HomeCordelia - le RecensioniAD LIBITUM (di Simon Le Borgne)

AD LIBITUM (di Simon Le Borgne)

Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-luglio 26

Uno spazio bianco grande e sgombro, dorato dalla luce radente del tramonto romano sull’arena del teatro India. Sui lati distinguiamo due microfoni, una chitarra, una batteria. E poi due corpi e i loro respiri amplificati, corrispettivo sonoro del movimento, filo invisibile che li lega. Inspira l’uno, espira l’altro: qui inizia Ad libitum. L’espressione latina contiene insieme l’istinto e la libertà, l’incognita e la durata, la passione e il coraggio di assecondarla. La performance del danzatore francese Simon Le Borgne – in connessione viscerale con il danzatore e musicista Ulysse Zangs – nasce dalla necessità di decostruire il proprio percorso, staccarsi dal formalismo che ha caratterizzato la sua formazione e lavoro di interprete (dall’Opera di Parigi al Tanztheatre Wuppertal), per compiere un viaggio di scoperta in cui anche lo spettatore è trascinato: deve abbandonare le aspettative e lasciarsi sorprendere. In un alternarsi di ruoli e posizioni, i due sulla scena si completano e sostengono. Se la prima sequenza di Le Borgne corrisponde a una (ri)nascita, un mostrarsi inermi e amorfi ma pieni di possibilità da esplorare, nello scambio di ruoli è Zangs a danzare la ricerca di una perfezione impossibile, la fatica del restarvi fedeli, i ripetuti tentativi di adeguarsi ad una forma, a schemi riconoscibili ma ormai muti. Qui, in un suggestivo avvicinamento, Le Borgne porge il microfono al respiro affannoso di Zangs, rende la sua fatica un personaggio sulla scena: la fa cantare, le fa decidere dove lo spettacolo si addentrerà. La musica, spostandosi dal live di Zangs ai sample mixati, detta il ritmo del movimento per poi dal movimento rinascere, nel corpo/respiro/ritmo che cambia di stato con la naturalezza dell’acqua che da solida diventa liquida e poi evapora, per ripetere il processo all’inverso, ad libitum, perpetuamente. Nello scambio, nella compresenza si attiva il processo: sotto lo sguardo attento e premuroso dell’altro o davanti al suo silenzioso incalzare, fino al culmine, climax sonoro ed emotivo che fa di due un corpo solo. (Sabrina Fasanella)

Visto a Fuori Programma 2026 – Teatro India Coreografia: Simon Le Borgne. Composizione musicale: Ulysse Zangs. Interpreti: Simon Le Borgne, Ulysse Zangs. Luci: Iannis Japiot. Collaborazione artistica: Philomène Jander. Consulenza esterna: Émilie Leriche, David Le Borgne

Cordelia, giugno-luglio 2026

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