#sottocento. A Trastevere, antidoti in risposta

#sottocento. Inchiesta sui piccoli spazi teatrali indipendenti a un anno dalla pandemia. Nel 5° appuntamento intervistiamo il Teatro Trastevere, Roma.

#sottocento vuole indagare insieme alle direzioni artistiche degli spazi più esposti (piccoli teatri, indipendenti, ecc.), quali siano state le problematiche affrontate e da affrontare, quali le strategie di sopravvivenza messe in atto – economiche  artistiche e umane. Leggi l’introduzione completa

Abbiamo posto le 6 domande di #sottocentoMarco Zordan direttore del Teatro Trastevere (Roma)

Quali attività avete messo in campo per reagire a quest’anno di pandemia?

Abbiamo tentato fin da subito di reagire proponendo una sorta di diario chiamato “L’Antidoto”. Una sorta di racconto giornaliero in cui chiedevamo agli spettatori cosa, nel primo lockdown, funzionasse per loro come risposta a quello che stava succedendo.
Appena è stato possibile ripartire abbiamo organizzato 2 settimane di spettacolo dal 20 giugno al 5 Luglio, per tornare a ripopolare la sala di attori e spettatori.
A Settembre abbiamo organizzato 2 settimane di spettacolo ad offerta da devolvere in beneficenza nella piazza affianco al nostro teatro, per favorire la socialità e la solidarietà nei confronti delle realtà associative del quartiere.
Abbiamo comunque organizzato la stagione fino a Maggio, che abbiamo interrotto il 25 Ottobre.
Da Dicembre abbiamo messo in campo l’idea di Teatro all’Uscio, recital di teatro e canzoni recitati all’ingresso del teatro per streaming e spettatori passanti

Infine, da Gennaio abbiamo avviato un progetto video Chiamato “Lumiere” che ha la caratteristica di ambientare tutto dentro il teatro, per ribadire l’importanza dei luoghi fisici della cultura.

Quali contributi statali, regionali o comunali siete riusciti a intercettare?

Abbiamo ottenuto il finanziamento Extra FUS di giugno che dovrebbe essere rifinanziato in questi giorni. Abbiamo vinto il bando della Regione per le attività del 3° settore e ricevuto il Bonus Ristori.

Valutando la la situazione attuale dal punto di vista economico e organizzativo, quanto potete sopravvivere ancora?

Per come è adesso la situazione, riusciremo a coprire le spese fino a settembre.

Con le condizioni sanitarie attuali riaprireste il vostro teatro?

Dipende dai protocolli sanitari per la riapertura. Dovranno essere sostenibili.

Cosa chiedete adesso alla politica nazionale, agli enti locali e alle grandi istituzioni culturali (teatri pubblici, musei, università,  fondazioni….)?

Alla politica chiediamo una visione del futuro, l’adeguamento legislativo nei confronti di una realtà che è profondamente cambiata. Le grandi istituzioni culturali dovrebbero farsi carico di tutti coloro che non hanno la loro disponibilità economica, aprire le porte a tante istanze che vengono dal territorio, dove, causa problematiche economiche, sarà difficile sostenersi e produrre idee nuove.

Ci raccontereste un’attività, messa in campo in questo periodo da un’altra realtà teatrale, che vi ha interessato o colpito?

Ci sono piaciute le “Incursioni teatrali” del Teatro Tor Bella Monaca, ovvero degli spettacoli itineranti pensati per 1 persona alla volta, tanto che abbiamo già ottenuto di poterle replicare nel nostro teatro.

Teatro Trastevere (Roma) per #sottocento

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