A Babel Crew il Premio Dante Cappelletti. Riflessioni al futuro

Il Premio Dante Cappelletti 2014 va a Babel Crew. Ma preme qualche spunto di discussione

 

foto ufficio stampa
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È giunto a conclusione, nella serata finale al redivivo Teatro Palladium di Roma che quasi ci si domandava a che indirizzo fosse ancora, il Premio Dante Cappelletti 2014 Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche. Il premio produttivo di 3000 euro è andato alla compagnia siciliana Babel Crew diretta da Giuseppe Provinzano (in scena con lui Simona Argentieri e Maurizio Maiorana) con Volver, un lavoro focalizzato sulla migrazione siciliana in Sud America, pescatori popolari che hanno riversato nel tango argentino le proprie tradizioni, il carattere della propria provenienza. Quindi un premio che va alla narrazione e riordina una memoria sfilacciata, intrecciando – secondo il progetto ideato per il prossimo futuro che prevede oltre questo altri due spettacoli – la fuga dai nostri territori disagiati di un tempo con questo tempo in cui altri migranti raggiungono le nostre coste.

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Segnalazione speciale per tre proposte sceniche di artisti e compagnie già sui palcoscenici di tutta Italia: M I L K / Utøya di Mirko Feliziani, secondo di un progetto di tre performance, è incentrato sulla figura di Anders Breivik, l’ormai famoso attentatore nazionalista norvegese che nel luglio del 2011 uccise 77 persone con due azioni congiunte contro il governo, a Oslo e appunto sull’isola di Utøya; segnalata anche il premio Ubu Federica Santoro con Shining (insieme a Francesca Blancato in scena), progetto drammaturgico con cui l’artista romana intende problematizzare il concetto della malinconia e della vita nelle sue manifestazioni di solitudine e di relazione; terza menzione è per La Metà di Zero della compagnia siculo-pugliese Maniaci d’Amore (formata da Luciana Maniaci e Francesco d’Amore) che, con la solita misura di illusoria ingenuità, ha cercato di indagare il tema della coppia nella sua assolutezza, privandola delle mutazioni del tempo, della giovinezza, della vecchiaia. La giuria popolare, al contrario, ha premiato il lavoro di Industria Indipendente I ragazzi del cavalcavia (scritto e diretto da Erika Z.Galli e Martina Ruggeri), che ha portato sulla scena la nota tragedia del dicembre 1996, triste fatto di cronaca originato dalla solitudine isterica di alcuni ragazzi di periferia che, per noia o per abbandono, avevano l’abitudine di sfogare la loro rabbia repressa lanciando sassi su ignari automobilisti che percorrevano un’autostrada lombarda, uccidendo una donna con un sasso da tre chili.

Conclude, dunque, anche un’altra edizione – la numero XI – del Premio Tuttoteatro.com, che ha consegnato anche il Premio Renato Nicolini 2014 a Natalia Di Iorio per l’impegno nell’organizzazione teatrale; nell’ultima parte della serata proprio a Renato Nicolini è stata dedicata la proiezione del film di Egidio Eronico A proposito di Roma, viaggio attraverso i quartieri della Roma anni ’80 interpretato dal giornalista e politico, animatore della vita culturale capitolina per molti anni.

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Si conclude un premio che si spera non concluda la sua capacità di monitorare il territorio nazionale, pur se negli ultimi anni con un’evidente difficoltà di intercettare ciò che poi si manifesta per una presenza innegabile, continua e concreta, sui diversi contesti teatrali: è un dato oggettivo che nelle ultime edizioni la vittoria abbia premiato spettacoli e artisti anche di valore ma con lavori che la circuitazione di stagioni o festival non ha del tutto assimilato. È il caso del bel progetto della danzatrice Francesca Cola dello scorso anno, ma anche del CucinarRamingo di Giancarlo Bloise (2012), ma ciò è in fondo accaduto anche a Giulio Costa (2011), alla Compagnia Atopos (2010), a Gigi Borruso (2009). Bisogna arrivare al 2008, con Carrozzeria Orfeo, per rintracciare un artista o un gruppo artistico capace di superare la gloria di pochi giorni e ancorarsi a una stabile diffusione. Se questi sono i segnali, difficile rintracciare le possibili contromisure. Pur avendo fiducia in Babel Crew per il successivo percorso, soprattutto perché compagnia già presente da anni in ambiti produttivi anche di alto livello, di certo il meccanismo intero del premio merita una riflessione ampia per far sì che siano sviluppati davvero i segni del divenire contemporaneo nelle arti sceniche, che sia possibile vedere il teatro che si farà, con un rapido sguardo al teatro che si fa. Oggi e, si spera, domani.

Simone Nebbia
Twitter @Simone_Nebbia

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