Immobili dello Stato in locazione ad artisti, anche di teatro

Immobili dello Stato non utilizzati in locazione ad artisti anche per il teatro. Con questo decreto viene disciplinata una legge del 2013. Ecco come funziona

In un decreto-legge del 2013 (poi divenuto legge) si parlava proprio della possibilità di destinare beni immobiliari statali alla creazione artistica.

Ma come spesso accade, il decreto attuativo è arrivato dopo anni. Di certo se rispettato e diffuso potrà rappresentare la base di un importante cambiamento. Il Decreto 22 Dicembre 2015, finalmente approvato, è stato pubblicato il 19 luglio scorso in Gazzetta Ufficiale e esordisce con queste righe:

1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell’art. 6, comma 3,
del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, le modalità di
utilizzo dei beni immobili di proprietà dello Stato non utilizzabili
per altre finalitàfinalità istituzionali, e non trasferibili agli enti
territoriali ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85,
destinati ad ospitare studi di giovani artisti italiani e stranieri
per la realizzazione di produzioni di arte, musica, danza e teatro
contemporanei.

Il documento prosegue fissando una data annuale entro la quale l’Agenzia del demanio dovrà fornire l’elenco dei beni immobili: il giorno ultimo è il 30 gennaio. Stessa scadenza per caserme e scuole militari.

A questo punto ogni anno, entro il 30 aprile il Mibact verificherà l’interesse culturale di ogni luogo presente nella lista ed entro il 30 giugno verrà individuata la lista finale degli immobili che diventeranno spazi di creazione artistica.

L’articolo 3, che si occupa delle modalità di utilizzo, chiarisce parametri interessanti: 10 anni è il periodo minimo di assegnazione e un canone che non potrà superare le 150 euro mensili. Inoltre i destinatari del progetto sono esclusivamente “cooperative di artisti ed associazioni di artisti, residenti nel territorio italiano.”

Sarà invece l’ente che detiene la gestione dei beni a selezionare i locatari tramite bando.Il decreto fissa però importanti requisiti:

4. Saranno considerati prioritariamente i progetti che rispondono
ai seguenti requisiti:
a) interdisciplinarietà tra diversi settori artistici;
b) disponibilità a condividere i locali concessi in uso con
artisti provenienti da altri territori italiani e stranieri coinvolti
nella realizzazione del medesimo progetto;
c) attuazione periodica di iniziative aperte al pubblico;
d) alternanza, nei locali concessi, di produzioni artistiche e dei
relativi artisti;
e) relazione organica e costruttiva con il territorio di
riferimento e con l’intera filiera artistico-culturale e creativa;
f) sostenibilità e fonti plurime di finanziamento, pubblico o
privato;
g) promozione da parte di cooperative di artisti ed associazioni di
residenti composte prevalentemente da artisti di etàetà inferiore ai 35
anni;
h) raccordo con il tessuto culturale e le tradizioni culturali del
territorio in cui è inserinserito l’immobile, creando sinergie con gli enti
locali e le associazioni culturali già attive nel contesto,
i) gestione eco-sostenibile dell’immobile.

È sempre l’articolo 3 a lasciare spazio ad attività di ristorazione o vendita di prodotti culturali (legati all’attività) all’interno dei luoghi, purché queste non abbiano un carattere prevalente rispetto all’obiettivo artistico.

Se la manutenzione straordinaria è a carico dell’assegnatario, il decreto invece prevede finanziamenti per i lavori straordinari:

2. A favore degli assegnatari degli immobili, per interventi di
manutenzione straordinaria, è prevista l’erogazione di contributi a
fondo perduto in proporzione alle spese sostenute a valere su
apposito fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle
finanze in base ai criteri di assegnazione individuati, nell’ambito e
nel limite delle risorse del medesimo fondo, con il decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze di cui all’art. 6, comma 2
del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91.

Il decreto chiude con l’allegato A, un elenco provvisorio di beni individuati dal demanio dalla Difesa e dal Mibact.

Allegato A

Immobili individuati dall’Agenzia del demanio:
1) Baranello (CB) – Fabbricato urbano in contrada Veticozze –
Vecchio complesso alberghiero in totale stato di abbandono;
2) Mantova – ex Chiesa di San Cristoforo;
3) Vicopisano (provincia di PI) – Ex casello idraulico di
Vicopisano;
4) Livorno – Torre di Calafuria
Immobili selezionati dal Ministero della difesa e comunicati
all’Agenzia del demanio:
1) Gorizia – ex fabbricato uso servizi in località Lucinico –
Via degli Eroi, 14;
2) Pordenone – Ex alloggio in Via S. Quirino, 84;
3) Campo Calabro (RC) – Aliquota di ex fortino Matiniti in
località Matiniti;
Immobili individuati dal Ministero dei beni e delle attività
culturali e del turismo:
1) Padova – immobile denominato «della Cavallerizza» e magazzini
della ex Caserma Prandina;
2) Siena – spazi del complesso di Villa Brandi in località
Vignano – Piani terra e primo;
3) Roma – n. 3 unità abitative in Piazza Santa Cecilia, 23
(piano terra, secondo piano, terzo piano).

Molti di voi, si staranno chiedendo come poter partecipare: per ora bisogna rimanere in attesa che gli enti gestori (Mibact, Difesa e Demanio) pubblichino i bandi. Secondo l’articolo 3 del decreto, deve avvenire entro 90 giorni dalla pubblicazione della lista, dunque in questo caso entro il 6 ottobre.

a cura di Andrea Pocosgnich

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