William Forsythe. Nella Motion Bank dell’oggetto coreografico

QUINTA DI COPERTINA. Letizia Gioia Monda racconta l’esperienza della Motion Bank nel progetto multidisciplinare di William Forsythe.

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«Ogni epoca, ogni esempio di coreografia, è idealmente in contrasto con le sue precedenti prescritte incarnazioni perché si sforza di testimoniare la plasticità e la ricchezza della nostra abilità di riconcepire e distaccarci da posizioni di certezza». Questa è la dichiarazione del coreografo e ricercatore William Forsythe che, col breve saggio dal titolo Oggetti coreografici, apre Choreographic bodies scritto dalla coreografa e performer Letizia Gioia Monda ed edito nel giugno 2016 da Dino Audino editore. Seppur nel distacco da assunti certi e nell’inevitabile contrasto storico, il testo di Monda rintraccia quella linea di continuità diretta che lega lo studio di Forsythe alla Körperkultur dei primi del Novecento.
L’esperienza riportata in queste pagine – di tre anni a partire dal 2012 – testimonia la ricerca condotta dall’autrice a Francoforte sul Meno in una delle realtà performative più importanti: la Motion Bank, ultimo progetto di Forsythe inscritto nella dialettica della body knowledge e orientato verso lo sviluppo di una nuova dance literature.
Un «ambiente interdisciplinare online per la danza» fu la definizione che nel 2007 scelse Forsythe per indicare questo nuovo progetto, riferito in particolar modo alla scrittura di personalità come Trisha Brown, Anna Teresa de Keermasker e Jonathan Burrows, il quale, insieme a Deborah Hay, Matteo Fargion, Bebe Miller e Thomas Hauert, fa parte degli artisti che hanno contribuito a nutrire la riflessione multidisciplinare sulla coreografia e l’idea in essa racchiusa, intesa nell’accezione di qualsiasi pensier che genera azione per sé, per gli altri, per il teatro.
Questo fondamentale resoconto della filosofia coreutica di Forsythe, che comprende inoltre una serie di approfondimenti relativi alla live performance, gravita intorno al concetto di score, particella creativa rappresentante un «oggetto coreografico per natura aperto a una tavolozza piena di istigazioni fenomenologiche perché riconosce il corpo come totalmente progettato per leggere persistentemente ogni segnale proveniente dal suo ambiente». Trasmissione del gesto che si interroga inoltre sulle potenzialità avveniristiche della digitalizzazione grazie all’ipermedialità dei nuovi strumenti tecnici (digital score).

Di questa osservazione partecipante, Letizia Gioia Monda ci restituisce innanzitutto l’aspetto comunitario, indispensabile elemento di condivisione e scambio delle esperienze secondo l’approccio della critica contrappuntistica. Il termine fu coniato da Edward Said e fatto proprio da Forsythe per indicare alternative strategie di analisi dell’oggetto coreografico tra teoria e pratica, arte e vita, uomo e coreografo.

Lucia Medri

CHOREOGRAPHIC BODIES L’esperienza della Motion Bank nel progetto multidisciplinare di Forsythe
autore: Letizia Gioia Monda
editore: Dino Audino editore
p.p 195
euro 24,00
ISBN 978-88-7527-320-0
Data di pubblicazione: giusgno 2016

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