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HomeCordelia - le RecensioniCITTÀ SOLA (Lacasadargilla)

CITTÀ SOLA (Lacasadargilla)

Questa recensione fa parte di Cordelia, giugno 2023

Foto Angelo Maggio

Scrive in prima persona Olivia Laing, facendo dell’incontro tra autobiografia e saggistica la sua cifra: l’aneddoto personale si fa pretesto per un’indagine profonda e ampia di luoghi e soprattutto persone. Città sola, il suo primo lavoro pubblicato in Italia, rientra in questa definizione di saggio intimo. Lacasadargilla ne coglie spunti e temi per farne materia di lavoro teatrale. L’esperienza di solitudine e la suggestione proveniente dallo spazio urbano di New York porta l’autrice a interrogare e farsi amici i fantasmi di grandi artisti e grandi solitari come Wharol, Hopper, David Wojnarowicz, Klaus Nomi. Emerge la conferma di come l’arte sia cura, ascolto, presenza, medicina o veleno, in ogni caso eredità. Il carattere compilativo del testo non lo rende immediatamente traducibile in drammaturgia: non a caso il primo approccio della compagnia lacasadargilla al bestseller è un progetto sonoro, un podcast che ricalcava sulla metropoli milanese l’idea dell’attraversamento urbano, proponendo allo spettatore l’ascolto in cuffia delle parole di Laing (la stessa formula, rimodulata sul parco di Tor Fiscale, verrà proposta durante il festival Attraversamenti Multipli 2023). A Primavera dei Teatri ha debuttato la versione scenica di questo lavoro modulare. Nel trasporlo dal solo suono alla messa in scena, Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni ne affidano la mediazione al corpo vagante della regista. Insieme lettrice della Laing e Laing stessa, Natoli dispiega i sette capitoli di questo percorso circondata dalle immagini mutevoli di una scenografia proiettata e sostenuta da un denso ambiente sonoro. Il percorso tra immagini e biografie si articola dando ampio spazio alla parola scritta, la cui presenza è enfatizzata dal corposo interagire di Natoli con libri e dispositivi di lettura. Il risultato è una sorta di conferenza spettacolo sull’arte contemporanea che dice più che tradurre in segno teatrale la solitudine che racconta. (Sabrina Fasanella)

Visto al Capannone Autostazione di Castrovillari per Primavera dei Teatri. Di Olivia Laing. Traduzione Francesca Mastruzzo. Riduzione e drammaturgia Fabrizio Sinisi. Regia Alessandro Ferroni e Lisa Ferlazzo Natoli. Con Lisa Ferlazzo Natoli. Voci registrate Emiliano Masala, Tania Garribba. Ambienti visivi/spazio scenico Maddalena Parise. Paesaggi sonori Alessandro Ferroni. Luci/direzione tecnica Omar Scala. Costumi Anna Missagllia. Sound design Pasquale Citera. Aiuto regia Matteo Finamore. Coordinamento artistico Alice Palazzi. Una produzione lacasadargilla, Angelo Mai, Bluemotion, Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore. In coproduzione con Theatron Produzioni. In collaborazione con Piccolo Teatro Milano. In network con Margine Operativo/Attraversamenti Multipli

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