Da Pirandello a Callas e Barba: le scene di Paolo Puppa

Quinta di copertina. Scene che non sono la mia – Storia e storie di violenze nel teatro tra due millenni è un volume edito da Titivullus che raccoglie tredici saggi, inediti o di difficile reperimento, di Paolo Puppa su figure o opere teatrali e letterarie provenienti dalla biblioteca personale dello studioso e drammaturgo. Recensione

A chi si occupa o si interessi di teatro in varie forme e a vari livelli sarà capitato più volte di incrociare il nome di Paolo Puppa. Professore ordinario di storia del teatro e dello spettacolo presso l’Università di Venezia, docente presso diverse università straniere, autore di approfondimenti e di volumi di studio, critico, saggista, redattore per Biblioteca Teatrale, di recente anche drammaturgo e interprete delle proprie opere.

Titivillus pubblica oggi una raccolta di tredici suoi testi rintracciati e raccolti negli ultimi dieci anni, saggi provenienti da convegni, incontri, riflessioni, rimasti inediti, apparsi su riviste non cartacee o in lingue straniere. Come spiega l’autore nell’introduzione di Scene che non sono la mia – Storia e storie di violenze nel teatro tra due millenni «Il titolo richiama uno dei narratori a me più cari, Emmanuel Carrère, D’autres vies qua la mienne del 2009,[…]Ma lo stesso titolo gioca anche sulla mia ormai inveterata doppia professione, quella di professore universitario, storico della ribalta, oggi quiescente, e quella di commediografo-performer, dunque allusivo al genere non creativo degli scritti. Insieme grazie all’immagine di una scena altra mi rapporto all’egoismo soggettivo di chi (io per primo) assiste alle grandi violenze della Storia senza in qualche modo mettersi in gioco in quanto si considera non coinvolto personalmente».

Il testo è diviso in tre sezioni, sorta di capitoli concettuali la cui dicitura anticipa l’avvicendarsi di una serie poliedrica di trattazioni teatrali e letterarie tratte dall’immaginario e dai riferimenti personali di Puppa: fondalini-sfondi che si apre con una saggio e un’analisi sulla figura di Abramo; scritture in primo piano con una serie di ritratti più o meno specifici, più o meno generali, ove Pirandello e una scansione delle dinamiche e dei gradi di relazione con le figure di attori e capocomici del suo tempo (da Ruggero Ruggeri a Marta Abba, dalla Duse a Tatiana Pavlova, da D’Annunzio a Emma Gramatica) si trova a precedere un parallelo tra Italo Svevo e il Danilo Kiš di Giardino, Cenere , un’analisi sull’Anfitrione (e non solo) di Kleist o una sulla laica e contemporanea raffigurazione di una Maria Callas quasi santificata, ma pure un profilo di Gustavo Modena e uno sguardo su Dario Fo in riferimento ai suoi meccanismi di narrazione e auto-narrazione col contraltare – assimilativo e differenziale – di alcuni lavori di Marco Paolini; varie ed eventuali raccoglie invece tre di quelle che in calce al volume vengono definite “recensioni rallentate”, l’ultima delle quali dedicata al padre del Terzo Teatro e dell’Antropologia Teatrale, Eugenio Barba.

La lettura, che beneficia già di primo acchito della conosciuta densità formale della lingua di Puppa,  restituisce la differente occasionalità degli scritti costruendo un percorso che trova di volta in volta e progressivamente una propria coerenza, che non si vuole organico, ma ritmico a consegnare spaccati, profili e rimandi generati e generatori da e di aspetti specifici, episodi particolari, elementi caratterizzanti o accostamenti inediti; senza mancare di lasciar trapelare un livello di consapevolezza la cui tensione è l’inserimento degli stessi all’interno di un quadro contestuale più ampio, quello della Storia, forse non solo del teatro e della letteratura. «A questo punto non mi resta che augurarvi buona lettura e magari buon turbamento».

Marianna Masselli

Scene che non sono la mia – Storia e storie di violenza nel teatro tra due millenni

di Paolo Puppa

Titivillus

prezzo €18,00

  1. 184

ISBN978-88-7218-449-3

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