80 anni di grande danza. Buon compleanno, Carla Fracci

Teatro in video 35° appuntamento. Carla Fracci compie 80 anni, la raccontiamo con una nota e un video della sua storica Giselle. Ecco perché è la balleria italiana più importante del Novecento. 

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Una regina quasi sempre avvolta in vesti candide, il volto incorniciato da una chioma corvina. Carla Fracci, icona del balletto italiano nel mondo celebra oggi il suo ottantesimo compleanno. La sua è un’esistenza straordinaria: dal debutto in Cenerentola sul palco del Teatro alla Scala di Milano nel 1955, la sua ascesa la conferma come la più influente e più importante ballerina italiana del Novecento. La qualità della sua tecnica e il suo raffinato modo di danzare consentono di riconoscere in lei la massima esponente, autentica e assoluta, di quella “scuola italiana” della danza classica che, insieme a pochi altri esempi, storicamente determina la configurazione geo-politica dello stile del balletto internazionale.
Allieva dei maestri scaligeri degli anni Cinquanta, tra cui Vera Volkova, Carla Fracci ha danzato con tutti i più grandi interpreti della danza mondiale. Inoltre, negli anni è stata direttrice dei corpi di ballo di tre istituzioni liriche italiane (l’Arena di Verona, il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro dell’Opera di Roma).

Tuttavia, nonostante questa sua identità plurale e internazionale, l’étoile continua a considerare il teatro della sua città, Milano, come l’unica vera casa. Proprio a questo proposito, Carla Fracci ha più volte espresso un sentimento di rammarico per la mancanza di un ruolo all’interno dell’istituzione milanese, un rammarico motivato da un’esperienza immensa – che potrebbe essere a disposizione del teatro – e dal grande amore che l’artista nutre per la Scala, proprio teatro natale. Dopo esservi stata nominata prima ballerina nel 1958, Carla Fracci ha messo in luce grandi doti attoriali eccellendo soprattutto nei grandi ruoli del repertorio romantico. La sua interpretazione del personaggio di Giselle nell’omonimo balletto ottocentesco passa alla storia per la leggiadra freschezza, espressa soprattutto nel primo atto, unita a una grande profondità espressiva che esplode dalla famosa scena della pazzia per continuare nel successivo atto bianco. In particolare, proprio il ruolo di Giselle è entrato così profondamente nell’immaginario collettivo da permetterci oggi di sfumare quasi completamente in un’interprete il confine tra arte e vita: Carla Fracci è Giselle. Il suo aspetto diafano, la sua eleganza risoluta e luminosa unita a una salda ironia identificano la danzatrice meneghina che, devotissima a Tersicore in ogni giorno della propria vita, non ha ancora appeso le scarpette al chiodo. Nel corso di una splendida, impressionante carriera artistica, non ha mai smesso di promuovere l’importanza della danza nella cultura italiana, di cui è costante ambasciatrice. Oggi Carla Fracci è non solo una musa e un esempio, ma anche un’inesauribile risorsa da cui il mondo della danza dovrebbe attingere conoscenze ed energie. La sua instancabilità esemplare insegna che mai e poi mai si devono abbandonare le proprie passioni. La danza della nostra grande étoile è un inno alla vita lungo quanto la sua carriera. Augurandoci di essere in grado di seguire il suo esempio, con questa breve nota le auguriamo, Maestra, un felice compleanno.

Gaia Clotilde Chernetich

in TV
Rai5, 20 agosto 2016 ore 21:15 – Buon compleanno, Carla
in libreria
C. Fracci, Passo dopo passo. Mondadori, Milano 2013.

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Gaia Clotilde Chernetich ha ottenuto un dottorato di ricerca europeo presso l’Università di Parma e presso l’Université Côte d’Azur con una tesi sul funzionamento della memoria nella danza contemporanea realizzata grazie alla collaborazione con la Pina Bausch Foundation. Si è laureata in Semiotica delle Arti al corso di laurea in Comunicazione Interculturale e Multimediale dell'Università degli Studi di Pavia prima di proseguire gli studi in Francia. A Parigi ha studiato Teorie e Pratiche del Linguaggio e delle Arti presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales e Studi Teatrali presso l'Université Paris3 - La Sorbonne Nouvelle e l'Ecole Normale Supérieure. I suoi studi vertono sulle metodologie della ricerca storica nelle arti, sull’epistemologia e sull'estetica della danza e sulla trasmissione e sul funzionamento della memoria. Oltre a dedicarsi allo studio, lavora come dramaturg di danza e collabora a progetti di formazione e divulgazione delle arti sceniche e della performance con fondazioni, teatri e festival nazionali e internazionali. Dal 2015 fa parte della Springback Academy del network europeo Aerowaves Europe, mentre ha iniziato a collaborare con Teatro e Critica nel 2013.

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