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Generazione Scenario, l’identità e la sua rappresentazione

Generazione Scenario è la due giorni che ha ospitato a Milano i debutti degli spettacoli vincitori della diciannovesima edizione del Premio Scenario 2023 dedicato agli under 35. Coerentemente con la propria missione, il premio è occasione per conoscere e mettere a fuoco istanze, modalità espressive e codici di una generazione. 

anonimasequestri di Leonardo Tomasi – foto M. Erotico

Trovarsi davanti al lavoro di giovani artiste e artisti apre ogni volta nuove prospettive, capaci di interrogare il presente e lasciar intravedere il futuro. Che luogo è oggi il teatro per chi è nat* dopo l’88? Perché viene ancora scelto come culla di una ricerca sempre più interdisciplinare? E che luogo sarà domani, come evolveranno le forme e le poetiche? Posizionarsi nella prospettiva di quest* artist* implica accogliere punti di vista vivaci, mutevoli, audaci nella propria purezza. E, cosa forse più preziosa, permette di entrare in contatto con il vivo pulsare di una generazione, le cui inquietudini e desideri raccontano in profondità il tempo che viviamo. La postura del premio Scenario, che nel 2024 arriva alla XX edizione, è convintamente questa: scandagliare il mondo sommerso della ricerca under 35 priva di sostegni istituzionali con l’intento di «documentare e comprendere», oltre che premiare. Pertanto l’iter per i progetti che concorrono ogni anno al premio è lungo e articolato. I lavori, presentati in forma breve e in fase di studio, vengono selezionati in gran numero e sottoposti a giurie differenti e variegate, esibendosi in diversi contesti e occasioni fino alla finale che decreta i vincitori (il premio è un sostegno alla produzione: 8000 euro a testa ai progetti vincitori, 1000 per le due segnalazioni). Un ultimo passaggio chiude il percorso degli studi scenici premiati accompagnandoli al debutto vero e proprio durante le giornate di Generazione Scenario promosse e organizzate dall’Associazione Scenario ETS in collaborazione con Teatro del Buratto e con il sostegno del Ministero della Cultura. Chi scrive lo fa dunque dalla prospettiva più vicina a quella dello spettatore comune, avendo partecipato alla due giorni milanese che ha visto i quattro vincitori e vincitrici (Premio Scenario 2023, Premio Scenario Periferie 2023 e due segnalazioni speciali) presentare in forma completa i propri lavori sui palcoscenici del Teatro Bruno Munari e del Teatro Verdi di Milano.

La visione ravvicinata dei quattro spettacoli restituisce in maniera incisiva l’urgenza comune a quest* artist* di sondare il concetto di identità e le sue possibilità di rappresentazione, l’obsolescenza delle classificazioni univoche – tanto per i linguaggi quanto per gli esseri umani – e la necessità di parametrare i propri codici a questa visione prismatica. Un ulteriore respiro comune a questi lavori sembra essere la fiducia nel teatro come luogo d’incontro umano, di ascolto e presenza, scambio vivo dentro cui crescere, conoscersi, chiamarsi per nome.

anonimasequestri di Leonardo Tomasi – Foto M. Erotico

Proprio da questa suggestione nominale parte anonimasequestri di Leonardo Tomasi, spettacolo vincitore del premio Scenario 2023. Si tratta di un dispositivo drammaturgico articolato e denso, la cui struttura a più voci, scorrendo su diversi piani narrativi e con continui spostamenti dell’io narrante, è il riflesso plastico del nucleo tematico: l’affannoso tentativo di trovare una risposta plausibile alla domanda: “chi sono io?”. Tutti gli stereotipi dell’appartenenza geografica e linguistica, la bandiera dell’orgoglio patriottico di una regione-nazione come la Sardegna, sono segni indossati per essere smentiti, maschere continuamente esposte e dismesse, in un gioco scenico «serio e feroce», come viene definito nelle motivazioni della giuria. I quattro attori (Federico Giaime Nonnis, Daniele Podda, Leonardo Tomasi e un ostaggio) conducono con energia una costante rimodulazione di ruoli e pesi scenici, chiamando in causa lo spettatore, poi dimenticandosene, impegnati ad assistere a loro volta alla propria vicenda. Il linguaggio filmico e l’occhio estemporaneo dell’inquadratura cinematografica affastellano prospettive e voci, desideri e mancanze. Da questo magma di grande vitalità emerge uno smarrimento esistenziale che, pur corrispondendo alla necessità espressiva del lavoro, rischia di confondere lo spettatore. Una maggiore messa a fuoco dei punti nevralgici del racconto e un gioco registico più rigoroso permetterebbero al pubblico di meglio avvicinarsi a questo denso panorama ricco di sfumature.

