Teatro delle Ariette. La vita attorno a un tavolo

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Quinta di copertina. Il Teatro delle Ariette, storie di teatro, di cucina, di tavoli e di vita

Stefano Pasquini scrive dediche sul libro alla fine del terzo atto di Matrimonio d’inverno, sul palco del Teatro Biblioteca Quarticciolo, mentre Paola Berselli saluta un gruppo di spettatori e Maurizio Ferraresi porta via dalla tavola gli ultimi piattini di porcellana della zuppa inglese. Sta per cominciare il quarto atto dello spettacolo, con il pubblico che scende dal palco e abbandona la sala: il Teatro delle Ariette resta solo a riordinare le pentole, ad ascoltare una canzone ripensando a ciò che è stato.

Il testo a cura di Massimo Marino ed edito da Titivillus si propone al pubblico come atto ulteriore per ripensare e approfondire la poetica della compagnia di Castello di Serravalle. Evocando le origini, sovrapponendo i materiali in una reiterazione ciclica di temi e storie che della natura prende la forza rigeneratrice, il volume ripercorre e amplifica l’autonarrazione portata avanti dalla compagnia dagli anni novanta a oggi; cercando nell’andamento narrativo quella condivisione e convivialità insite nella ricerca delle Ariette.

Dopo le istruzioni per l’uso del curatore, il libro si apre con la prima delle tre lettere scritte da Paola a Stefano – “carissimo amore” – per il suo compleanno. Poi, i temi della compagnia: la terra e le bestie, il cibo e il tavolo, il teatro e le case, l’autobiografia e Pasolini, il rito e il sacrificio, la solitudine e la natura, la morte e l’amore, si susseguono periodici nei testi degli spettacoli da Teatro da mangiare? a Tutto quello che so del grano, da Teatro Naturale? a Dopo Pasolini mentre Massimo Marino intreccia storie, diari, lettere e approfondimenti critici. Lentamente, come durante gli spettacoli, il racconto elude l’autoreferenzialità per diventare ricordo collettivo; lo straordinario della vita ordinaria di Paola e Stefano continua a parlare al quotidiano di chi legge. La dimensione spettacolare del Teatro delle Ariette si declina nella loro esistenza, «nel bisogno di fare quello che fanno», nella narrazione del sentimento maturato negli anni.

E reinventando i connotati di un certo fare teatro, accade così che un altro gruppo di trentenni se ne innamori e crei il collettivo La Notte, raccontato nell’analisi di Lorenzo Donati e Serena Terranova. Segue il contributo Il Dio segreto di Armando Punzo – che invitò la compagnia alla produzione del primo Teatro da mangiare? – dedicato a Stefano e Paola: «Vi osservo. Spio questo accadere ed è già teatro» a fare da preludio alle fotografie di Stefano Vaja. Qui, in una trentina di pagine a colori, tutto l’immaginario della compagnia di attori-contadini, del teatro da mangiare e della sacralità del rito si dipana davanti agli occhi.

Appendice all’esperienza di una vita, le Note su teatro e convivio di Marino lasciano ai menu delle Ariette, raccontate da Stefano Pasquini, «una memoria, un altro modo di guardare le stesse cose, la stessa vita attorno a un tavolo, sempre in movimento, infinitamente sfuggente, come semplicemente la vita».

Luca Lòtano 

Teatro delle Ariette. La vita attorno a un tavolo
Curatore: M. Marino
Editore: Titivillus
Collana: Altre visioni
Anno edizione: 2017
Pagine: 312 p., Brossura
EAN: 9788872184219

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Luca Lòtano è giornalista pubblicista e laureato in giurisprudenza con tesi sul giornalismo e sul diritto d’autore nel digitale. Si avvicina al teatro come attore e autore, concedendosi poi la costruzione di uno sguardo critico sulla scena contemporanea. Insegnante di italiano per stranieri (Università per Stranieri di Siena e di Perugia), lavora come docente di italiano L2 in centri di accoglienza per richiedenti asilo politico, all'interno dei quali sviluppa il progetto di sguardo critico e cittadinanza Spettatori Migranti/Attori Sociali; è impegnato in progetti di formazione e creazione scenica per migranti. Dal 2015 fa parte del progetto Radio Ghetto e sempre dal 2015 è redattore presso la testata online Teatro e Critica.