Gli Omini e Teatro Sotterraneo: il viaggio del teatro contemporaneo a Pistoia

Gli Omini con Ci scusiamo per il disagio, Teatro Sotterraneo con Il giro del mondo in ottanta giorni e gli spagnoli Horman Poster con Psado Perfecto. Recensioni

 

Ci scusiamo per il disagio - foto Gabriele Acerboni
Ci scusiamo per il disagio – foto Gabriele Acerboni

Arrivando a Pistoia in treno una delle prime cose che salta all’occhio del viaggiatore è una insegna gialla, verticale, che occupa lo sguardo su un marciapiede proprio di fronte alla stazione. Non si può non notarla. E in mezzo al giallo una specie di scatola che dovrebbe assomigliare a un semaforo contenente una T bianca percorsa da tante lampadine. È la pubblicità del Progetto T, idea pluriennale che vede protagonista la compagnia de Gli Omini prodotta da Teatri di Pistoia, centro di produzione che proprio in questi giorni ha visto quasi raddoppiare il proprio contributo ministeriale. E una certa euforia infatti era nell’aria nella giornata di debutto (9 luglio) della prima tappa spettacolare, Ci scusiamo per il disagio, con cui il progetto T vede Gli Omini cominciare una collaborazione triennale con l’organismo teatrale presieduto da Rodolfo Sacchettini e diretto da Saverio Barsanti.

Presso gli interni settecenteschi della Villa di Scornio il pubblico ha avuto la possibilità di assistere anche alla prima puntata del nuovo lavoro di Teatro Sotterraneo, Il giro del mondo in ottanta giorni. Daniele Villa, drammaturg del gruppo fiorentino, più che adattare l’avventura scritta da Jules Verne la scompone in episodi frammentando il racconto in un dispositivo da gioco. Il lavoro è firmato anche da Claudio Cirri e Sara Bonaventura: entrambi in scena si rimpallano i personaggi e i ruoli di presentatori/banditori di questo strano format che col passare dei minuti rivela proprio la capacità di rendere fertile e vivo il romanzo amplificando il ruolo e l’attenzione dello spettatore stimolandone continuamente la fantasia. Con una grande cartografia dell’epoca i due seguono il viaggio del protagonista (accompagnati e interrotti dalle giovani musiciste della Scuola Comunale di Musica e Danza “T. Mabellini” di Pistoia), come in un gioco da tavolo in cui l’atto di pescare le carte determina cambi di direzione, relazioni col pubblico tramite quiz lampo e deviazioni drammaturgiche apparentemente casuali. Immagino questo spettacolo/game a puntate nelle scuole, nelle piazze, per un pubblico dai 10 a 100 anni.

Il giro del mondo in ottanta giorni - foto Gabriele Acerboni
Il giro del mondo in ottanta giorni – foto Gabriele Acerboni

È ancora la villa, costruita dal gobbo Puccini (Niccolò ) e donata poi dal mecenate alla città, a prestare le sale affrescate per il teatro – che poi una sala teatrale vera e propria ci sarebbe, ma fa parte di una palazzina privata. La compagnia basca Horman Poster (Matxalen de Pedro e Igor de Quadra) è protagonista di un tentativo tanto sincero quanto velleitario, Psado Perfecto, ovvero una riflessione sulla storia e sulla percezione che della storia si può e si dovrebbe avere. Lo sguardo è rivolto agli anni ’70, pieni di cambiamenti, lotte e ferite per la Spagna che usciva dal franchismo. Così i due artisti srotolano gigantografie di scontri di piazza e grandi immagini relative all’iconografia della cultura pop giovanile. Dal corpo disteso nella bara di Franco alle teste ricciolute dei Jackson Five. E poi piccole narrazioni al microfono, ricordi di infanzia. Concettualmente lo spettacolo, purtroppo teatralmente inerte, vorrebbe, attraverso la riflessione della più giovane dei due protagonisti, chiedersi quale sia il rapporto dei singoli individui con una memoria che non appartiene loro.

