Samira Elagoz e le relazioni umane ai tempi dello stupro

A Santarcangelo Festival l’artista Samira Elagoz presenta Cock, cock… Who’s there? un lavoro tra docu-fiction e performance su intimità e relazioni umane. Recensione

foto da www.samiraelagoz.com

Del toc toc, chi è?, dell’ironia onomatopeica del titolo, a fine spettacolo rimane solo la consapevolezza – cupa – di doverci proteggere, di non poter smettere ancora. «Il primo pericolo per una donna, è l’uomo», statisticamente, culturalmente, è un enunciato che inchioda e continua a farlo durante e dopo la performance di Samira Elagoz, artista finno-egiziana che lavora con base ad Amsterdam, e che presenta il suo docu-fiction Cock, cock… Who’s there? all’interno di Santarcangelo Festival. Un’opera che indaga la relazione umana tra sessi e lo fa prepotentemente con la sofferenza, l’ironia e la curiosità di una giovane donna che dopo uno stupro subito dal suo fidanzato vuole riappropriarsi di una modalità di rapporto con l’altro; e con lo sferzare violento dell’intimità, del disarmante gioco di potere che scaturisce dal contatto umano.

foto ufficio stampa

Esperimento sociologico (ripreso anche per il progetto parallelo del suo film Craiglist Allstar), report di guerra da quel fronte che vede contrapporsi il tentativo femminile di espressione sessuale e l’annichilimento nel desiderio dell’altro; è in quel fronte che Samira registra tutto, sulla lente della telecamera e sul suo corpo, in un potente documentario in bilico tra autobiografia e finzione, del quale significherebbe ben poco in termini artistici conoscere l’esatta corrispondenza al reale. Anche se è forse solamente in questa possibile ambiguità che si gioca la teatralità viva dell’operazione, altrimenti pretestuosa come tentativo di linguaggio performativo dal vivo e confinabile – senza nulla togliere al lavoro – alla fruizione cinematografica del documentario. L’operazione dell’artista sul palcoscenico di Santarcangelo non si distacca infatti quasi mai dalla presentazione del materiale video. Eppure, una linearità c’è: Cock cock… Who’s there? è il lavoro di diploma di Samira Elagoz alla SNDO School for New Dance Development (Amsterdam University of the Arts), e avremmo trovato già una risposta sulla sua pagina personale Facebook quando nel 2016, nel giorno del suo diploma in coreografia, scriveva «I arrived to SNDO as a failed dancer and graduated as a starting film maker/visual artist, and that’s the specialty of sndo, they really allow you to do the work you want». In pieno accordo con la dichiarata vocazione di opera d’arte della direzione artistica del festival di Santarcangelo.

foto Samira Elagoz

Così, tutto inizia con la proiezione distorta di un corpo di donna; un effetto “mirror” ne dissolve le forme e trasforma la schiena, le gambe, le membra in un due grandi labbra, creatura psichedelica, vagina lisergica come visione ipnotica del corpo femminile.
Poi, l’ingresso in scena della performer che introduce da subito un setting asettico: quello dell’accompagnamento alla visione di un documentario che parte dall’anniversario del suo stupro per arrivare all’esplorazione in prima persona del mondo degli incontri, prima virtuali su piattaforme come Chatroulette e Tinder e poi reali, con sconosciuti, in giro per il mondo. Come la videocamera influenza l’intimità tra due persone sconosciute e il pericolo che da questa può scaturire? Come si articola il desiderio dell’altro nelle sue azioni, nelle sue parole, quando queste sanno di diventare performance? Samira Elagoz introduce una terza presenza nell’intimità binaria tra uomo e donna, al potere dell’uomo ne contrappone uno ancora più potente, quello della narrazione, cui concedersi come all’uomo ; risponde alle domande partecipando alla risposta, seduta sul divano con uno sconosciuto a recuperare l’intimità tradita, a trovare la propria voce artistica, a rideterminare la propria posizione con l’altro sesso. Disegnando una coreografia autobiografica che risente fortemente della cultura del selfie; ma riuscendo così a rimodulare l’approccio degli incontri per fare ciò che a una donna non sembra permesso: lavorare e vivere in condizione di ricerca – da sola – con uomini, senza soccombere al pericolo della sottomissione fisica e sessuale.

È quindi solo la narrazione in presenza che sembra mancare nell’ITC Molari di Santarcangelo, luogo deputato alla performance, nel quale Samira, oltre al suo commento composto che fa da introduzione e accompagna in varie fasi le immagini, dà vita solamente all’interrogatorio successivo al suo secondo stupro avvenuto a Tokyo. In un’ora di docu-fiction si assiste all’esplorazione dei suoi incontri, ai video-messaggi di parenti e amici, alle ore successive al secondo stupro, a lei che maledice e accoglie, tra punizione e ricerca di una percezione emotiva, ma soprattutto all’affermazione di una potenza femminile. Samira butta fuori tutto fino al solenne video finale in cui dalla bocca sputa lentamente dello sperma, e nel farlo, nell’indugiare della lingua, nel mischiare il seme alla saliva, sembra alternare il disprezzo al piacere; incastrata in quel movimento, in quella dinamica di provocazione violenta della quale il piacere si può nutrire potentemente o ferocemente morire.

Luca Lòtano

Santarcangelo Festival – luglio 2017

con Samira Elagaz, Ayumim Matsuda, Tashi Iwaoka
regia, riprese, montaggio Samira Elagoz
assistenza Jeanette Groenendaal, Bruno Listopad, Richard Sand
revisione suono David Krooshof
con il supporto di The Finnish Cultural Foundation, Bloom Award e SNDO

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Luca Lòtano è giornalista pubblicista e laureato in giurisprudenza con tesi sul giornalismo e sul diritto d’autore nel digitale. Si avvicina al teatro come attore e autore, concedendosi poi la costruzione di uno sguardo critico sulla scena contemporanea. Insegnante di italiano per stranieri (Università per Stranieri di Siena e di Perugia), lavora come docente di italiano L2 in centri di accoglienza per richiedenti asilo politico, all'interno dei quali sviluppa il progetto di sguardo critico e cittadinanza Spettatori Migranti/Attori Sociali; è impegnato in progetti di formazione e creazione scenica per migranti. Dal 2015 fa parte del progetto Radio Ghetto e sempre dal 2015 è redattore presso la testata online Teatro e Critica.