Roma 2013 a teatro. Cosa scegliere?

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Wordstar(s) - Foto di Marco Secchi

Lunedì prossimo termineranno le vacanze invernali: dopo l’Epifania la città si rimetterà del tutto in moto, naturalmente molte sale teatrali non hanno smesso di essere attive, anzi la maggior parte ha fatto coincidere il Capodanno con la formula “spettacolo+brindisi” per stringere a sé il proprio pubblico e monetizzare la festa. Sarà dunque utile dare uno sguardo ai palcoscenici romani per capire come muoversi nei prossimi giorni: cominciamo dagli spazi più piccoli per poi convergere sugli Stabili e le grandi sale.

Uno dei luoghi meno frequentati di Roma è Stanze Segrete: una grande camera con il pubblico che si siede tutto intorno all’azione su sedie e panche, appuntamento immancabile per chi non ci sia mai stato almeno una volta nella vita. In questo spazio intimo dall’8 gennaio sarà in scena Il profumo del tè alla cannella – i sapori dell’eros, lavoro diretto da Annalisa Biancofiore con Giulia Adami, Arianna Di Pietro (anche autrice), Anna Graziano ed Elisa Pavolini. Le note di presentazione promettono di trasformare la stanza segreta in una Damasco moderna: riti nuziali e amori saffici. Interessante e rischioso.

Al Teatro Sala Uno solo per oggi e domani (5-6 gennaio) i monologhi di Pinuccio, al secolo Alessio Giannone si mescolano con il teatro canzone di Paolo Fusi e Alessandro Orlandi. Il Teatro dell’Orologio, il “multisala off” diretto da Fabio Morgan, vede nella Gassman La Variante E.K., un lavoro di improvvisazione e comicità che tenderebbe a ruotare intorno al pubblico come impostazione e al tema della morte per contenuti: si parla infatti di suicidi. Il 18 gennaio, sempre all’Orologio ma in Sala Grande, vedremo invece il debutto di Love, il nuovo spettacolo della coppia di autori Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi. I due dopo le scorribande nel complesso mondo pasoliniano, arrivano ad analizzare il microcosmo di uno psichiatra disilluso, alla regia questa volta Leonardo Ferrari Carissimi. Evento da segnare sull’agenda.

Se al Teatro Due prosegue la rassegna di teatro al femminile “Sguardi Svelati” con Pasquarosa (dall’8 al 10 gennaio) che racconta la storia di una pittrice dalle umili origini, alla Casa delle Culture la compagnia Ginepro Nannelli debutta con un classico: La Cantatrice Calva di Ionesco, in scena dall’8 gennaio. Rimanendo in zona Trastevere il Teatro Argot promette animazione quotidiana lunedì 7 con il terzo RedReading di Bartolini/Baronio dal titolo Siamo solo andata con Erri De Luca e poi con la rassegna Ubu Antology, con la quale il Consorzio Ubusettete festeggia i suoi 10 anni di attività abbinando agli spettacoli di repertorio degli artisti associati (Dario Aggioli, Andrea Cosentino, Fabio Massimo Franceschelli, Elvira Frosini e Daniele Timpano) sessioni di formazione e scouting dedicate ai giovani colleghi.

Daniele Timpano ed Elvira Frosini in Sì, l'Ammore no

Lontano dalla Roma centrale e turistica, al Teatro Ygramul nel quartiere San Basilio troviamo uno spettacolo di Margherita Fusi, protagonista insieme a Lapo Botteri di Gedeone. La drammaturgia firmata da Alberto Massi mette in relazione un rondone ferito con una blogger di successo. Strana accoppiata; a San Giovanni (11-13 gennaio) presso il Teatro Lo Spazio Pierpaolo Saraceno racconterà con Radio Aut la figura di Peppino Impastato.

In due dei teatri più grandi della Capitale la commedia napoletana va a chiudere lunghi cicli di repliche iniziati prima delle Feste: al Quirino Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta per la regia e l’interpretazione di Geppy Gleijeses e al Teatro Eliseo forse il testo più pirandelliano di Eduardo, Questi Fantasmi!, che vede in scena un maestro del calibro di Carlo Giuffré.

Lo stabile privato diretto da Massimo Monaci propone invece nella sala piccola dedicata a Giuseppe Patroni Griffi il ritorno di 4 5 6 di Mattia Torre fino al 6 gennaio e poi il debutto di Siamosolonoi, ovvero il ritorno sulle scene di Circo Bordeaux: riflettori puntati su Michele Riondino, ma soprattutto sulla penna di Marco Andreoli. Al Valle Occupato intanto approda il debutto del nuovo atteso lavoro degli andriesi Teatro Minimo, La Rivincita di Michele Santeramo, diretto da Leo Muscato, in scena per due settimane (dal 9 al 20 gennaio).

Se è bene non perdere Wordstar(s) di Vitaliano Trevisan, con Ugo Pagliai diretto da Giuseppe Marini al Teatro Vascello  dalla seconda metà di gennaio si ricomincerà ad andare anche al Palladium, lo spazio dell’Università Roma Tre gestito da Romaeuropa, dal 17 al 20 scalderà i motori con alcune letture di Alessandro Baricco per poi ospitare un altro evento attesissimo: due saranno gli spettacoli che Babilonia Teatri porterà a Roma: The Rerum Natura (derivato dal progetto The End) e Pinocchio, lavoro sul delicato e affascinante tema dei risvegli dal coma.

I lavori di ristrutturazione ci lasciano orfani del Teatro India. E allora il Teatro di Roma muove pedine solo dal Teatro Argentina e dai Teatri di Cintura, tuttora affidati allo Stabile in vista della svolta della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea (i relativi bandi di assegnazione sono stati prorogati all’8 febbraio). Nella sala di Largo Argentina, oltre alla serata a ingresso libero di lunedì 7 con Totò e Vicè di Vetrano e Randisi da Franco Scaldati, fino al 13 gennaio il Teatro Due di Parma è ospite con Non si uccidono così anche i cavalli?, tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy, per  la regia di Gigi dall’Aglio e con in scena l’Ensemble Attori Teatro Due e gli attori-danzatori di Balletto Civile. Uno spettacolo di teatro fisico ispirato alla parossistica abitudine in voga nella California degli anni ’30 che vedeva coppie di giovani senza lavoro ballare fino allo stremo per scacciare la crisi come in un rito tribale. Al Tor Bella Monaca troviamo invece Chiara Guidi di Socìetas Raffaello Sanzio con La bambina dei fiammiferi, da H.C. Andersen (6-7 gennaio) e Figli di un brutto dio del duo Musella Mazzarelli, mentre alla Biblioteca Quarticciolo replicano le Fiabe Pop-up del Teatro delle Apparizioni e debutta poi Come ammazzare la moglie o il marito senza tanti perché di Antonio Amurri.

Buon ritorno dalle Feste!

Andrea Pocosgnich