Ammutinamenti 2015: una Vetrina giovane e intraprendente

Ammutinamenti 2015 ha presentato la Vetrina della giovane danza d’autore a Ravenna. Il racconto delle tre giornate

 

Foto Ufficio Stampa
Claudia Catarzi 40.000 centimetri quadrati Foto Ufficio Stampa

Nel peregrinare festivaliero che ci coinvolge durante la stagione estiva proseguendo fino ad autunno abbiamo fatto tappa anche in quel di Ravenna per prendere parte, per la prima volta, alla XVII edizione di Ammutinamenti 2015 Festival di danza urbana e d’autore diretto da Monica Francia e Selina Bassini a cura dell’ Ass. CANTIERI. Nello specifico abbiamo seguito, con sorpreso interesse e curiosità, la Vetrina giovane danza d’autore, che unita ai progetti Danza Urbana, Nuove Traiettorie, Prove d’autore, Collaboraction e Corpogiochi fa parte delle iniziative promosse dal Network Anticorpi XL. Nell’orizzonte di un paese che stenta sempre più a trovare canali di formazione, promozione e distribuzione dedicati alla danza e alle sue specificità, diverse e lontane da quelle relative alla circuitazione teatrale, la rete Anticorpi XL – lo ricordiamo nata nel 2007 dalla rete regionale Anticorpi Emilia-Romagna – si è allargata a livello nazionale coinvolgendo attualmente 32 operatori di 15 regioni e ricavandosi in meno di dieci anni un ruolo di eccellenza nello scouting. Si avvale inoltre del riconoscimento triennale di Azioni Trasversali di Promozione-Progetti di ricambio generazionale da parte del Mibact, condiviso con l’Associazione Culturale Danza Urbana e L’Arboreto- Teatro Dimora di Mondaino. Tre giorni di metà settembre in cui sono stati presentati, nei luoghi della città e nelle Artificerie Almagià, 15 dei lavori selezionati dalla commissione artistica della rete Anticorpi XL.

Nicola Galli Venus (estratto) Foto Ufficio Stampa
Nicola Galli Venus (estratto) Foto Ufficio Stampa

Nonostante l’importanza indiscutibile dell’opportunità che offre agli artisti la Vetrina in termini di visibilità e confronto con il pubblico di critici e operatori, essa si configura soltanto come un “momento” preciso e circoscritto, facente parte però di un “tempo” più lungo nel quale si inscrive l’articolata e complessa progettualità del Network. La fase che precede la Vetrina è interessata dal progetto formativo Nuove Traiettorie, al quale partecipano gli autori le cui opere posseggono in nuce delle qualità da affinare e migliorare che non sono ancora sufficientemente pronte per accedere alla Vetrina. Seguiti da una commissione di tutoraggio (Massimo Carosi e Paolo Brancalion) insieme agli esperti (Fabio Acca, Anna Damiani, Roberto Casarotto e Roberta Nicolai), gli artisti avranno modo di confrontarsi, porre domande, capire dove indirizzare letteralmente il proprio lavoro dandogli struttura e autorialità. Grazie alla disponibilità e apertura della direzione artistica, abbiamo avuto modo di prendere parte all’ ultima riunione di Nuove Traiettorie e nelle vesti di uditori ci siamo resi conto della complessità di un percorso affatto semplice, tanto per gli operatori quanto per i ragazzi, sempre in costante divenire e in continuo miglioramento, nutrendosi sia dei feedback positivi dei partecipanti che di quelli negativi. A risaltare in questa riunione finale è l’ascolto riservato ai giovani autori, riscontrabile nella capacità di alcuni di loro di cogliere esattamente quali sono i propri bisogni, quali i pregi del percorso e esplicitarli con la dovuta maturità. Parlando con alcuni artisti si conferma come quella di Nuove Traiettorie sia una fase veramente “tosta”, in quanto per la prima volta si esperiscono concretamente le modalità di scelta di un operatore «vagliando tutti gli aspetti della creazione: dalla drammaturgia alla comunicazione, dal linguaggio coreografico alle tecniche della danza, alla visione critica dei lavori presentati al Festival e delle creazioni scelte per rappresentare la Vetrina della Giovane Danza d’autore».
Durante le serate della Vetrina gli operatori hanno modo di scegliere autonomamente uno o più lavori da far accedere alla rassegna itinerante Anticorpi eXpLo – tracce di giovane danza. La Lista Explo è l’azione finale della Vetrina, momento di circuitazione dei lavori scelti atta a «incentivare il fisiologico ricambio generazionale della scena coreografica nazionale». Percorso durante il quale, ci dicono, «non sei lasciato solo». Contrattazioni, pratiche burocratiche e amministrative, fogli da compilare; sono questioni che di solito si tendono a sottovalutare non prestandogli attenzione ma che per un giovane autore rappresentano molto spesso degli ostacoli concreti al proprio lavoro.

