Teatro Akropolis. Teoria e pratica di un’indagine

QUINTA DI COPERTINA. Teatro Akropolis Testimonianze ricerca azioni, è il settimo volume curato da Clemente Tafuri e David Beronio in concomitanza del festival di Teatro Akropolis

Sestri Ponente è una cittadina operaia, uno dei quartieri del ponente genovese, dove i cantieri dettano il ritmo delle giornate. La costruzione dell’opera, l’atto creativo e ciò che dietro di essa è progetto, lavoro come esigenza identitaria dell’uomo, è qualcosa di ben presente nelle mani degli operai che a ondate si riversano fuori e dentro i cantieri. Qui, a un paio di fermate di treno da Genova Piazza Principe, Teatro Akropolis indaga da sette anni sulla creazione artistica, sullo spazio come presidio di civiltà dell’uomo; lo fa non perdendosi nei meandri della speculazione né dissipando la propria riflessione nell’autoassoluzione dell’agito. Ma simbioticamente, tra la teoria e la pratica, tra la settima edizione dell’omonimo festival e il settimo volume Teatro Akropolis Testimonianze ricerca azioni a cura di Clemente Tafuri e David Beronio, autori, scrittori, registi e direttori artistici della compagnia.

Eppure, Teatro Akropolis ricerca azioni non è un libro che parla di sé stesso, non la vetrina di un festival né il passare in rassegna ciò che è stato con una pubblicazione postuma; il volume, consegnato all’arrivo a chi al festival ha preso parte, è carnet di marcia, è carta, sì, ma topografica, altimetria delle poetiche che accompagnano le pratiche degli artisti ospiti e sguardo nei contributi di chi ha saputo leggere il nostro tempo. E come mappa sceglie di offrire il proprio segno con il silenzio; i curatori si oppongono al trend di comunicazione imposto, quello del dover essere sempre parte della discussione, e riprendono la pratica del silenzio: foglio bianco sul quale poter scrivere, e lasciar scrivere, così come il corpo di Imre Thormann, maestro butoh e ospite del festival e del libro. Insieme al suo, i contributi sono degli altri artisti e cultori coinvolti in spettacoli, workshop e incontri tra cui Marco De Marinis, Qudus Onikeku, Lindsay Kemp, Mariangela Gualtieri, Civilleri/Lo Sicco, C&C Company, Bernardo Casertano, Noemi Bresciani, Valentina Campora, la compagnia Nanirossi; poi qualche pagina dall’urgenza ancora attuale di Antonio Attisani, uno studio di Angelo Tonelli che entra in dialogo con una prima versione pubblicata nella V edizione del volume, La fortezza vuota di Scarpellini/Civica e un estratto dalla tesi di laurea di Alessandro Romi sull’origine del teatro tra mito e storia.

In chiusura del libro il programma del festival e la testimonianza fotografica degli artisti. Il volume edito da AkropolisLibri si lascia così visitare, tanto da poterlo annoverare tra i luoghi del festival; si fa esso stesso luogo e, citando ciò che Attisani scriveva, rientra in quei progetti «che indicano non tanto l’esistenza del teatro quanto quella di una sua possibilità».

Luca Lòtano

Teatro Akropolis. Testimonianze ricerca azioni
volume settimo
a cura di Clemente Tafuri e David Beronio
edito da AkropolisLibri, 2016
ISBN 978-8890-454790
prezzo € 16,00
pagine 176

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Luca Lòtano è giornalista pubblicista e laureato in giurisprudenza con tesi sul giornalismo e sul diritto d’autore nel digitale. Si avvicina al teatro come attore e autore, concedendosi poi la costruzione di uno sguardo critico sulla scena contemporanea. Insegnante di italiano per stranieri (Università per Stranieri di Siena e di Perugia), lavora come docente di italiano L2 in centri di accoglienza per richiedenti asilo politico, all'interno dei quali sviluppa il progetto di sguardo critico e cittadinanza Spettatori Migranti/Attori Sociali; è impegnato in progetti di formazione e creazione scenica per migranti. Dal 2015 fa parte del progetto Radio Ghetto e sempre dal 2015 è redattore presso la testata online Teatro e Critica.