La timeline della prima serata però è tutta dedicata all’altro gruppo toscano, ci trasferiamo al deposito dei rotabili storici di Pistoia dove fino al 19 luglio lo spazio stretto tra due binari si fa teatro. La scena è composta da due carrozze storiche (risalenti anni Venti e Cinquanta) perfettamente ristrutturate, di quelle con gli interni in legno, due binari disegnano un angolo acuto opposto al pubblico il cui vertice è la motrice di un altro treno. I fanali accesi sono grandi occhi che ci guardano, una sbuffata di fumo preannuncia l’inizio dello spettacolo e in controluce si stagliano le figure dei tre interpreti, avanzano come fossero tre cowboy, invece che svaligiare banche o cacciare taglie vanno alla ricerca di storie. Come cercatori d’oro hanno passato più di un mese alla stazione di Pistoia con un’indagine sul campo, lavoro abituale per gli Omini soprattutto con il Progetto Tappa, per il quale si fermano in piccoli centri di provincia intrecciando i fili di storie che gli abitanti raccontano per poi restituirli con un dispositivo scenico sempre diverso. In questo caso però il luogo di indagine è un non-luogo, scenario di attraversamento e attesa.

Ci scusiamo per il disagio - foto Gabriele Acerboni
Ci scusiamo per il disagio – foto Gabriele Acerboni

Sarteanesi, Rotelli e Zacchini si lasciano attraversare dai personaggi, adolescenti in cerca di fuga, anziani che usano la stazione come passatempo, ex operai addetti alla verniciatura delle carrozze con i polmoni appestati di amianto, un vecchio magnaccia che ricorda i bei tempi fatti di giovani amanti e festini tutte le sere. Il tema della memoria è quello più ricorrente, i personaggi messi in scena dagli Omini vivono nel ricordo, incapaci o impossibilitati a guardare positivamente il futuro sono anime intrappolate, la stazione è il loro limbo.
È tutta la scena a dialogare con la drammaturgia (da qui la sfida ardua di portare il lavoro in teatro), non manca la tipica voce registrata degli annunci delle ferrovie che pian piano si trasforma in un quarto e surreale personaggio. Stranianti maschere da uccellacci ogni tanto fanno capolino dai vagoni. Ma il centro propulsivo anche questa volta è nella recitazione.
Chi ha visto questi tre attori alle prese con La famiglia Campione avrà apprezzato sicuramente la gentilezza con cui vestono i panni dei propri personaggi, quasi avessero la consapevolezza che si tratti di costumi presi a prestito. Eppure c’è una verità silenziosa tra le loro parole e nei corpi che si adattano con morbidezza: esemplare in questo senso il monologo interpretato da Sarteanesi proprio sul vagone. Seduta nella vecchia carrozza e illuminata come fosse un’apparizione cinematografica, una donna non più giovane confida la propria storia, con ironia e forza è protagonista di un canto disperato, ma vitale; non basta il vetro del finestrino a dividerci da lei.

Andrea Pocosgnich

Twitter @andreapox

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI
reading a puntate per due attori, musicisti vari e qualche colpo di scena
Puntata 1: da Londra a Bombay
da Jules Verne
concept e regia Teatro Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri
adattamento Daniele Villa
musica dal vivo a cura della Scuola Comunale di Musica e Danza “T. Mabellini” di Pistoia
Emma Longo (flauto) – Sofia Morano (violino)
coproduzione Associazione Teatrale Pistoiese/Teatro Sotterraneo
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Regione Toscana
Teatro Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory ed è residente dal 2013 presso l’Associazione Teatrale Pistoiese

PASADO PERFECTO
Ideazione HORMAN POSTER
Interpretazione Matxalen de Pedro e Igor de Quadra
Assistenza artistica Ana Buitrago
Luci Milakamoon
Fotografia Ander Lauzirika
Video Marcell Erdélyi
Spettacolo realizzato con il contributo di Governo basco
Coprodotto da Festival BAD
Con il sostegno di Artea, Azala espacio de creación, Centro cívico de Cruces, La Fundición, Municipio di Plentzia e Muelle3
Produzione Horman Poster

CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO – PROGETTO T
di e con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini
con la collaborazione di Fondazione FS italiane
Associazione Teatrale Pistoiese

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