Tivoli Off: il teatro riparte dalla provincia

Tivoli Off, la rassegna di drammaturgia contemporanea promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo, segna la rinascita teatrale del Comune di Tivoli.

 

Foto Ufficio Stampa
Foto Ufficio Stampa

Non solo Roma e non solo il circuito dei suoi teatri. Costantemente abituati a spingerci oltre, siamo giunti a soli trenta chilometri di distanza dalla Capitale, con l’intento di testimoniare la rinascita della programmazione teatrale nella provincia, puntando la nostra attenzione su un territorio che torna a muovere importanti passi nella creazione di una rete, oltrepassando i confini della geografia culturale che lo vorrebbe invece lontano dai clamori della metropoli. Dopo quasi cinque anni di assenza, il teatro rinasce nella cittadina di Tivoli e riattiva due spazi storici: il Cinema Teatro Giuseppetti, di proprietà privata e la cui programmazione è stata ripristinata grazie a una convenzione stipulata dall’amministrazione comunale con l’ATCL (Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio) e il piccolo Teatrino di Via del Collegio gestito dal Comune.

Il silenzio ovattato nel quale la parola è orfana di ascolto e le idee non hanno il tempo di consolidarsi e diventare progetti, ma vengono sommerse da una lenta e opprimente burocrazia, ha ceduto il passo alla cosiddetta «Primavera Tiburtina», così definita dall’Assessore alla Cultura Urbano Barberini che aggiunge inoltre: «Impegnarsi per tornare a riempire i teatri è una delle azioni più sovversive e lungimiranti che la politica possa fare oggi». Obiettivo questo che non lascia indifferenti – considerati gli ultimi provvedimenti che interessano la politica culturale romana – e il cui raggiungimento dimostrerebbe nella pratica come il teatro a partire dalla provincia sia per la comunità una necessità imprescindibile, di importanza mai sufficientemente riconosciuta. Basti pensare che la stagione del Teatro Giuseppetti, iniziata soltanto lo scorso mese e che durerà fino al 21 aprile, ha visto una grande risposta da parte del rinato pubblico facendo il tutto esaurito per due spettacoli già inseriti nell’offerta teatrale romana: La gatta sul tetto che scotta diretto da Arturo Cirillo e il celebre adattamento de Il berretto a sonagli di Luigi De Filippo.

Interno Abbado
Interno Abbado

Ma non solo: parallelamente a questo cartellone, la coraggiosa e primaria iniziativa alla quale sono affidate le sorti di un simile risveglio è Tivoli Off, rassegna di drammaturgia contemporanea che dal 1 marzo al 24 aprile si svolgerà negli spazi del Teatro Comunale di Via del Collegio. L’assessore, che l’ha fortemente voluta, sottolinea: «La scelta di una rassegna di drammaturgia contemporanea viene dalla convinzione che il teatro debba essere “il luogo” dove rappresentare la società e i conflitti che tutti i giorni viviamo. In questa prima edizione abbiamo selezionato cinque spettacoli di grande valore che hanno ricevuto premi e riconoscimenti». Se a Roma nomi come Andrea Baracco, Produzione Industria Indipendente, Tindaro Granata e Compagnia Frosini/Timpano appartengono a una generazione di artisti attiva in teatri off e non solo e protagonista della scena contemporanea, nella provincia la sfida diventa reciproca tanto per l’artista, che porta il suo lavoro in un contesto vergine rispetto a simili linguaggi, quanto per il pubblico, il quale impara a guardare una diversa scrittura e attitudine alla scena. A questi nomi celebri si affianca lo spettacolo Pasquarosa di Officina E.S.T attiva sul territorio di Tivoli e della Valle dell’Aniene. L’accoglienza a quanto pare non è mancata, in molti hanno riempito il piccolo teatrino da un centinaio di posti e applaudito il primo spettacolo che ha inaugurato il cartellone: Interno Abbado di Baracco e Storani. «Le istituzioni, che io in questo momento rappresento, devono essere più attente a sostenere il teatro e in particolare la drammaturgia contemporanea, devono promuovere l’educazione, soprattutto nelle scuole, e la formazione dello spettatore. Anche per questo abbiamo deciso un prezzo del biglietto accessibile. Il costo dell’ingresso per questa rassegna è infatti di 2 euro perché l’accesso alla cultura deve essere per tutte e tutti».