Luisa di Valentina Dal Mas – Foto M. Erotico

Il progetto vincitore del premio Scenario Periferie 2023 si sviluppa a partire da un nome proprio: Luisa. Valentina Dal Mas, danzatrice e attrice, dichiara in proscenio la  volontà di condividere con il pubblico la bellezza di un suo personale incontro con una persona «fragile» ma straordinaria, conosciuta durante un laboratorio in una cooperativa sociale. Lo spettacolo è un ritratto in movimento: gesti minuti traducono le parole che ascoltiamo dalla viva voce di Luisa, ospite della Primula di Valdagno che opera “al recupero globale di persone in qualunque modo emarginate”. La drammaturgia del corpo si àncora così alla spiazzante vitalità di una voce fragile, ma dalla potentissima carica poetica. Dal Mas ne danza i desideri, esplorando uno spazio che da vuoto si riempie fino a strabordare della fiera identità di Luisa, della sua gratitudine verso la vita, del suo immaginario vivido in cui una rosa è capace di elevarsi a promessa di felicità. Un delicato e attento lavoro sonoro fa dialogare le registrazioni – frammenti di visioni, ricordi, immagini intime e pure, versi – con l’espressività fulgida di Dal Mas, la minuzia della sua mimica e del suo segno coreografico. L’alternanza delle sequenze può forse essere gestita con più efficacia, ma la forza del lavoro è notevole. La danza è qui possibilità di esistenza, gioiosa ricondivisione di un dono ricevuto.

Tre Voci di Tilia Auser – Foto M. Erotico

Il filo dell’identità e delle sue molteplici forme percorre anche Tre Voci, studio scenico del duo lucchese Tilia Auser, segnalazione speciale a Scenario 2023. La ricerca di Sara Bertolucci e Riccardo F. Scucimarra traduce in partitura vocale e musicale i versi del radiodramma Tre Donne di Sylvia Plath: l’esplorazione del femminile costretto per biologia a confrontarsi con il mistero della maternità. La figura diafana di Bertolucci scivola da un corpo all’altro, intrecciando le tre esperienze in una trance ovattata in cui galleggiano dubbi, stupori, inquietudini. I materiali testuali sono integrati a una partitura musicale evocativa e d’impatto: sempre contrappuntata dal suono impetuoso e languido della chitarra elettrica, la parola si scioglie a tratti in un canto che recupera la lingua di Plath, trovando nella voce limpida di Bertolucci una vibrante intimità. Evocando forse l’ambiente ospedaliero dell’opera originale, la messa in scena insiste su trasparenze, ombre cinesi, veli in movimento tra i quali la protagonista si muove con studiata lentezza, sempre accompagnata sullo sfondo dalle apparizioni in silhouette di Scucimarra e della sua chitarra distorta. L’articolato disegno registico sembra a tratti ostacolare la fluidità del racconto: un uso più mirato dei materiali scenici potrebbe renderne più organica la resa.

La costanza della mia vita di Pietro Giannini – Foto M. Erotico

Pietro Giannini, il più giovane di questa Generazione Scenario, sfrutta il palco nella sua purezza: un grande luogo sgombro da riempire con una storia, quella che lo ha portato fin qui. La costanza della mia vita (altra menzione speciale di Scenario 23) è un monologo autobiografico, restituito con schiettezza e semplicità, senza altra mediazione che un espediente anagrafico. A raccontare è il Giannini di nove anni e le immagini semplici di cui si serve crescono nell’immaginario dello spettatore assieme al bambino che le evoca, lasciando progressivamente intravedere quelle verità ingombranti che gli adulti goffamente tentano di nascondere e dalle quali, una volta svelate, non si torna indietro. Il lavoro è un coraggioso atto di fiducia verso il teatro, cui Giannini consegna l’intimità di un grande dolore chiedendo all’assemblea del pubblico, come in un gioco, di prendersene un po’, solo per un po’. E se da solo sul palco lo racconta (ancora in un gioco, sempre più violento, scandito da un collettivo conto alla rovescia), insieme all’assemblea del pubblico se ne congeda, in un coro di suonerie diverse che squillano all’unisono.

Sabrina Fasanella

Generazione Scenario – Milano, 09-10 gennaio 2024
Teatro Bruno Munari – Teatro Verdi

anonimasequestri – Premio Scenario 2023
un sequestro organizzato da
Leonardo Tomasi
con
Federico Giaime Nonnis, Daniele Podda, Leonardo Tomasi e un ostaggio
dramaturg e assistente alla regia
Sonia Soro
si ringrazia
Luigi Pusceddu
e per la consulenza linguistica Francesco Cappai
Sviluppato in residenza presso
Teatro Due Mondi e Teatro Civico di Sinnai
una produzione
Teatro Metastasio di Prato e Sardegna Teatro
con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori, Faenza

Luisa – Premio Scenario Periferie 2023
di e con
Valentina Dal Mas
direzione tecnica Federico Fracasso
registrazioni audio
Matteo Balbo
assistente alla creazione
Ludovica Messina Poerio
produzione
La Piccionaia – centro di produzione teatrale
con il sostegno di
Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori, Faenza
si ringraziano Angela Marangon, Claudia Rossi Valli

Tre Voci – segnalazione speciale premio Scenario 2023
studio scenico per un radiodramma in versi di Sylvia Plath
con Sara Bertolucci, Riccardo F. Scuccimarra
ideazione, drammaturgia, composizione vocale Sara Bertolucci
disegno sono e musiche originali Riccardo F. Scuccimarra
direzione tecnica e disegno luci Jacopo Cenni
consulenza progettuale Antonino Leocata
con il sostegno di Scenario ETS, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di residenza Emilia-Romagna, Santarcangelo Festival, Florian Metateatro – Centro di produzione teatrale

La costanza della mia vita – segnalazione speciale premio Scenario 2023
di e con Pietro Giannini
produzione Fondazione Metastasio di Prato
con il sostegno di Scenario ETS e Teatro Due Mondi – Residenza per artisti nei territori, Faenza

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