Nel circo dell’inconscio: Giulietta di Malosti

Recensione. A diciotto anni dal debutto, ancora in tournée lo spettacolo di Malosti prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa. Visto al Teatro Sala Umberto di Roma, sarà in scena dal 20 al 24 aprile al Teatro Biondo di Palermo.

 

Ph. Tommaso Le Pera

Tratto da una delle rare opere narrative pubblicate da Fellini e adattato per il teatro da Vitaliano TrevisanGiulietta è ormai quasi un classico di Valter Malosti. Andato in scena per la prima volta nel 2004, in quell’anno vale al regista il premio Hystrio e all’interprete, allora Michela Cescon, il Premio Ubu alla miglior attrice. Nel 2020, in occasione del centenario di Federico Fellini, Giulietta torna in scena con una nuova protagonista, Roberta Caronia, toccando le principali piazze italiane (noi l’abbiamo vista al Sala Umberto di Roma) in una lunga tournée che si conclude in questi giorni a Palermo. 

La scrittura si muove sul labile confine tra favola, sogno e psicoanalisi ed era stata per Fellini esercizio narrativo e poi soggetto per la celebre pellicola Giulietta degli Spiriti. Con l’adattamento di Trevisan, il testo incontra sul palcoscenico la possibilità di far dialogare i linguaggi reinventando l’immaginario felliniano. Al dinamismo esuberante del film subentra una altrettanto vitale fissità: qui Giulietta è bambola, marionetta incastrata in un destino.

Foto Tommaso Le Pera

Cerone e guance rosse da clown, Caronia incarna questa figura innocente e luminosa: le energie tutte condensate dal busto alle mani, braccia che descrivono traiettorie aggraziate mentre le gambe restano celate nella gabbia di un’enorme gonna, costume e scenografia insieme. Il tendone da circo, che dal suo corpo minuto si dipana fino a coprire l’intero palcoscenico, contiene l’universo popolato di spiriti della sua vita: un racconto che ella stessa rievoca inseguendo la scia di ricordi, persone, sensazioni brucianti, gli spettri del suo inconscio. I colori saturi del film si ritrovano qui condensati in una palette neutra, vivificata dal disegno luci di Francesco dell’Elba; l’apparato scenico è solido ed efficace nella collaborazione con la partitura illuminotecnica, ma il soundscape dello stesso Malosti, fatto di musiche, voci, sussurri e suoni, è tanto presente ed evocativo da lasciar immaginare una possibile versione radiofonica dello spettacolo. 

Ph. Tommaso Le Pera

La voce e il gesto di Caronia sostengono con docile forza la dicotomia di un’anima in bilico tra gabbia sociale e istinto primordiale, patriarcato ed emancipazione. Attorno a lei, le figure in penombra delle marionette di Gianni Busso: apparizioni gelide e forse ridondanti, tanto è catalizzante il fulcro centrale, lo sguardo di Caronia innocente e giocosa, sofferente ma sempre aperta alla meraviglia. Si potrebbe definire, questa, la semplice storia di un tradimento, che restituisce molteplici sfumature dell’esistenza della protagonista e del suo orizzonte di valori, desideri, tabù. La narrazione è notevole nel montaggio e nella forza immaginifica. Eppure, è inevitabile una riflessione laterale, che non nega la riuscita dello spettacolo né il pregio dell’universo da cui proviene, piuttosto lo cala nel presente.

A trentaquattro anni dalla pubblicazione del racconto per l’editore svizzero Diogenes, oggi Giulietta appare ancora colorata e suggestiva, ma comunque tratteggiata dallo sguardo di un uomo che, pur sensibile e notoriamente appassionato all’universo femminile, lascia la sua impronta. Fellini scava nell’inconscio della protagonista e ne descrive insicurezze, pressioni sociali e morali appartenenti ad un’epoca oggi distante se non nei pregiudizi, almeno nel modo di affrontarli e/o conviverci: dal rapporto con la propria immagine riflessa nello specchio a quello con un erotismo immaginato e inappagato, tra autocensura e autosuggestione. Viene da chiedersi se esiste una data di scadenza quantomeno di certi punti di vista, o quanto sia inevitabile rifarsi ancora a certuni, benché geniali, filtri maschili nel raccontare il femminile. 

Sabrina Fasanella

Marzo 2022, Teatro Sala Umberto, Roma

Prossime date in calendario tournée

20-24 aprile Teatro Biondo Palermo

Giulietta
uno spettacolo di Valter Malosti
adattamento teatrale Vitaliano Trevisan
con Roberta Caronia
scene
Paolo Baroni
luci Francesco dell’Elba
costume Patrizia Tirino
marionette Gianni Busso
musiche originali Giovanni D’Aquila
progetto sonoro Valter Malosti
ricostruzione e rielaborazione del suono Fabio Cinicola
assistente alla regia Alba Manuguerra

 

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