

No, non siamo in un episodio dei Simpson’s o di Futurama, ma al Teatro Studio Uno per Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato, terzo capitolo della saga del Nano Egidio, al secolo Marco Ceccotti (anche autore della drammaturgia), Francesco Picciotti e Simona Oppedisano

C’è forse meno cattiveria, un dente meno avvelenato verso il panorama del teatro contemporaneo in questo nuovo spettacolo che già nel titolo però mostra di voler far vittime addirittura nella cultura alta, o meglio, quella scolastica che a tutti appartiene. Ma stavolta il trio non ha bisogno di prendersi gioco dello Jan Fabre di turno come accadeva in Batman Blues, qui tutte le energie del gruppo sono destinate al racconto e alle consuete trappole comiche che rimangono però appannaggio – citazioni a parte – di un più vasto pubblico. Ed è proprio nella pulizia del racconto che si nota una maggiore maturità, oltre a una sempre più efficace calibratura tecnica nella recitazione e nell’utilizzo degli oggetti con finalità drammaturgiche.

Trump Egidio
Grafica del Nano Egidio

Il plot è quello dei classici film d’azione o disaster movie: il pianeta è in pericolo, c’è un tiranno che vuole prendere il potere. Il supereroe deve smascherarlo e porre fine al suo piano diabolico. Applicando a questa storiella molto basilare il metodo consueto del Nano Egidio, ovvero il filtro della parodia,  ci troviamo invece catapultati in un mondo di fantasia che però trattiene e lascia esplodere brandelli della nostra realtà: una serie di attentati apre la vicenda, l’ultimo quello che ha colpito la redazione di Risate a Denti Stretti (il rimando riporta subito a Charlie Hebdo).  Senza la pretesa di fare filosofia, neanche spicciola, le Maschere del Nano – seppur nel grande calderone della comicità demenziale post moderna che di tutto si nutre e tutto ridicolizza – si chiedono che fine abbia fatto Dio e come si possa affrontare il proprio “male di vivere” al cospetto di una quotidianità occidentale nella quale c’è sempre qualcuno che se la passa peggio di noi.

Batman il male di vivere lo ha sconfitto con un’inaspettata fede dopo essersi accorto che non poteva passare l’intera giornata a dedicare post sui social network a qualche celebrità scomparsa o alle tragedie di ogni giorno: una spirale incurabile di “Je suis” quotidiani. Ma sparito anche Dio cosa ci rimane?

La satira sulla religione è implacabile e non risparmia nessuna confessione: assistiamo a una riunione generale di tutte le delegazioni, una sorta di grande pantheon dove ogni cultura si esprime con il proprio linguaggio.  Avviene su un tavolino sistemato alla destra della scena; ci sono tutti, sotto forma di pupazzi o oggetti. Il cerimoniere è un Budda in miniatura – di quelli che facilmente si troverebbero all’ingresso di un ristorante cinese – a cui Picciotti presta una voce con cadenza del basso Lazio, c’è Krishna rappresentato da un tamburello e da un’antipatica cantilena, c’è Papa Bergoglio con la sua rimarcata semplicità, Bob Marley per i rastafariani, assente Maometto ché naturalmente non può mostrarsi e pronti dietro la porta i Testimoni di Geova, i quali vengono cacciati con la minaccia di una trasfusione in atto. Arrivano così le battute più ciniche del Nano, come una tagliola ad orologeria. Qualcuno deve pur soffrire perché gli altri ridano.

Andrea Pocosgnich

in scena fino al 26 marzo 2017
Teatro Studio Uno, Roma

Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato
programmato nel progetto
NANO EGIDIO, LA TRILOGIA
Una retrospettiva prematura

di Marco Ceccotti
con Marco Ceccotti, Francesco Picciotti e Simona Oppedisano
regia Nano Egidio
luci Giacomo Cappucci / Camila Chiozza

Residenza 2016-17 Teatro Studio Uno

 

Leggi anche l’intervista al Nano Egidio

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Laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor, ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica, ha fondato nel 2009 Teatro e Critica di cui attualmente è uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Metromorfosi, To be (free press dedicata al teatro), Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro. Dal 2013 al 2014 è stato uno degli insegnanti di Storia del Teatro del progetto Lazio in Scena. Nel 2013 ha ideato e progettato (insieme agli altri componenti di Teatro e Critica) la app Teatro Pocket.