Dei Crinali. Manfredi Perego al Festival Equilibrio… e oltre

Vincitore del Premio Equilibrio 2014, Manfredi Perego ha presentato il suo Dei Crinali al Parco della Musica di Roma. Uno sguardo su questo e altri lavori del coreografo

 

perego
foto di Ufficio stampa

Il fatto che gli stabili pubblici – almeno fino a questo momento – non sono autorizzati a produrre danza, pone i discepoli di Tersicore in una situazione, se possibile, ancora più complessa, costretti a destreggiarsi tra una formazione continua (mai così essenziale come quando si lavora a levigare il movimento), la ricerca degli spazi per la creazione, la costruzione di un pensiero attorno al proprio lavoro. Quest’ultimo capitolo è quello che ci riguarda di più, ché quando si ha a che fare con la danza – molto più che con il resto delle arti performative – non riesce mai facile stabilire un linguaggio di ragionamento comune a tutti i lettori e immune al rischio di essere risucchiato da terminologie prefissate, sguardo viziato, categorie imposte dalla scansione delle epoche. Come se poi la storia delle arti fosse un oggetto di studio statico e non – come del resto tutte le storie – una materia in continua evoluzione. Queste parole vorrebbero da un lato marcare una labile traccia epistemologica e metodologica riguardo al nostro sguardo, seguendo la quale la tentazione a chiudere tutto in categorie preordinate possa sbriciolarsi dentro una lettura viva e vissuta in tempo reale, dall’altro includere anche la libertà degli artisti stessi a presentare una forma coraggiosamente ibrida o che comunque opera scarti laterali alla formazione messa a punto in anni di lavoro.

Vincendo il Premio Equilibrio 2014 con Grafiche del silenzio, quest’anno Manfredi Perego si è guadagnato un posto nella programmazione di quel Festival della Nuova Danza (anche quest’anno diretto da Sidi Larbi Cherkaoui) che da qualche stagione ormai sta portando nei sontuosi spazi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma alcuni tra gli artisti più interessanti del momento. Lo avevamo già ascoltato presentare all’Opificio il suo itinerante Attraversamento (abstract-view n. 8) per Waiting for DNA e visto poi proprio nella rassegna della Danza Nazionale Autoriale al Romaeuropa Festival 2014. In quella occasione (Dialogo a tre con la molecola d’aria era il titolo) il fermo fuoco d’attenzione restava quello di un approfondimento intimo, condotto dal performer attraverso il movimento, ma in continuo dialogo, appunto, con lo spazio di luce creato da Antonio Rinaldi e con la chitarra dal vivo di Paolo Codognola. E però ci era sembrato che, se visibili e vivide erano le mosse luministiche, proprio la presenza in scena del musicista rischiasse – come pegno pagato all’impatto di due creatività a confronto – uno sciuparsi dell’attenzione generale. Il gentile ma flessuoso floorwork di Perego cedeva il proprio magnetismo alle complicate elaborazioni sonore di Codognola, senza conservare di questo scambio un totale controllo. In entrambi i lavori era evidente la ricerca di un rapporto sempre dinamico con lo «spazio immobile e asettico» (l’aveva ben definito qui Elisa Biscotto), concentrando nello schema del solo l’ascolto di tutte le opportunità di narrazione offerte dall’ambiente abitato.

