Marie Curie nel racconto di Teatri della Resistenza

Marie Curie, la celebre chimica e fisica raccontata dalla compagnia di Pisa. Recensione in Taccuino Critico

 

foto ufficio stampa
foto ufficio stampa

Scena Sensibile è una rassegna che da ventun anni a al Teatro Argot di Roma cerca di dar forma scenica alla tematica femminile. Sappiamo quanto nel tempo sia importante mantenere viva la complessità che dovrebbe alimentare una questione di genere: Serena Grandicelli, ideatrice e organizzatrice di Scena Sensibile, negli anni ha lavorato per dar forma con continuità al pensiero originario. Ci ha rivelato che per la prossima edizione, nel caso ci fossero le forze (quest’anno la rassegna è andata in scena senza finanziamenti pubblici), vorrebbe dedicare l’impegno a raccontare la scienza, naturalmente nella declinazione femminile.
Un’anticipazione l’abbiamo avuta già quest’anno con il progetto di Teatri della Resistenza – compagnia pisana che dal 2004 lavora attorno a tematiche civili e scientifiche – Marie Curie, una donna. Quel personaggio da fotografia in bianco e nero, da capitolo del sussidiario che nelle nostre menti occupa uno spazio ben preciso anche se solo per conoscenza superficiale, trova nella drammaturgia di Dario Focardi – in un alternarsi di piani e tempi narrativi – e nella recitazione asciutta ma efficacie di Cristina Gardumi, un ottimo spunto di teatralizzazione.
Una macchina al centro del palco rappresenta il cuore della scena, e i laboratori in cui la Curie ha passato la propria vita; attorno a questo totem di legno caratterizzato da vari moduli che all’occorrenza possono cambiare posizione e far mutare funzione all’oggetto, si muove il prezioso lavoro fisico e vocale di Gardumi. A terra i simboli della tavola periodica circondano il perimetro quadrangolare dello spazio, il vestito della protagonista nello stile austero dei primi del Novecento è l’unica vera concessione al realismo, eppure siamo lì, catturati in un altro tempo, nella Parigi della belle époque tra le rivoluzioni culturali del nuovo secolo e le scoperte scientifiche.

Andrea Pocosgnich
Twitter @andreapox

Questa recensione breve appartiene a un Taccuino Critico, leggi le altre.

Visto al Teatro Argot, Roma, Marzo 2015

MARIE CURIE, UNA DONNA
con Cristina Gardumi
drammaturgia di Dario Focardi
coordinamento di Paolo Giommarelli
luci e scene di Fabio Giommarelli
produzione Teatri della Resistenza/ Consorzio EGO

Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here