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HomeCordelia - le RecensioniGENERAZIONE PASOLINI (di Marta Bulgherini)

GENERAZIONE PASOLINI (di Marta Bulgherini)

Questa recensione fa parte di Cordelia di maggio 24

Pasolini è un’icona, Pasolini sui murales, Pasolini immagine. L’intellettuale nato a Bologna ma romano di vita rischia di essere una spilletta sul petto di chi bisogno di una citazione da sfoggiare. Da questo assunto parte lo spettacolo di Marta Bulgherini, Generazione Pasolini, uno dei più sinceri, strani e divertenti che mi sia capitato di vedere sul grande artista e che ha una sola pecca: la cornice surreale, che gioca con la platea sul tema del viaggio/spettacolo e di cui non c’è alcun bisogno. L’incipit è un continuo sberleffo: Bulgherini è da sola sul proscenio, con il sipario chiuso e ripercorre la proteiformità del genio pasoliniano:scrittore, poeta, drammaturgo, regista, pittore… la prima poesia a sette anni, il primo testo teatrale a sedici. «Pasolini è troppo per noi umani», esclama Bulgherini con la sua recitazione molto fisica, volutamente enfatica. Il registro è ampio, dalla battuta irriverente: «Pasolini è un accollo», alla citazione colta, come quando viene scomodato proprio uno dei massimi appassionati conoscitori di Pasolini, lo scrittore Walter Siti. La nostra società manca di complessità, ecco la difficoltà nel comprendere il pensiero pasoliniano. Quando il sipario del Teatro Vittoria si apre l’attrice dovrà scontrarsi con Petrolio (chi lo acquista lo fa per metterlo in bella mostra, per poi rendersi conto che è troppo difficile da leggere), con la poesia (bollata come noiosa) e poi con lo stesso intellettuale, che appare come una sorta di fantasma, interpretato da Nicolas Zappa. Qui la questione si fa più seria e il pretesto teatrale serve a sviscerare la critica alla società dei consumi e il concetto di omologazione. Bulgherini insomma con questo spettacolo che comincia come controcanto corrosivo si fa mediatrice di quel pensiero troppo complesso e soprattutto trova un modo per metterlo in dialogo con con la nostra società, anzi con la sua generazione, quella dei trentenni; senza però scomodare facili o improbabili parallelismi. (Andrea Pocosgnich)

Visto al Teatro Vittoria. Credits: Drammaturgia e regia Marta Bulgherini con Marta Bulgherini e Nicolas Zappa produzione Attori & Tecnici. Spettacolo vincitore del concorso Salviamo i talenti 2023

Cordelia, maggio 2024

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Andrea Pocosgnich
Andrea Pocosgnichhttp://www.poxmediacult.com
Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

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