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CORPI LITURGICI (di Roberto Zappalà)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-agosto 26

Due performer entrano in scena attraversando il corridoio che taglia a metà la platea in questo spazio insolito e bellissimo che è la chiesa del S. S. Salvatore di Castroreale. Un ambiente molto codificato, ricco di stucchi bianchi e icone religiose, che si presta perfettamente a un’opera tanto legata al paesaggio cattolico com’è questa. Una liturgia laica ispirata dal Cantico dei Cantici. A suggerirlo è la musica: Just (after Song of Songs) di David Lang ha una struttura ripetitiva che conduce quasi a uno stato ipnotico, e racconta l’amore per il corpo, ricordando quanto l’amore inteso come spiritualità possa risiedere in ogni parte della fisicità femminile e maschile e, quindi, anche in quella di Dio. D’altronde il Cantico è un testo ritenuto erotico oltre che spirituale.
Illuminate di un rosa avvolgente le due figure intervenute su questo sacro palcoscenico si muovono insieme a un ritmo diverso: lui, Fernando Roldan Ferrer, corre sul posto, spostandosi poco per volta da un lato all’altro della scena, e correrà per tutta la durata della performance. Indossa una felpa estremamente oversize con cappuccio, quasi un abito monacale in versione sportiva, tiene la testa sempre bassa, di lui vediamo bene il naso e i piedi che si muovono incessantemente nella corsa. La danza di lei, Maud de la Purification, rimanda spesso alla sacralità, la sua ombra che si proietta sulla superficie bianca dello sfondo, nera, circondata di luce, assume pose che richiamano l’iconografia di San Francesco. In risposta alla concretezza della corsa quindi, una coreografia più elaborata che aspira ora all’elevazione negli slanci verso l’alto, ora al contatto con la terra, a un divino più vicino, più raggiungibile, più in comunicazione con l’umano. Ed è questo lo scopo di Roberto Zappalà: celebrare l’umano come spazio del sacro. Ogni “laudato si” è rivolto al corpo e alle sue parti, ogni gesto è teso alla sua stessa celebrazione, alla possibilità di indagare, attraverso il proprio corpo, lo spirito. (Silvia Maiuri)

Visto a InCastro Festival, coreografia: Roberto Zappalà | musica: David Lang | danza e collaborazione: Maud de la Purification | e con: Fernando Roldan Ferrer | da un’idea di: Roberto Zappalà | drammaturgia: Nello Calabrò | assistente alle coreografie: Fernando Roldan Ferrer | una produzione: Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza in collaborazione con Cilentart Fest | con il sostegno di MiC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo

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