Inequilibrio sulle bolle è il teatro, nel nuovo corso di Armunia a Castiglioncello 2011

Qualche settimana fa ero nello studio di Andrea Nanni, da pochi mesi direttore di Armunia, per il festival di poesia Ai margini del bosco. Parlavamo di sentieri futuri, di connessioni fra generazioni, la sua e la mia che non hanno avuto un passaggio di stato fluido, non si sono contagiati per contatto ma a sempre troppo larga distanza, parlavamo di quanto sarebbe bello che proprio a Castiglioncello, il luogo del silenzio creativo, il contagio finalmente si propaghi. Le nostre parole disegnavano scenari visionari ma concreti, quando d’un tratto mi sono trovato alle spalle, appeso, un disegno che di visionario e concreto aveva già tutto; chiedo allora ad Andrea e mi dice essere un regalo di Gipi come immagine per il nuovo Inequilibrio, che sarà ora dall’1 al 10 luglio 2011, mi dice di aver cercato in un numero incredibile di disegni, quando trovò questo non ebbe dubbi: questo suo primo festival doveva rimbalzare negli occhi ed essere un ponte morbido, un passaggio sulle bolle, fluido e armonioso, doveva saper guardare lontano ma dalla leggerezza dell’aria sospesa, rivolgersi alla terra sotto di sé quanto alla luna, o il sole, alla fine dello sguardo.

La grande novità di quest’anno, il numero XIV, è rappresentata – oltre che dal direttore – dalla moltiplicazione di spazi e di connessione con la città, anzi, le città: non sarà più solo Castiglioncello né più soltanto il Castello Pasquini a ospitare uno dei festival più importanti d’Italia, gli spettacoli saranno dislocati per tutto il territorio, raggiungendo anche i Comuni limitrofi di Rosignano Solvay, Castellina Marittima, Guardistallo e Castagneto Carducci, portando quindi il teatro nelle piazze e in luoghi poco consueti, andando alla ricerca di un pubblico che questo nostro teatro contemporaneo sembra aver perduto. Lo sforzo di Andrea Nanni, c’è da dire, in primis si avvale del già grande lavoro svolto dalla precedente gestione, cui pubblico non è mai mancato, ma soprattutto si sta distinguendo per un lavoro già molto esteso di mediazione e comunicazione, svolto durante l’intero anno per le scuole e per i centri associativi di questo tratto di costa tirrenica.

Radio Argo – Compagnia Peppino Mazzotta

Quando non ci sono molti soldi, dunque, in periodi di magra generale, allora bisogna fare i miracoli e moltiplicare in un caso pani e pesci, in questo basta farlo con produzioni e ospitalità: 11 spettacoli prodotti e 32 ospitati, una valanga, uno sbarco alieno di 43 spettacoli visitatori della vita cittadina di quelle parti, come dire che se non ci salva la mitezza di fare cose contenute, tanto vale lanciare l’amo più lontano possibile: e allora, se scriverli tutti qui sarebbe improbabile, mi limito a ricordare artisti del calibro di Lucia Calamaro, Sacchi di Sabbia, Massimiliano Civica, Virgilio Sieni, Teatro Sotterraneo, Nanou, MK, Babilonia Teatri, ma ancora Punta Corsara, Nerval, Kinkaleri, e tanti altri e di promettente qualità, per passare dieci giorni di sicura meraviglia.

Riguardo oggi, in piccolo sul comunicato, l’immagine di Gipi, un ponte fatto di bolle, saltellanti per il cielo, un uomo sopra con in mano un cannocchiale, così penso agli anni passati dall’altro lato, seduto in platea a regalare una visione critica alla scena, all’esperienza formativa e organizzativa del direttore toscano ma teatralmente divenuto operatore sul versante romagnolo: quell’uomo proteso, dunque, starà forse guardando verso Santarcangelo? Io credo di sì, e allora mi sa tanto che i fuochi d’artificio promessi verso l’Adriatico, quest’anno, si vedranno anche dall’altra costa.

Simone Nebbia

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