Teatri in Comune: a quando l’assegnazione definitiva?

Parliamo dei Teatri in Comune insieme ai futuri (?) direttori artistici che si sono posizionati ai primi posti nella graduatoria provvisoria

Chiuso.
Chiuso.

«Dobbiamo investire risorse, come l’Italia ha proposto in più occasioni, nelle nostre città e nelle periferie urbane anonime, portando scuole, infrastrutture e luoghi di aggregazione sociale. […] Se vogliamo veramente salvare la prossima generazione, un ruolo cruciale lo devono avere gli insegnanti, i volontari e gli operatori sociali e quindi la cultura». Sono parole tratte dall’intervista rilasciata, neanche un giorno fa, dal premier Matteo Renzi al quotidiano britannico The Guardian. Se le dichiarazioni del Primo Ministro sono finite inaspettatamente in queste righe è perché, proprio ora, non possiamo ignorare ciò che sta succedendo al di fuori delle nostre pagine e ancor di più perché considerare la politica interna o estera, la cultura in generale o quella teatrale come compartimenti distanti e separati non fa che stagnare la riflessione, impantanandola nel relativismo.

Teatro Biblioteca Quarticciolo
Teatro Biblioteca Quarticciolo

Sorvoliamo sulla fattualità del discorso renziano ed evidenziamo come ancora una volta il sillogismo “cultura uguale arma” torni a essere un refrain abusato in casi di emergenza. Non si può inoltre fare a meno di notare, con un parallelismo fin troppo scontato, che è proprio la sventolata cultura ad essere in stato di emergenza nella Capitale, tanto da poter parlare senza giri di parole di una geografia dell’assenza. Molte volte è stata disegnata una panoramica ad ampio spettro che racchiudesse insieme i luoghi storici abbandonati al silenzio, con la convinzione che ognuno di essi possieda delle specificità indispensabili e necessarie che mettono in evidenza una mancanza sul e per il territorio. Torniamo ora alle presunte velleità lungimiranti di Renzi per parlare della questione dei cosiddetti Teatri in Comune, ovvero gli ex Teatri di Cintura. Ci eravamo lasciati con il loro incerto futuro conseguente al bando pubblicato il 6 luglio scorso e scaduto il 3 settembre, relativo alla gestione biennale fino al 2017 del Teatro Tor Bella Monaca, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Scuderie Corsini a Villa Pamphilj. Un bando al ribasso in cui avrebbe vinto chi fosse stato in grado di fare cultura con meno soldi e in risposta al quale, viste le condizioni, sono stati presentati soltanto nove progetti. Finalmente il 29 dicembre, durante le festività natalizie, è stata pubblicata la graduatoria provvisoria nella quale figurano ai primi posti per la gestione dei tre lotti le associazioni culturali a cui fanno capo Alessandro Benvenuti (Lotto 1 Teatro Tor Bella Monaca), Veronica Cruciani e Ascanio Celestini (Lotto 2 Teatro Biblioteca Quarticciolo) e Veronica Olmi (Lotto3 Teatro Scuderie Villino Corsini).

Teatro Scuderie Villino Corsini
Teatro Scuderie Villino Corsini

Nonostante le stagioni siano pronte, gli artisti abbiano dimostrato affetto, fiducia e disponibilità e il pubblico sia in attesa della riapertura dei teatri, siamo giunti ormai alla fine di marzo e ancora non ci sono notizie di un’assegnazione definitiva. A questa situazione si aggiunga, con grande rammarico, che i cartelloni dei primi mesi dell’anno sono saltati, che i tre teatri sono chiusi da inizio autunno senza alcuna manutenzione e, fattore ancor più paradossale, che l’assegnazione degli spazi terminerà il 30 giugno 2017. Un indignato Benvenuti afferma con rabbia: «Siamo stati presi in giro! Il dispiacere più grande sta nel vedere frustrata la volontà di un quartiere, togliendo a esso la possibilità di far crescere le coscienze, in una totale mancanza di ascolto, confronto e accoglienza. Il pubblico di Tor Bella Monaca si merita quel teatro perché ha lottato per averlo. Noi non siamo stati altro che dei custodi». Il teatro del sesto Municipio, ci ricorda sempre Benvenuti, era stato lodato proprio la scorsa estate dal ministro Dario Franceschini durante una nota trasmissione di Rai Uno con tale encomio: «È bello perché è in una periferia. La sfida, davvero, di questo secolo, per l’Italia non è più la tutela dei centri storici […] è investire e riqualificare le periferie urbane dove vivono milioni di persone che non possono essere condannate a un inesorabile degrado».

Teatro Tor Bella Monaca
Teatro Tor Bella Monaca

Veronica Olmi, parlando della lunga ma doverosa trafila burocratico-amministrativa, ha specificato: «Una questione da una parte semplice, dall’altra disarmante. Fin dall’inizio abbiamo cercato di fare pressione affinché il bando uscisse prima del 6 luglio per poter garantire una continuità ai progetti. Il Comune in questo modo sta dimostrando di non essere a disposizione dei cittadini. Siamo a tutti gli effetti in ostaggio da circa sei mesi». Veronica Cruciani spiega a tal proposito che in questa fase di stallo ha continuato «a incontrare le associazioni del territorio e gli assessori perché è indispensabile dare continuità e costanza al lavoro per evitare che il contatto con il quartiere muoia». Senza dimenticare l’attenzione all’offerta culturale che, nel caso del Teatro Biblioteca Quarticciolo, si è dimostrata essere uno dei fattori che ha contribuito a determinare il punteggio più alto nella graduatoria. Inseriti nel cartellone previsto per aprile, con la speranza che venga confermato, ricordiamo gli artisti Arturo Cirillo, Giovanna Marini, Iaia Forte, Federica Fracassi, Emanuela Pistone con lo spettacolo Africa (vincitore del bando MigrArti), Roberto Baldassari e Pietro Faiella con lo spettacolo Articolo 5, realizzato da un’associazione del territorio in collaborazione con Amnesty International. A questi si uniscono inoltre i laboratori di formazione tra i quali segnaliamo Messi alla prova, finalizzato all’inclusione sociale di minorenni condannati a scontare una pena.

Gli artisti tutti, scegliendo di non annullare il debutto romano di spettacoli di livello nazionale in questi e non altri teatri, con il rischio che la data possa saltare, stanno dando prova di grande rispetto e attenzione verso quelli che ritengono debbano rimanere dei presidi culturali intoccabili. In questo clima di diffusa “propaganda culturale”, ci auguriamo allora che giungano a breve notizie definitive riguardo ai Teatri in Comune, perché la loro chiusura in zone politicamente reattive rappresenta quella stessa violenza che i signori ministri stanno cercando, a parole, di combattere.

Lucia Medri

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