L’America di Elio De Capitani. L’attore proteiforme

Quinta di copertina. L’America di Elio De Capitani è un testo monografico di Laura Mariani edito da Cuepress che approfondisce il lavoro interpretativo, e non solo, dell’artista lombardo.

«La cultura attorica di De Capitani non riguarda né il performer né “attori artisti” lontani dalle sue corde, come Carmelo Bene o Leo De Berardinis, si lega invece alla linea dell’interprete e del caratterista protagonista, per adombrare un modello che lui chiama “attore sociale” o “primario”. Così si legge ne L’America di Elio De Capitani, la più recente pubblicazione edita da Cuepress e curata da Laura Mariani, docente di Storia dell’Attore presso l’Università di Bologna.

Oltre che attore, Elio De Capitani è regista – insieme a Ferdinando Bruni –,  fra le personalità di riferimento per il Teatro dell’Elfo e la cooperativa Teatridithalia, per la conduzione pratica e organizzativa dell’universo Teatro Elfo Puccini, che dal 2010 ha trovato dimora nella sede milanese di Corso Buenos Aires. Il testo delinea uno sviluppo progressivo ove non è la successione cronologica a scandire l’analisi, bensì l’affondo da differenti prospettive nell’osservazione del processo e delle pratiche che, germinando prima, durante e dopo la messinscena, conducono in qualche modo al concetto stesso di interpretazione, alla restituzione di un’identità proteiforme eppure estremamente compatta.

Il percorso compiuto all’interno del volume (corredato da un’ampia intervista in appendice insieme a una selezione di immagini in conclusione) abbraccia un arco temporale di circa dieci anni e sceglie come cardini il Roy Cohn di Angels in America (Tony Kushner), il Richard Nixon di Frost/Nixon (Peter Morgan), il Willy Loman di Morte di un commesso viaggiatore (Arthur Miller) nei rispettivi allestimenti dell’Elfo e, per ultimo, il Berlusconi de Il Caimano, pellicola del 2006 di Nanni Moretti. La costruzione filmica – operata sul principio di “imitare senza imitare” (come si leggeva nel suo Diario del 2006, ndr) – di una delle figure più significative e peculiari del potere nazionale degli ultimi anni si unisce a una panoramica tripla sull’ideale americano con le sue frizioni intrinseche, proiettate nella percezione italiana attraverso la traduzione letteraria prima e la trasposizione scenica poi.

«Elio De Capitani è un attore di prosa: punta sul testo, accoglie i personaggi più diversi e invita il pubblico a partecipare al suo viaggio. In un certo senso conferma che nel panorama attuale, “compreso fra le polarità del neo-interprete e dell’attore figura (o performer), ogni reductio ad unum è impossibile e comunque non auspicabile”, al di là delle contaminazioni pratiche (Marco De Marinis ne Il teatro dopo l’età dell’oro. Novecento e oltre, Bulzoni, Roma 2013); e che va ribadito il concetto di politeismo teatrale, la coesistenza cioè di diversi tipi di teatro, dotati di culture attoriche proprie, non riunificabili dall’alto».

Marianna Masselli

L’AMERICA DI ELIO DE CAPITANI
autore: Laura Mariani
editore: CUEPRESS
ISBN: 978-88-99737-28-3
pp. 215
anno di edizione: 2016

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Marianna Masselli, cresciuta in Puglia, terminato dopo anni lo studio del pianoforte e conseguita la maturità classica, si trasferisce a Roma per coltivare l’interesse e gli studi teatrali. Qui ha modo di frequentare diversi seminari e partecipare a progetti collaterali all’avanzamento del percorso accademico. Consegue la laurea magistrale con una tesi sullo spettacolo Ci ragiono e canto (di Dario Fo e Nuovo Canzoniere Italiano) e sul teatro politico degli anni '60 e ’70. Dal luglio del 2012 scrive e collabora in qualità di redattrice con la testata di informazione e approfondimento «Teatro e Critica». Negli ultimi anni ha avuto modo di prendere parte occasionalmente a ulteriori esperienze o realtà redazionali (v. «Quaderni del Teatro di Roma», «La tempesta», foglio quotidiano della Biennale Teatro 2013).