Shakespeare a Bitonto. Sette giorni dedicati al Bardo

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www.shakespeare, rassegna della compagnia pugliese Fatti d’Arte giunta alla sesta edizione, ha animato, occupato le strade e vari luoghi di Bitonto, in provincia di Bari, con spettacoli e performance di ispirazione shakespeariana. Tra questi La Commedia degli equivoci. Una panaromica e la recensione.

Foto Ufficio Stampa

Si cammina per le strade lastricate di “chianche” pugliesi, si arriva nel cuore della cittadina accompagnati da elementi visivi disseminati come indizi, come orme a ricondurre, a richiamare in qualche modo agli occhi, alla mente, il profilo del drammaturgo per eccellenza mentre la sagoma del volto di William Shakespeare svetta già luminosa in proiezione su un torrino del centro storico di Bitonto. Nel comune in provincia di Bari – territorio che negli ultimi anni sembra aver beneficiato non poco di politiche locali volte alla valorizzazione turistica e culturale – ha avuto luogo www.shakespeare, una settimana (dal 16 al 22 aprile) dedicata al Bardo strutturata in interventi performativi di varia natura. Giunta alla sua sesta edizione, la rassegna ideata dalla compagnia Fatti d’Arte (e promossa dall’Assessorato al Marketing territoriale- Turismo-Festival-Eventi-Governo partecipato-Polizia Municipale del Comune di Bitonto) ha abitato il tessuto urbano attraversando le vie più antiche e quelle periferiche, passando per le Officine Culturali – spazio recuperato, riconquistato, oggi sede di iniziative culturali tra laboratori, attività formative e altro ancora, messa a disposizione della collettività -, le linee ferroviarie e il Teatro Tommaso Traetta.

Foto Ufficio Stampa

Cineforum, messinscene, “incursioni urbane” (momenti performativi organizzati per inserirsi nello scorrere del  tempo cittadino), performance sulla tratta ferrotramviaria della Bari-nord e “Shakesparty” finale per una manifestazione monografica, ma declinata in vario modo. Si vuole concepita sul principio, ormai riconosciuto, secondo cui l’opera di Shakespeare si offre quale bacino inesauribile di riferimento cui la realtà può continuare a volgersi per attingere elementi di analisi ed espressione, adatti e adattabili alla contemporaneità dentro e fuori la scena. A prendere corpo sembra essere una autentica e discreta motivazione all’avvicinamento, al dialogo trasversale con la comunità locale foraggiato con ogni probabilità dalla radicazione nel territorio e dal riconoscimento  dell’ensemble pugliese, responsabile dell’organizzazione dell’intera iniziativa. Attivo da una diecina d’anni il collettivo Fatti d’Arte si riserva lo spazio teatrale comunale per portare in scena la propria versione de La commedia degli equivoci, diretta da Raffaele Romita coadiuvato dal costumista e scenografo Franco Calamorea. Scritta fra il 1589 e 1594, la pièce si anima – come denuncia il titolo – della conosciuta vicenda di una coppia di gemelli, padroni e servitori, che a seguito di un naufragio si ritrovano inconsapevoli dopo anni, confondendo in un primo momento le proprie esistenze attraverso una serie di intrecci e traversie destinati a sciogliersi nel disvelamento con lieto fine.

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«La commedia degli equivoci di Fatti d’Arte è una mise en scène, tra stile bizzarre e minimalista, che prende spunto dalla tradizione teatrale italiana legata alla produzione goldoniana», così leggiamo nelle note che ci accompagnano alla visione. La scena è essenziale, occupata da tre strutture verticali di altezze diverse, la più grande e centrale delle quali cela una ulteriore dimensione in grado di ampliare all’occorrenza l’architettura spaziale dell’azione. Su tale essenzialità si innestano le volute forzature e una certa cura dei costumi, benchè consuete, apprezzabili e centrate rispetto alle dichiarazioni di intenti; l’ingresso di interventi sonori fuori campo – spesso di natura sintetica – cifra dei cambi-scena con una intenzione riepilogativa e simbolica insieme, supportata da cali o modulazioni della luce. Intellegibili e oneste nelle proprie tensioni le volontà e i presupposti di concezione dell’intera messinscena, che si offrono chiare a un’osservazione la quale tuttavia non può far a meno di notare alcune eccessive esasperazioni dei toni vocali, una certa ingenuità nel modellamento della presenza fisica dei personaggi, una ridondanza di ammiccamenti sessuali la cui didascalia fin troppo espressa ci sfugge per necessità, un’azione sul testo non incisiva in termini di differenziali determinanti una attualizzazione o una rilettura concreta. Se molti di questi appunti si avvantaggerebbero di una riconsiderazione degli equilibri performativi che rientrano nel concetto di slapstick che pure viene dichiaratamente evocato, il minimalismo e la matrice goldoniana si arenano dal punto di vista performativo sullo scoglio di una “scolasticità” un po’ troppo basica per non risultare quasi laboratoriale.

Il clima mite di una stagione giunta anzitempo connota una cena durante la quale il calo della tensione, la distensione post-spettacolo equivalgono certo ad uno spirito di pura e dovuta convivialità, all’alleggerimento, alla condivisione quotidiana, ma in cui pure si affaccia una propensione al dialogo, all’ascolto quasi fosse una necessità di aprirsi alla prospettiva altrui, al valore che il confronto genera in ogni caso. Proseguire il lavoro dunque, motivarsi alla ricerca ancora e ancora, moltiplicare le direzioni dello sguardo, spingerlo fuori dai confini canonici di spazio e tempo, forse solo per riportarlo al proprio tempo e al proprio spazio più temprato, più pronto, più forte nell’incontro con gli occhi apolidi e senza secoli della scena: non è forse questo, ci viene allora da pensare ritornando, che ha restituito anche all’opera del Bardo l’eternità che sembra possedere?

Marianna Masselli

Teatro Tommaso Traetta, Bitonto, aprile 2018

LA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI
di William Shakespeare
La compagnia Fatti d’Arte è formata da:
direzione artistica e regia Raffaele Romita
costumi e scenografie Franco Calmorea
organizzazione teatrale e interpretazione Liliana tangorra
aiuto regia e interpretazione Mariantonia Capriglione
videomaker Francesco Moretti
direzione marketing Rosa Scolamacchia

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Marianna Masselli, cresciuta in Puglia, terminato dopo anni lo studio del pianoforte e conseguita la maturità classica, si trasferisce a Roma per coltivare l’interesse e gli studi teatrali. Qui ha modo di frequentare diversi seminari e partecipare a progetti collaterali all’avanzamento del percorso accademico. Consegue la laurea magistrale con una tesi sullo spettacolo Ci ragiono e canto (di Dario Fo e Nuovo Canzoniere Italiano) e sul teatro politico degli anni '60 e ’70. Dal luglio del 2012 scrive e collabora in qualità di redattrice con la testata di informazione e approfondimento «Teatro e Critica». Negli ultimi anni ha avuto modo di prendere parte occasionalmente a ulteriori esperienze o realtà redazionali (v. «Quaderni del Teatro di Roma», «La tempesta», foglio quotidiano della Biennale Teatro 2013).