Crepacuore
Crepacuore

Non un evento sporadico quindi, ma una progettualità culturale avveduta e prudente che comprende, inoltre, il Festival Tivoli Chiama! Festival delle Arti che partirà nel mese di luglio e che è stato reso possibile grazie al concorso nazionale promosso dal MiBACT per la valorizzazione dei beni culturali attraverso lo spettacolo dal vivo, al quale Tivoli è arrivata terza, dopo Ravenna e Firenze. Un ulteriore e importante tassello che con residenze, concerti, spettacoli, incontri e propedeutica, mira a far crescere e fidelizzare il pubblico utilizzando il teatro come strumento di rivalutazione dei siti monumentali e archeologici della cittadina (Villa d’Este, Villa Gregoriana, Il Tempio della Sibilla, l’Anfiteatro di Bleso). A questi programmi per la stagione estiva si aggiunga inoltre l’iniziativa Tivoli Incontra, conversando a Villa d’Este su arte, letteratura e spettacolo con Pino Strabioli: una serie di appuntamenti e riflessioni insieme ai personaggi illustri della cultura in programma da adesso fino a giugno .

Questo «percorso di rinascita culturale della città» è un «compito che sarebbe molto difficile senza l’impegno e la collaborazione dei volontari che gratuitamente lavorano per la realizzazione di tutto questo», costruendo quella che potremmo definire la nuova scena teatrale della provincia, la cui apparente distanza e l’isolamento ci auguriamo possano tramutarsi in centralità. Per fungere allora da traino per tutti quegli auspicati e urgenti interventi che aspettano di essere risvegliati dal sonno nel quale sembra essere caduta la Capitale.

Lucia Medri
Twitter @LuciaMedri

Tutte le info sul sito del Comune di Tivoli

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4 COMMENTS

  1. Per la precisione Officina E.S.T è un’Officina Culturale della Regione Lazio e non una realtà locale. L’organismo che ne è titolare – Settimo Cielo- ha vinto il Bando 2014/16 indetto dalla Regione per un progetto biennale in residenza su un vasto territorio che va da Tivoli a Subiaco e include la Valle dell’Aniene. Settimo Cielo è una realtà professionale che collabora da nove anni con Regione, Provincia e A.T.C.L. con progetti per la diffusione sul territorio della cultura dello spettacolo dal vivo, che ha portato a risultati tangibili come la riapertura e la stagione del Teatro Comunale La Fenice di Arsoli, una realtà importante per il territorio in cui sono assenti strutture teatrali, oltre al lancio di Festival e bandi per residenze teatrali under 35 ( di cui anche Teatro e Critica ha dato notizia). Pasquarosa nasce dal progetto innESTi realizzato con la Provincia di Roma, A.T.C.L. e il Museo di Arte Contemporanea di Anticoli Corrado, per un’iterazione tra teatro e territorio. Pasquarosa, spettacolo di Gloria Sapio e Maurizio Repetto, è stato al centro del progetto Pasquarosa nei luoghi di Pasquarosa realizzato in collaborazione con il Museo Trombadori a Villa Strohlfern. Il testo, pubblicato da Stidio 12, è vincitore nel 2014 del premio Il Paese delle Donne – Donne e Poesia come migliore testo a tematica femminile. Grazie per l’attenzione

    • Grazie Officina E.S.T. per la “precisione”. Anche se non è ben chiaro cosa c’è necessità, qui, di precisare con tanta dovizia. La prossima volta vi chiederemo direttamente di scrivervi un articolo che sintetizzi le vostre qualità riconosciute. Ma qui per nessuno degli artisti citati è stato fatto, scegliendo di dare risalto all’esperienza tiburtina come da titolo. Cercando di capire, evidenziamo dubbi: non vi va di sentirvi “affiancati” a nomi operanti sull’intero territorio nazionale come Andrea Baracco o Frosini/Timpano? Tutto ciò che avete citato non esce dalla Regione Lazio ed è di certo onorevole, come abbiamo avuto modo di segnalare pubblicando il bando: non siete dunque una realtà che opera quasi totalmente sul territorio e quindi “locale”? No diteci perché non è chiaro davvero cosa spinge alla “precisione”.
      Cordialmente TeC

      • Ci sembra di capire che c’è un fraintendimento, nessuna volontà di fare polemica.
        Cordialmente.

        • Nessuna volontà di fare polemica ma…cosa? A questo punto, anche per chiarezza verso un lettore che avrà seguito fin qui, è opportuno aggiungere cosa si intendeva fare se non polemizzare. Buona domenica TeC

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