IL COLLOQUIO – THE ASSESSMENT

    Questa Recensione fa parte di Cordelia, settembre 2022

    “Che vuole che le faccia io se dalla Francia non ci viene più una buona commedia…” affermava il capocomico pirandelliano dei Sei personaggi, ma ormai con il termine commedia si intende il genere preciso del comico. Modalità problematica a teatro, quando da subito si palesa quella volontà – odiosa per alcuni spettatori – di voler far ridere a tutti i costi. È il limite del teatro di genere o di chi lo maneggia con scarsa profondità? Il Teatro Vittoria di Roma ha aperto la propria stagione con Il colloquio, commedia che vorrebbe far riflettere sulla competitività nel mondo delle grandi aziende. Cinque candidati si ritrovano in attesa di un colloquio di gruppo (in una scenografia anonima che rappresenta una sala anonima): si raccontano, cercano di rispondere con prontezza, intelligenza e spigliatezza all’addetto alle risorse umane; finché questi torna in scena con qualcosa sulla faccia. Dalla platea non si capisce cosa sia: sembra carta bagnata; capiremo dai dialoghi: è sperma. Non si fa in tempo a metabolizzare la notizia che la macchina delle risate si mette in moto. Il gruppo prende in ostaggio il presidente della multinazionale, autore delle molestie nei confronti del reclutatore. Il pubblico si accontenta di gag e situazioni comiche abusate (con tanto di risse) e ride di gusto; il finale a schiaffo conferma che i buoni propositi della drammaturgia rimangono su carta. Lo spettacolo scritto e diretto da Marco Grossi dovrebbe svelare meccanismi amari, ma ci racconta qualcosa che già sappiamo senza scalfirne la superficie. (Andrea Pocosgnich)

    Visto al Teatro Vittoria, crediti: scritto e diretto da Marco Grossi con Giuseppe Scoditti, Fabrizio Lombardo, Alessandra Mortelliti, William Volpicella, Valentina Gadaleta, Marco Grossi, Alessandro Anglani e con Augusto Masiello assistente alla regia Monica De Giuseppe scene Riccardo Mastrapasqua luci Claudio De Robertis grafica Davide Petruzzella produzione Teatri di Bari

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    Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

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