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G+R DI MURI ABBATTUTI E CUORI APERTI (di Bartolini/Baronio, dai lab Matemù/Cies)

Questa recensione fa parte di Cordelia di marzo 26

«La libertà è un atto di ribellione» urleranno dal palco i circa 50 ragazzi e ragazze protagonisti di G+R di muri abbattuti e cuori aperti, miracolo teatrale di Bartolini/Baronio andato in scena allo Spazio Rossellini e nato da un lungo percorso laboratoriale svoltosi tra il 2024 e il 2025 nelle aule di Matemù, Spazio Giovani e Scuola d’Arte creato e gestito dal Cies Onlus, ospitato dal Municipio Roma I. “Miracolo” perché l’energia collettiva sprigionatasi è prodigiosa, straordinaria, sfidante e prorompente. Queste Giuliette e questi Romei – il plurale è d’obbligo perché sono tante e tanti e di ogni passione, quartiere, paese, lingua, religione, provenienza – non solo amano chi e come vogliono al di fuori delle leggi imposte ma scelgono l’amore come strumento di comunicazione e relazione per abbattere le norme, i pregiudizi, quindi i muri, le distanze, le frontiere. Insieme sconfiggono le paure dell’Altro e di essere Altro. L’Altro è invece ricompreso in un’unione sincretica di arte, disciplina (in scena anche alcune insegnanti dei corsi di canto e musica), sacrificio e, soprattutto, desiderio, termine la cui etimologia ci ricorda quanto le nuove generazioni devono sempre poter tendere alle stelle. Poesia, teatro, stand up comedy, invettive trap e rap, danza sui pattini a rotelle: due ore di spettacolo in purezza in cui la scrittura originale delle biografie di tutte e tutti si unisce alla storia shakespeariana e, tramite i frammenti proiettati sul fondo, si pone in dialogo con i film tratti da Romeo e Giulietta. C’è Verona in questa Roma ingarbugliata e vista da dentro, attraverso gli occhi giovani, e dai tetti, dai cieli, sempre più in alto, più su! Se la realtà paternalistica strumentalizza le nuove generazioni sia quando le critica che quando le nobilita – basti vedere la retorica post Referendum costituzionale – è in questi spazi che i e le giovani possono dire di loro, con la propria voce, corpo e idee. È l’ora di ribellione, e mai guerra fu più pacifica (Lucia Medri).

Visto allo Spazio Rossellini nella rassegna Le ali della libertà quando il teatro libera e include Foto di Davide Agostini.

Cordelia, marzo 2026

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Lucia Medri
Lucia Medri
Giornalista pubblicista iscritta all'ODG della Regione Lazio, laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale. Dopo la formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi) si specializza in web editing e social media management svolgendo come freelance attività di redazione, ghostwriting e consulenza presso agenzie di comunicazione, testate giornalistiche, e per realtà promotrici in ambito culturale (Fondazione Cinema per Roma). Nel 2018, vince il Premio Nico Garrone come "critica sensibile al teatro che muta".

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