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HomeCordelia - le RecensioniCIRCLE MIROR TRANSFORMATION (di Annie Baker, regia Valerio Binasco)

CIRCLE MIROR TRANSFORMATION (di Annie Baker, regia Valerio Binasco)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-luglio 26

Foto Virginia Brown

Il cerchio, lo specchio, la trasformazione. In effetti già nel titolo di Circle, Mirror, Transformation dell’autrice di Boston Annie Baker c’è la rappresentazione plastica di quello che accade nel community center di una piccola città americana. Un’insegnante di recitazione sessantenne di origine tedesca (Pamela Villoresi) apre un corso di recitazione, si iscrivono solo altri tre oltre al marito (Valerio Binasco): un artigiano del luogo (Andrea Di Casa), divorziato, una giovane studentessa prossima all’università (Maria Trenta) e una ex attrice affascinante e tormentata (Alessia Giuliani) che si è trasferita da poco da NY per rallentare e cambiare vita ma che sarà l’innesco per destabilizzare e modificare per sempre le vite degli altri. La scena è grigia: specchi, suppellettili abbandonati e qualche sedia. Il realismo fosco degli spazi e la drammaturgia che procede senza voler esplicitare evidenti snodi drammaturgici – è lo scorrere della vita nella propria quotidianità minima ad interessare l’autrice – ricordano certi scenari del britannico Alexander Zeldin, ma qui manca lo sguardo sociale, l’urgenza documentaristica. I personaggi si mettono a nudo tramite gli esercizi teatrali: ognuno in un monologo interpreta l’altro, le vite altrui diventano canovacci in cui entrare e nelle quali proiettare però anche i propri sentimenti e le proprie aspettative. Non mancano le scene intense, come quella in cui Shultz (il marito dell’insegnante Marty) svela la propria attrazione per l’attrice Theresa, da qui tutto precipita prima di ricomporsi in un finale che fotografa lo scorrere della vita nei suoi inciampi e nei suoi mutamenti. Non sorprende, non scuote lo spettacolo diretto da Valerio Binasco, nonostante la bravura mimetica di Pamela Villoresi (il suo accento tedesco è calibratissimo), e potrebbe essere una caratteristica del testo – che non illumina temi e situazioni già viste e vissute e poi con quelle noiose cesure e i bui tra un incontro e l’altro – ma è anche la resa degli attori e delle attrici a dover crescere verso un realismo spietato senza appoggiarsi a maschere che rischiano lo stereotipo. (Andrea Pocosgnich)

Visto al Teatro Argentina di Annie Baker traduzione Monica Capuani e Cristina Spina
regia Valerio Binasco con Valerio Binasco, Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa, Maria Trentascene Guido Fiorato costumi Alessio Rosati luci Alessandro Verazzi suono Filippo Conti video Simone Rosset regista assistente Fiammetta Bellone assistente regia Eleonora Bentivoglio assistente scene Lorenzo Rostagno assistente costumi Rosa Mariotti foto Virginia Brown produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale Circle mirror transformation è presentato su licenza speciale della United Talent Agency e per il tramite dell’Agenzia Danesi Tolnay

Cordelia, giugno-luglio 2026

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Andrea Pocosgnich
Andrea Pocosgnichhttp://www.poxmediacult.com
Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

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