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HomeCordelia - le RecensioniL’INCANTO (di J.Cascone e V. Cruciani a cura di N. Giacomazzi)

L’INCANTO (di J.Cascone e V. Cruciani a cura di N. Giacomazzi)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-luglio 26


Quando la natura versatile e porosa del teatro riesce a esprimersi attraverso l’arte visiva, performativa e cinematografica riusciamo, ancora una volta, a riscoprirci pubblico nuovo, confortato da un eclettismo stuporoso. Non si tratta della frenesia a tutti i costi di novità, eventi e fenomeni – come la contemporaneità ci impone – ma di poter, teatralmente e semplicemente, avere la possibilità di immergersi in un flusso poetico di immagini e sedersi in platea con centinaia di piante tutt’intorno. Poter quindi percepire che, anche se chiusa in un luogo che non le appartiene, l’impatto della natura è pervasivo e attivatore e sposta il nostro modo di stare in una dimensione del tempo con o senza di lei. Gli spazi del Teatro 1 a La Pelanda, Mattatoio di Roma, ospitano (fino a domani 18 giugno) L’Incanto – progetto espositivo di John Cascone e Veronica Cruciani a cura di Niccolò Giacomazzi – che, all’ingresso, ci fa entrare ne Il Respiro, installazione ambientale attraversabile tra luci cangianti, suoni, tende da campeggio e piante, guidata da un voice over suggestivo e propedeutico, e poi prosegue con la proiezione video L’Ignoto Sconosciuto Altrove. Questa «ricerca condivisa sui limiti dell’immaginabile e sulle condizioni della visione» è suddivisa, e stratificata, in quattro capitoli (una simile resa ha attraversato un editing visivo e curatoriale molto scrupoloso) ed è il risultato di altrettanti quattro anni di laboratori, dialoghi e pratiche situate nei territori di Monterotondo, Cave, Labaro, Maranola. Guardiamo e ascoltiamo persone immerse nella natura, intente in soliloqui e a tendersi verso qualcosa che non vedremo, restando in attesa per circa un’ora dell’invisibile: percorriamo i sentieri del bosco, socchiudiamo gli occhi alla luce, respiriamo la vicinanza sinestetica alle foglie, sia quelle in video che quelle “sedute” vicino al nostro viso. L’Ignoto è una meta-riflessione sulla visione, un re enactement della natura in cui l’ambiente è “ricreato per ricreare” ciò che sta qui ma anche fuori; interiore e esteriore, conosciuto e sconosciuto. (Lucia Medri)

Visto al Mattatoio La Pelanda: di John Cascone e Veronica Cruciani a cura di Niccolò Giacomazzi; Project Manager: Giulia Pardini; Disegno Luci: Omar Scala; Progetto grafico: Klim Kutsevskyy / DITO Studio; Service: S.T.A.S. Srl; Foto Marcos Mendivil

Cordelia, giugno-luglio 2026

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Lucia Medri
Lucia Medri
Giornalista pubblicista iscritta all'ODG della Regione Lazio, laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale. Dopo la formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi) si specializza in web editing e social media management svolgendo come freelance attività di redazione, ghostwriting e consulenza presso agenzie di comunicazione, testate giornalistiche, e per realtà promotrici in ambito culturale (Fondazione Cinema per Roma). Nel 2018, vince il Premio Nico Garrone come "critica sensibile al teatro che muta".

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