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HomeCordelia - le RecensioniMYKESTESIA (di F. Melluso e F. Pipia)

MYKESTESIA (di F. Melluso e F. Pipia)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-luglio 26

Nel suo saggio Il fungo alla fine del mondo. La possibilità di vivere nelle rovine del capitalismo, l’antropologa Anna Lowenhaupt Tsing conduce un’analisi – frutto di una lunga ricerca sul campo tra Stati Uniti, Giappone, Canada, Cina e Finlandia – su un particolare e prelibato fungo, il matsutake, e sulla sua straordinaria capacità di sopravvivenza in ambienti devastati dallo sfruttamento industriale intensivo o da disastri nucleari (il matsutake, peraltro incoltivabile, è stata la prima forma di vita sviluppatasi a Hiroshima dopo la bomba atomica). Mykestesia di Francesca Melluso e Federico Pipia individua in questa peculiare e straordinaria forma di resistenza un potenziale immaginativo, nel quale si innestano innumerevoli e stratificate indagini alimentate da una pratica artistica che fonde il linguaggio del corpo con la ricerca sul suono e sul paesaggio. Nei luoghi di Parco di Torre del Fiscale, in occasione del festival Attraversamenti Multipli – ideato e coordinato da Margine Operativo, con la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani – Francesca Melluso espone l’immobilità del suo corpo allo sguardo altrui, e non solo a quello del pubblico disposto sulle sedute semicircolari, ma anche all’incursione improvvisa, lungo il fondo della scena, di due passanti, un uomo e una donna, sorpresi da quell’inaspettato esporsi. Avvolto da un indumento elastico che comprime, al suo interno, pezzi di ovatta bianca, il corpo dell’unica performer in scena rimanda dapprima all’immagine poetica di un cielo cosparso di nuvole – quasi un’introiezione dello sfondo dentro di sé – per poi divenire embrione, e infine corpo mutante, scomposto e ferito. E i movimenti lenti, esplorativi, scomposti, sono il preludio a una possibile trasformazione e, insieme, gesto politico e antidoto alle devastazioni, alle guerre. Alla ricerca di un modo nuovo di stare al mondo, in uno scenario post umano dove tutto è già avvenuto, che sembra rievocare il film di Jonathan Glazer, Under the Skin, liberamente ispirato all’omonimo romanzo sci-fi di Michel Faber. (Giusi De Santis)

Visto al Parco di Torre del Fiscale – Attraversamenti Multipli. Di: Francesca Melluso e Federico Pipia; Soggetto: Giulio Musso; Regia: Francesca Melluso, Federico Pipia; Coreografia, Performer: Francesca Melluso; Sound & Set Design: Federico Pipia; Costume: Dora Argento; Produzione: PinDoc; Con il sostegno di Dancescapes 2025, promosso da Danza Urbana ETS, con il sostegno del MiC e con il supporto di h(abita)t e la collaborazione di O.R.A. e la Rassegna Rami d’ORA di Associazione Laagam.

Cordelia, giugno-luglio 2026

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Giusi De Santis
Giusi De Santis
Giusi De Santis si laurea con lode in Analisi del Film con una tesi su Luis Buñuel, presso la facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma, dove è stata cultrice della materia ‘Teoria e interpretazione del film’ - corso di Laurea in ‘Forme e Tecniche dello Spettacolo’ -, e dove approfondisce gli studi di metodologia e critica sia cinematografica che teatrale. Ha lavorato alla Fondazione Cinema per Roma per quattro edizioni del Rome Film Fest e per la Compagnia Leone Cinematografica nell’ambito del coordinamento della produzione e, successivamente, come story editor e responsabile editoriale. Svolge attività di consulenza artistica e di editing per la realizzazione di podcast e collabora, come membro del comitato scientifico, chair e discussant, alla progettazione e realizzazione di convegni nazionali e internazionali. Ha scritto di cinema e teatro per diverse riviste online, tra cui Frame e Paper Street e, al lavoro di critica cinematografica e teatrale, affianca quello di dramaturg. Dal 2017 collabora con la rivista Left, dove cura anche la rubrica di cinema. Autrice di saggi e racconti, per L’Asino d’oro edizioni ha curato i volumi Infinito Antonioni. Una ricerca rivoluzionaria sulle immagini (insieme a E. Amalfitano, 2024), Fine serie mai (2023), Il cielo della luna (2020).

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