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HomeCordelia - le RecensioniVENIR MENO (Collettivo Oltre Marea)

VENIR MENO (Collettivo Oltre Marea)

Questa recensione fa parte di Cordelia di maggio 26

Foto Simone Gallli

È incredibile come nella città di Roma, nonostante i teatri chiusi, la crisi culturale, la mancanza di spazi liberi e indipendenti qualcosa riesca comunque a rompere l’asfalto e a mostrarsi, come piccoli fiori che spingono sottoterra. Accade grazie alle alleanze, di spazi e soggetti che in questa città ancora difendono la ricerca libera. Venir meno del Collettivo Oltre Marea (Eleonora Bracci, Giulia Celletti Marta Della Lucia, Camilla Ferrara in scena e Gilda Rinaldi Bertanza alla regia) nasce così, a piccoli passi, tra piccoli festival, progetti universitari e residenze. Trovarlo al debutto al Teatro Quarticciolo vuol dire vederlo finalmente sbocciare a partire da un’idea che è un’urgenza in grado di guardare dentro ai nostri tempi: il tabù del piacere femminile. C’è una trama, che fortunatamente non diventa una gabbia: un gruppo di amiche insegna a una di loro a fingere l’orgasmo attraverso tecniche di respirazione e performance che parallelamente ricordano certi iperboli da laboratori teatrali. La lampada rovesciata, la sirena, l’intervallo di terza per dosare i toni del piacere, e poi quel “sei stato bravo, bravissimo”. E l’orgasmo vero? Quello sembra impossibile da raggiungere, o almeno nessuna ci crede. Si ride finché non si guarda dietro l’ironia, dove si nasconde il compiacimento del maschile, una serie di stereotipi e doveri sociali. La finzione interviene anche nel caso di una violenza subita, quando una delle giovani donne racconta di una serata in cui non voleva arrivare all’atto sessuale ma lo ha subito per paura e per compiacere l’uomo. Il pubblico viene così interrogato, attraverso la richiesta di una presa di parola: “chi di voi ha mai finto”, ma soprattutto grazie alla condivisione delle riflessioni risultanti. In scena c’è solo un divano, tutto avviene lì e attorno, anche nel finale con l’estasi di Santa Teresa d’Avila che sembra segnare un percorso in cui la donna può ritrovarsi nella libertà del proprio piacere, piccola ribellione suggellata da quell’ “io esisto” finale. (Andrea Pocosgnich)

Visto al Teatro Biblioteca Quarticciolo. di e con Eleonora Bracci, Giulia Celletti Marta Della Lucia, Camilla Ferrara regia Gilda Rinaldi Bertanza consulenza artistica Andrea Cosentino, Sarah Sammartino con il sostegno di Vestiti della vostra pelle 2024, Associazione Calpurnia, Spin Time Labs

Cordelia, maggio 2026

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Andrea Pocosgnich
Andrea Pocosgnichhttp://www.poxmediacult.com
Andrea Pocosgnich è laureato in Storia del Teatro presso l’Università Tor Vergata di Roma con una tesi su Tadeusz Kantor. Ha frequentato il master dell’Accademia Silvio D’Amico dedicato alla critica giornalistica. Nel 2009 fonda Teatro e Critica, punto di riferimento nazionale per l’informazione e la critica teatrale, di cui attualmente è il direttore e uno degli animatori. Come critico teatrale e redattore culturale ha collaborato anche con Quaderni del Teatro di Roma, Doppiozero, Metromorfosi, To be, Hystrio, Il Garantista. Da alcuni anni insieme agli altri componenti della redazione di Teatro e Critica organizza una serie di attività formative rivolte al pubblico del teatro: workshop di visione, incontri, lezioni all’interno di festival, scuole, accademie, università e stagioni teatrali.   È docente di storia del teatro, drammaturgia, educazione alla visione e critica presso accademie e scuole.

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