Questa recensione fa parte di Cordelia di settembre 26

Luogo straordinario è l’Orto Botanico di Palermo; qui, sullo sfondo di un edificio dalla struttura templare, abbiamo assistito alle Fenicie di BallettoCivile. Il dramma, tragedia di potere familiare e politico, nella consolidata visione poetica di Michela Lucenti (che ne firma regia e coreografia), diviene un complesso intrigo di corpi, gesto e voce. Ambra Chiarello è prologo continuo, una corifea che, con la sua pasta vocale vellutata eppure ruvida, inserisce il mito (reinterpretato da Michela Lucenti, Emanuela Serra, Maurizio Camilli) in una dimensione sensuale, malinconica. La vicenda si sviluppa lungo le direttrici di una coralità circolare ma tesa. In girotondo gli interpreti, al contempo coro e personaggio, costituiscono una comunità ora compatta, ora disgregata in piccoli nuclei energetici. Legati da vincoli familiari e politici, i protagonisti si confrontano e si ricercano in una tensione che non conosce cedimenti e che trova sviluppo in relazioni fisicamente strettissime: dal confronto tra Giocasta (Lucenti) e Tiresia (Serra), alla lotta tra Eteocle (Fabio Bergaglio) e Polinice (Francesco Collavino), spinta fino alla ferinità mentre Giocasta ed Edipo (Antonio Carta) si avvinghiano in un amplesso, fino al complicato rapporto tra Antigone (Cecilia Francesca Croce) e Creonte (Maurizio Camilli), con la ragazza delicatamente protesa eppure sfuggente, insofferente verso la figura maschile, poi esclusa definitivamente. La recitazione, assestandosi su toni spesso parossistici, attraversa tutti gli stadi del vivente, dal bestiale alla più delicata emotività, in una commistione di parola, carne, versi animaleschi, urla, canto. Il gesto ne risulta completato, approfondito nella sua connotazione ora più simbolica, ora più narrativa. D’altronde, affermano gli artisti, «ora più che mai ci sembra urgente danzare una partitura di parole, prestando i nostri corpi come testimoni ad un vero e proprio elogio alla democrazia, un ennesimo rifiuto della tirannia e una viscerale riflessione sul non senso della lotta civile» (Tiziana Bonsignore).
Visto all’Orto Botanico, Palermo – PrimaOnda Fest 2026 regia e coreografia Michela Lucenti drammaturgia Michela Lucenti, Emanuela Serra, Maurizio Camilli interpretato da Fabio Bergaglio, Maurizio Camilli, Antonio Carta, Ambra Chiarello, Francesco Collavino, Cecilia Francesca Croce, Giovanni Fasser, Michela Lucenti, Emanuela Serra, Giulia Spattini, Mirco Tosches. collaborazione musicale Daniele Boccardi e Ambra Chiarello assistente alla regia Francesco Gabrielli assistente alla coreografia Alessandro Pallecchi Arena costumi Giulia Spattini luci Lorenzo Diofili aiuto regia volontaria Annachiara Vispi supporto scenico Stella Capelli un ringraziamento speciale a Stefano Mazzanti produzione Balletto Civile in coproduzione con ERT Emilia Romagna Teatro / Teatro Nazionale, con il sostegno di Tiere Teatro Festival / Biennale Internazionale di teatro antico – SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione Progetto Habitat e MIC Ministero della Cultura Italiana. Foto di Carlo Sgarzi.