perego
foto ufficio stampa

Il primo e principale pregio di Dei crinali, lo spettacolo presentato all’apertura di Equilibrio 2015, è il tentativo di spingersi oltre i limiti conosciuti. Il titolo stesso richiama il senso di un limite, un’idea di transizione continua e la sfida a una posizione liminare assunta dal corpo, che pone ogni giuntura al servizio di un equilibrio costantemente refrattario al controllo. Perego si avvale della presenza di altri due danzatori, Andrea Dionisi e Maxime Freixas, per costruire in quadri ben distinti uno spazio dialogico qui tenuto insieme da luce e suono (ancora Rinaldi e Codognola), non sempre tuttavia puliti nella loro interazione. La sequenza più bilanciata e netta è quella di apertura, che vede i tre corpi in ginocchio di spalle al pubblico eseguire una partitura di unisono modulata in minime variazioni. Via via il contatto si fa più conflittuale, reagisce agli stimoli sonori e luminosi mescolando gli stili tra contact improvisation e qualche movimento acrobatico, raffigurando l’assunzione e la perdita di contatto con salti e incastri che formano piccole e instabili piramidi umane, per esplodere poi dentro una sequenza finale più ariosa, accompagnata da un crescendo di archi che libera finalmente il corpo lasciando che spieghi le ali, pur se in un risultato lievemente naïf. Vestiti degli stessi abiti, i tre danzatori esprimono tuttavia identità ben definite e quando le tre nature si fondono in disegni coreografici più ravvicinati, un impulso di muscolarità e di espressione raggiunge il pubblico con efficacia.

Resta chiara, nel lavoro di Manfredi Perego, la volontà di misurarsi con terreni più accidentati, la cui completa realizzazione porterebbe a comporre davvero in scena una grammatica dell’instabilità. Un simile punto di fuga è auspicato da ogni creazione contemporanea, laddove per contemporaneo si intenda – coraggiosamente – qualsiasi espressione che accetti di condividere con il proprio pubblico un’urgenza, dentro spazi e tempi davvero condivisi.

Sergio Lo Gatto

Twitter @silencio1982

Visto al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, febbraio 2015

DEI CRINALI
coreografia Manfredi Perego
danzatori Andrea Dionisi, Maxime Freixas, Manfredi Perego.
musica Paolo Codognola.
luci Antonio Rinaldi
collaboratori Mauro Casappa, Damian Munoz, Chiara Montalbani, Lucia Perego
in collaborazione con:
AMAT e Civitanova Danza per Civitanova Casa della Danza; Electa creative arts; Teatro 2 Parma.
Fondazione Nazionale della Danza, Rete Anticorpi.

ATTRAVERSAMENTI (abstract-view n.8)
coreografia e interpretazione Manfredi Perego
produzione mp-IDEOGRAMS

DIALOGO A TRE CON LA MOLECOLA D’ARIA
ideazione Manfredi Perego
produzione mp-IDEOGRAMS
movimento Manfredi Perego
luci Antonio Rinaldi
musica Paolo Codognola

Gli articoli di Teatro e Critica, che sono frutto di un lavoro quotidiano di ricerca, scrittura e discussione approfondita, sono gratuiti da più di 10 anni anni.
Se ti piace ciò che leggi e lo trovi utile, che ne dici di sostenerci con un piccolo contributo?
Previous articleTeatri Uniti. La festa e i viaggi dell’attore
Next articleBando Storie di Lavoro 2015
Avatar
Sergio Lo Gatto è giornalista, critico teatrale, ricercatore e dramaturg. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile delle Attività Culturali per Emilia Romagna Teatro Fondazione. È dottore di ricerca in Spettacolo, con una ricerca su critica teatrale e filosofie digitali e docente a contratto di Metodologie della Critica del Teatro e dello Spettacolo alla Sapienza Università di Roma. Si occupa di arti performative su Teatro e Critica. Ha fatto parte della redazione del mensile Quaderni del Teatro di Roma, ha scritto per Il Fatto Quotidiano e Pubblico Giornale, ha collaborato con Hystrio (IT), Critical Stages (Internazionale), Tanz (DE), collabora con il settimanale Left, con Plays International & Europe (UK) e Exeunt Magazine (UK). Ha collaborato nelle attività culturali e di formazione del Teatro di Roma, partecipato a diversi progetti europei di networking e mobilità sulla critica delle arti performative, è co-fondatore del progetto transnazionale di scrittura collettiva WritingShop. Ha partecipato al progetto triennale Conflict Zones promosso dall'Union des Théâtres de l'Europe, dove cura la rivista online Conflict Zones Reviews. Tra le pubblicazioni, con Matteo Antonaci ha curato il volume Iperscene 3, Editoria&Spettacolo 2017. con Graziano Graziani La scena contemporanea a Roma (Provincia di Roma, 2013).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here