Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-agosto 26

Lo sputo, rivolto al cielo, non può che tornare indietro: è la morale della fiaba raccontata da Carmine Maringola in Chi sputa ‘n cielo ce retorna ‘n facce. Era ‘na vota Giambattista Basile, per la regia di Emma Dante, che in un’efficace sintesi porta sulla scena del Teatro del Baglio un brano della pluriennale ricerca compiuta sull’opera del favolista partenopeo. Lo vediamo a Villafrati, in provincia di Palermo, dove il Festival del Teatro del Baglio, rassegna a cura di Enrico Lodovisi ed Emanuela Cuttitta, giunge quest’anno alla sua quarta edizione. Maringola entra in scena in abiti dapprima civili; in una sorta di prologo dai toni guitteschi incontra facilmente l’empatia dei presenti, accennando anche alle malefatte post-unitarie subite dal sud. Intrattiene con furba leggerezza, ma c’è poco da dire: con solida maestria gioca in casa e, al di là dei più facili ammiccamenti, convince e genuinamente incontra il pubblico collocandosi senza forzature in un terreno comune. Su questo innesta, senza soluzione di continuità, la storia di Cecella, povera ragazza vittima di una matrigna che non ne tollera la bellezza perché superiore a quella della propria figlia. Una struttura classica, di molto in anticipo sugli esiti di Perrault e dei Grimm. L’interprete scivola nella storia accompagnandovi il pubblico quasi inavvertitamente; ma in breve ci si trova immersi in un immaginario altro. Personaggi e situazioni si succedono a ritmo incalzante, tra continui cambi d’abito, voce, registri: nell’universo fiabesco l’alto e il basso convivono nella meraviglia di una stretta simbiosi. Tre sedute, collocate in semicerchio di fronte al pubblico e destinate ciascuna ai vari personaggi, scandiscono i momenti del dramma. Barocca è l’abbondanza di segni, coloratissimi: parrucche, abiti di gusto kitsch individuano i singoli personaggi, caratterizzati da Maringola in un racconto vivace, popolare, che qui depone in parte le asperità, la crudezza del corpo e della carne (comunque centrali) per planare dall’alto con leggerezza. E che rinnova il senso dell’incontro: narrare e ascoltare storie. In tutti i luoghi, è sempre necessario.
Visto a Villafrati per il Festival del Baglio. Scritto da Emma Dante e Carmine Maringola regia, accessori e costumi Emma Dante luci Marco D’amelio con Carmine Maringola coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, organizzazione Daniela Gusmano Produzione Sud Costa Occidentale, Carnezzeria. Foto ZimoStudio











