I clandestini di Gianni Clementi: italiani del futuro

Clandestini di Gianni Clementi, visto al Teatro de’ Servi di Roma. Recensione

 

fonte foto agoranews.it
fonte foto agoranews.it

Esiste a Roma, ma anche nel resto d’Italia, un circuito teatrale dedicato alla commedia contemporanea: sale, produttori, attori e autori che hanno puntato sulla valorizzazione di un genere preciso in un panorama, quello teatrale, che coi generi non ha nulla a che fare e che in realtà ha sempre considerato la commedia popolare un gradino sotto rispetto a tutto il resto. Eppure questo circuito sta attraversando un momento di grande vitalità: il teatro Martinitt di Milano e il Teatro de’ Servi di Roma ne sono emblemi. Gestiti dalla stessa società hanno puntato tutto su testi comici con buoni risultati di pubblico creando un teatro di intrattenimento diversificato rispetto a quello cabarettistico. Ma il problema poi è far sì che ogni tanto qualcuno di questi prodotti riesca a solleticare anche il palato di chi voglia trovare dietro l’atto liberatorio del riso anche un  punto di vista diverso per interpretare la realtà che lo circonda. Esempio recente è proprio la commedia allestita al Teatro de’ Servi, a firma del più prolifico e fortunato autore del panorama comico attuale, Gianni Clementi. Lo  spettacolo, con la regia di Vanessa Gasbarri porta con sé il titolo – impegnativo – Clandestini.  Siamo nel 2031, quattro italiani si incontrano in Africa, Marocco: uno, il romano interpretato da Andrea Perrozzi vive qui ormai da qualche anno e da poco ha fatto arrivare anche la fidanzata (Antonia Renzella), nonostante sia sposato con una marocchina, ma solo per convenienza; gli altri due (Marco Cavallaro perfetta maschera siciliana e Alessandro Salvatori meneghino infallibile) sono veri e propri clandestini, sbarcati dopo un viaggio in gommone dal vecchio continente ormai allo sbando e senza più petrolio. Clementi ci mostra il presente con lo sguardo a un futuro non così improbabile e la regia di Gasbarri ne segue le tracce con attenzione: proietta le pagine recenti di giornali che raccontavano proprio la crescita di taluni paesi africani, mostra, sempre in video, gli sbarchi con il contrasto musicale di Fin che la barca va. Al di là dell’intreccio più o meno felice, dei dialoghi, alcune volte troppo votati alla ricerca di meccanismi comici prevedibili, è proprio questo ribaltamento della realtà a rendere la commedia qualcosa di più del semplice intrattenimento.

Andrea Pocosgnich
Twitter @andreapox

al Teatro de’ Servi fino al 29 marzo 2015

CLANDESTINI
di Gianni Clementi
regia Vanessa Gasbarri
con Marco Cavallaro, Andrea Perrozzi,
Antonia Renzella, Alessandro Salvatori
scene Katia Titolo
luci Camilla Piccioni
aiuto regia Valentina De Giovanni
ufficio stampa Andrea Cova

Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

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