Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-agosto 26

Francesca Melina, Gioele Bertin, Elisabetta Magistri sono Malomodo Studio, un gruppo di ricerca transdisciplinare teso verso la riflessione ecologica. Nell’ambito di InCastro presentano questo lavoro che entra nelle viscere del luogo: restando sul posto per diversi giorni il collettivo scopre e raccoglie erbe spontanee (la portulaca, la nepitella, il cappero), esplora, entra in contatto con le maestranze del borgo. A un certo punto scopre l’esistenza di una ricetta antica, il cuturro, una sorta di polenta del Sud Italia che in epoca napoleonica si preparava con il grano margherito. Fuori pasto è quindi l’atto conclusivo di questa operazione più lunga, in cui si incontra il pubblico e gli si chiede di partecipare all’azione: siamo una quarantina di persone intorno a un grande telo bianco che ricorda quello usato comunemente per la raccolta delle olive, da ciotole di terracotta versiamo ogni ingrediente di quello che sarà il pasto finale. Scivolano sulla superficie bianca i pomodori San Marzano mischiati alla portulaca, i capperi, l’olio, il limone. Siamo tutti chiamati a mescolarli insieme senza usare strumento alcuno ma seguendo un ritmo comune nel muoverci e far si che i singoli ingredienti diventino un’unica pietanza. Ci muoviamo, all’inizio impacciati, un po’ verso destra, poi verso sinistra, poi sempre con più convinzione: qualcuno propone di sollevare e scuotere il grande telo, qualcuno passa anche sotto il telo che diventa tenda, vela, rifugio. Ci diamo una regola complessiva e riusciamo nell’impresa. Mangeremo insieme, raccontandoci di sapori che riportano al passato. L’obiettivo di questa performance infatti è sovrapporre a concetti troppo romanticizzati come l’appartenenza e il ritorno, un senso di concretezza spesso dimenticato. Attraverso questi sapori si indaga il selvatico su un piano critico meno astratto o teorico così la resistenza e il ritorno in luoghi ritenuti “ostili” come il paese d’origine possono essere rivalutati tramite il gusto e l’olfatto. (Silvia Maiuri)
Visto al festival InCastro, di e con Malomodo Studio (Francesca Melina, Gioele Bertin, Elisabetta Magistri) in collaborazione con CHIASMA con il supporto di Vento di Scirocco con la collaborazione di abitanti e maestranze del borgo di Castroreale: Giuseppe Coppolino (Il Mulino), Grazia ed Enrico Rampi (Contrada Crizzina), Paolo Faranda, Alessandro Crisafulli, Dario Triolo (Sylvaticus), Carmelo Pace, Elena Giorgianni











