Taccuino Critico. Galatea Ranzi, Puccini e i desaparecidos

Tra le molteplici offerte teatrali, sul Taccuino Critico si appuntano segni di sguardi diversi che rispondono a un’unica necessità: osservare, testimoniare, dar conto dell’espressione pura, del piccolo e grande teatro…

 

Galatea Ranzi brilla al di sopra della retorica

di Lucia Medri

Foto Locandina
Foto Locandina

Si potrebbe incominciare dalla fine è un monologo per sola attrice andato in scena al Teatro Palladium Università di Roma Tre e dedicato a Marisa Fabbri, grande figura del teatro e del cinema del Novecento vicina a Luca Ronconi e a Giorgio Strehler. Scritto dal compagno Paolo Modugno nel 2006, a tre anni dalla scomparsa, e diretto da Marco Andriolo, lo spettacolo è stato anticipato dall’introduzione/confronto del Prof. Raimondo Guarino tenutasi insieme all’autore. In scena Galatea Ranzi (candidata come miglior attrice non protagonista ai David di Donatello per il film premio Oscar La grande bellezza) che, dopo la lettura di una serie di testi di celebri autori – Umberto Saba, Bertolt Brecht, Vladimir Vladimirovič Majakovskij, Gioacchino Belli, Cesare Pavese, Nino Martoglio – chiusa nel camerino, inizia una lunga riflessione metateatrale sul proprio mestiere e sulle difficoltà nelle quali versa oggi il teatro in quanto arte del comunicare. Il testo «scritto di getto»…  [continua a leggere]

 

Gli intrighi di Puccini tra musica e donne

di Viviana Raciti

Foto Ufficio Stampa
Foto Ufficio Stampa

Una stanza pienissima di oggetti d’arredo tavolo armadi valigie stivali in pelle poltrone e financo un pianoforte con un’ombra di spalle. Questo l’ambiente de La cameriera di Puccini, spettacolo che mira ad indagare la vita privata del noto compositore toscano attraverso un racconto tra un giovane e spiantato giornalista e la fedele governante, dal quale viene fuori più che l’umanità che ha portato alla creazione di arie indimenticabili, un giallo a tinte rosa. Lo spettacolo scritto e diretto da Nicola Zavagli conclude formalmente la Trilogia dei Musicisti, che ha visto protagonisti Vivaldi per Una stagione in fuga, il librettista Lorenzo Da Ponte in Il poeta di Mozart e per ultimo la vicenda presentata al Teatro dei Conciatori… [continua a leggere]

 

Instabili vaganti. Spettacolo desaparecido

di Simone Nebbia

Foto V. Collina
Foto V. Collina

Messico. 43 studenti “desaparecidos”, arsi vivi e sepolti in fosse comuni. È tutto in questa dichiarata volontà il progetto di Instabili Vaganti, Megalopolis #43, presentato al Teatro Due di Roma per la rassegna A Roma, a Roma! nella forma di uno studio performativo che si articolerà attraverso varie tappe internazionali.
Il teatro, atto civile per eccellenza, comunitario, articola talvolta tematiche politiche, molto spesso inerenti allo sforzo memoriale di recuperare storie perdute, eventi rimossi, ferite mai rimarginate. È questo il caso di una vicenda che in Messico non smette di infiammare le piazze al grido di «Todos somos Ayotzinapa» e un’opinione pubblica cui si deve giustizia. È questa, in sintesi, che chiedono gli artisti italiani, inseriti nell’azione universale attraverso la loro creazione: la giustizia. Eppure dalla messa in scena… [continua a leggere]

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