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MI RICORDO (Claudio Zappalà)

Questa recensione fa parte di Cordelia di ottobre 26
Ad aprire un vecchio cassetto ci si passa pomeriggi interi, figurarsi con tre scatoloni – pieni di oggetti del passato appesantiti e impregnati dal vissuto del proprietario, ricordi prêt-à-porter, con un innesco che deflagra la memoria individuale nel tentativo di renderla, nella condivisione, collettiva: questo è Mi ricordo, testo e regia di Claudio Zappalà con in scena Chiara Buzzone, Federica D’Amore, Roberta Giordano, generose interpreti di una narrazione intima ma mai sottotono. Il dispositivo è molto chiaro e lampante fin dall’inizio dello spettacolo di Barbe à Papa Teatro andato in scena al Centrale Preneste (pieno di pubblico, accogliente, spesso coinvolto e commosso proprio per la capacità permeabile di arrivare spesso con nettezza): ci sono tre scatole e tre persone pronte a estrarne fuori diari, sciarpe calcistiche, abiti adesso considerati fuori luogo, medaglie sportive, cuffie da piscina mai indossate e però progressivamente accumulate… l’elenco potrebbe continuare, ciascuno sostituisca quegli oggetti che, specialmente se provenienti da infanzia e adolescenza, hanno accompagnato la propria vita diventando correlativo oggettivo di eventi lieti, sopportazioni, piccoli e grandi drammi che hanno contribuito a creare la persona che si è oggi. Soprattutto se a guardarlo lo si fa dalla stessa prospettiva anagrafica “da millennials”, da cui il testo parte e per cui, in fondo, è stato concepito, ci si scopre simili tra simili, specialmente quando a esser osservati sono oggetti che seppur personali sono in grado di rievocare un ricordo non solo condivisibile o condiviso nella singola esperienza, ma diventano punto di partenza per un evento che ha riguardato la collettività. Proprio questi sono i momenti che portano lo spettacolo a un livello superiore rispetto al gioco scenico, per cui la dimensione di semplice somma di ricordi diventa invece tentativo di costruzione di una memoria collettiva che non si costruisce dall’evento ma dalle sue propaggini, dagli eventi dei singoli e di chi ne porta la memoria. (Viviana Raciti)

Visto al Centrale Preneste, Roma. Testo e regia: Claudio Zappalà | Con: Chiara Buzzone, Federica D’Amore, Roberta Giordano | Produzione Barbe à Papa Teatro | Realizzato in collaborazione con G273 Produzioni, Spazio Marceau e CTM – Centro Teatrale Meridionale | Con il Supporto di Theatron Produzioni | Vincitore al Milano Off Fringe Festival 2022 | Vincitore del bando “Per un Teatro necessario” – Teatro Libero Palermo 2020

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Viviana Raciti
Viviana Raciti
Viviana Raciti è studiosa e critica di arti performative. Dopo la laurea magistrale in Sapienza, consegue il Ph.D presso l'Università di Roma Tor Vergata sull'archivio di Franco Scaldati, ora da lei ordinato presso la Fondazione G. Cinismo di Venezia. Fa parte del comitato scientifico nuovoteatromadeinitaly.com ed è tra i curatori del Laterale Film Festival. Ha pubblicato saggi per Alma DL, Mimesi, Solfanelli, Titivillus, è cocuratrice per Masilio assieme a V. Valentini delle opere per il teatro di Scaldati. Dal 2012 è membro della rivista Teatro e Critica, scrivendo di danza e teatro, curando inoltre laboratori di visione in collaborazione con Festival e università. Dal 2021 è docente di Discipline Audiovisive presso la scuola secondaria di II grado.

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