Prove d’autore XL è invece dedicato alla residenza condotta dal coreografo Riccardo Buscarini che insieme alla Compagnia BallettOdiToscanaJunior ha presentato il lavoro Non finito a sei voci: essenziale studio sullo spazio che, prendendo spunto dall’architettura fiorentina rinascimentale, indaga il tema della fiducia attraverso rigorose partiture simmetriche incentrate sulla ricerca dell’equilibrio. Lavoro preparato in soli 15 giorni, tempo piuttosto breve dedicato alla creazione e alle prove, come hanno reclamato i danzatori nell’incontro post spettacolo.

C&C company Tristissimo Foto Ufficio Stampa
C&C company Tristissimo
Foto Ufficio Stampa

Passando a una rapida osservazione dei lavori presentati nelle serate della Vetrina è subito lampante non solo l’eterogenità degli stili coreografici, ma anche e soprattutto i distinti livelli di padronanza della propria autorialità. Alcuni rasentano ancora l’indecisione ricercando una linea di autoanalisi che si vorrebbe più definita e puntuale, altri invece possiedono una maturità inequivocabile ravvisabile nel segno che sono in grado di lasciare sulla scena. Basti pensare a personalità come Claudia Catarzi nello spettacolo 40.000 centimetri quadrati, coreografia scientifica dalla tagliente e rigorosa gestualità; Giovanni Leonarduzzi con Ci sono cose che vorrei davvero dirti ibridato dagli stilemi della break dance, Manfredi Perego nel poetico e intimista Horizon, il cesellatore di forme Nicola Galli nel siderale e nostalgico Venus (estratto) e il duo FEM di Francesca Penzo e Tamar Grosz in Why are we so f***ing dramatic? le quali associano ciascuna partitura di movimenti a una delle fasi del ciclo mestruale, danzando ironiche e nevrotiche una femminilità esposta, esagerata e lunatica. Interessante novità è il lavoro Tristissimo di Carlo Massari e Chiara Taviani/ C&C company che abbraccia il linguaggio teatrale unendolo alla scrittura coreografica. Una scommessa che ha fatto storcere il naso ai critici più conservatori ma che si configura come un’apertura ulteriore alla ricerca e alla sperimentazione coreografica, e altalenando il riso alla malinconia tocca simpateticamente le corde emotive del pubblico.

Una Vetrina dunque intraprendente che sente la necessità di ripensare diversamente la danza, che si prende la responsabilità di proporre e accompagnare nuovi linguaggi coreografici, ammette l’errore e  cerca con severa disciplina di animare e diversificare il panorama contemporaneo.

Lucia Medri
Twitter @luciamedri

NON FINITO A SEI VOCI

Con Barile Donato, Ciattini Beatrice, Deidda Marianna, Del Gaudio Guido, Formica Gianluca, Galdo Veronica
Esito finale della residenza d’autore condotta dal coreografo Riccardo Buscarini nell’ambito dell’azione PROVE D’AUTORE XL, coordinata da CANTIERI con la partecipazione di Anticorpi – rete regionale di festival, rassegne e residenze creative e in collaborazione con la Scuola Balletto di Toscana – Compagnia BallettOdiToscanaJunior
con il sostegno di Ater

40 000 CMQ

Di e con: Claudia Catarzi
Musica: Spartaco Cortesi, Philip Glass “Mr. Bojangles”
Light design: Massimiliano Calvetti
Produzione: Company Blu
Spettacolo selezionato per i “Visionari/Kilowatt Festival”, edizione 2014

HORIZON

Produzione: MP.ideograms
Coreografie: Manfredi Perego
Danza: Manfredi Perego
Elaborazione musicale: Paolo Codognola
Idea luce: Manfredi Perego in collaborazione con Antonio Rinaldi

VENUS (ESTRATTO)

Con il sostegno produttivo di TIR Danza
Concept, regia e coreografia: Nicola Galli
Azione: Alessandra Fabbri, Nicola Galli
Elementi scenici e assistenza tecnica: Andrea Mosca
Costumi: Elena Massari
Residenza artistica: Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Julio Cortazar

Why are we so f***ing dramatic?

Coreografia e concept: Francesca Penzo & Tamar Grosz
Sound design originale : Clèment Destephen
Musiche non originali: Vivaldi, Les Revels, Pulp Fiction OST

TRISTISSIMO

C&C company
Produzione 2014/2015
Con Carlo Massari e Chiara Taviani
Foto di Veronica Billi
Spettacolo sostenuto nell’ambito del progetto NEXT2014
e con il sostegno di Ballet National de Marseille
Con il supporto di Pim Off, Danzarte, Spazio Idra, La pergola

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