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HomeCordelia - le RecensioniDON GIOVANNI INVOLONTARIO

DON GIOVANNI INVOLONTARIO

Questa recensione fa parte di Cordelia, dicembre 2022

Il Don Giovanni involontario di Vitaliano Brancati racconta le vicende di un Casanova siciliano. A differenza del suo equivalente mozartiano, il protagonista qui non è soltanto un amante appassionato – o presunto tale: è un maschio affetto da “gallismo”, dall’esigenza di mostrarsi sì eccellente cultore dell’ars amatoria, ma più per inettitudine che per slancio. La regia di Saponaro vorrebbe entrare nella vicenda valorizzandone gli aspetti comici, ma forza troppo la mano riducendo la sottile ironia brancatiana, fine come una lama, a farsa parodica poco misurata. Le interpretazioni degli attori e delle attrici vengono costrette a impietose esternazioni macchiettistiche; soltanto Fabrizio Falco, nei panni del protagonista, riesce con consueta asciuttezza a governare il proprio personaggio. Il suo Francesco Musumeci è ora annoiato, ora lascivo, ora esasperato: i passaggi da uno stato all’altro sono ben calibrati e verosimili, nonostante a volte lo stesso Falco sembri perdersi un poco nel caos complessivo. I costumi, di Dora Argento, sembrano uscire dall’universo brancatiano. Interessante anche la scenografia: un edificio di coltri nere all’esterno, che lasciano intravedere la vita domestica che si svolge all’interno. A circondare gli amori di Musumeci è un funesto velo funebre. (Tiziana Bonsignore)

Visto al Teatro Biondo, Crediti: di Vitaliano Brancati, regia di Francesco Saponaro con Fabrizio Falco, Claudio Pellegrini, Antonio Alveario, Simona Malato, Irene Timpanaro, Daniela Vitale, Chiara Peritore, Giovanni Arezzo, Annibale Pavone, Giovanni Arezzo; aiuto regia Salvatore Scotto D’Apollonia; assistenti volontari alla regia Angelo Grasso, Giuseppe Randazzo; costumi Dora Argento; produzione Teatro Biondo Palermo / Associazione Casa del Contemporaneo di Salerno. Foto di Rosellina Garbo.

Leggi le altre recensioni in breve di Cordelia dicembre 2022

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Tiziana Bonsignore
Tiziana Bonsignore
Siciliana. Laureata in Lettere e Storia dell'Arte, si avvicina alla critica teatrale con il Master in Critica Giornalistica presso l'Accademia Nazionale di Arti Drammatiche Silvio d'Amico, dove si diploma con una tesi sul teatro coloniale fascista. Scrive di teatro e arti figurative.

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