Questa recensione fa parte di Cordelia di ottobre 26
È la fine dei tempi, così parrebbe. Si sente il rombo di un motore: un aereo sta per alzarsi in volo. Poi, niente. Il rumore scema, il velivolo rimane fermo. Fulvio Pepe e Silvia Bennett, appollaiati sull’ala di un aereo Douglas (una fusoliera che occupa quasi per intero la scenografia con la sua mole ingombrante), narrano le vicende dell’Orlando Furioso di Ariosto, fungendo da quadro di raccordo tra le varie scene. “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori” prendono vita per mezzo degli attori, accompagnati dagli arrangiamenti di ispirazione pop, folk e rock e dalle musiche originali di Marco Benz Gentile, eseguite dall’ensemble rinascimentale La Chimera, che si impone come presenza fissa sul palcoscenico. Con un cast quasi interamente al femminile (al di fuori di Fulvio Pepe, vediamo in scena, in ordine alfabetico, Anna Della Rosa, Linda Gennari, Annamaria Ghirardelli, Mariangela Granelli, Laura Marinoni e Silvia Bennett), a voler porre l’accento proprio su quelle “donne” di cui cantava Ariosto nell’incipit, vengono così ripercorsi otto episodi emblematici del poema ariostesco, recitati in ottave. Diversi personaggi, maschili e femminili, si concentrano sulle singole attrici, in una stratificazione di ruoli nella cui distinzione aiutano anche i costumi, concepiti come una bizzarra composizione di elementi appartenenti a varie epoche. I disegni di Francesco Calcagnini accompagnano le vicende, diventando parte interattiva della messinscena nel momento in cui Orlando, impazzito di dolore e gelosia, cerca di strappare i teli di seta su cui sono dipinti i corpi intrecciati di Angelica e Medoro. Sul palco si succedono le vicende di Orlando alla ricerca disperata di Angelica, Ruggiero ammaliato da Alcina e dimentico di Bradamante, Cloridano e Medoro che cercano di recuperare il corpo dell’amico Dardinello, Cimosco e il suo crudele archibugio, Carlo Magno trionfante, Astolfo sulla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando. Lo stesso spettatore minaccia di smarrirlo di fronte alla fantasmagorica e roboante visione livermoriana. Ci sarà però un Astolfo disposto a recuperarlo? (Letizia Chiarlone)
Visto al Teatro Ivo Chiesa, Genova. Produzione: Teatro Nazionale di Genova, Teatro Nazionale Croato di Fiume – Hnk Ivana Pl.Zajca U Rijeci; Riduzione e adattamento: Margherita Rubino; Regia: Davide Livermore; Interpreti (in ordine alfabetico): Anna Della Rosa, Linda Gennari, Annamaria Ghirardelli, Mariangela Granelli, Laura Marinoni, Fulvio Pepe, danzatrice Silvia Bennett; Musiche dal vivo: Ensemble La Chimera (Sabina Colonna-Preti, Maria De Martini, Francesco Zoccali); Drammaturgia e dialoghi: Linda Gennari, Davide Livermore, Fulvio Pepe, Carlo Sciaccaluga; Arrangiamenti e musiche originali: Marco Benz Gentile; Costumi: Gianluca Falaschi; Scene: Eleonora Peronetti in collaborazione con Opéra di Monte-Carlo; Disegni: Francesco Calcagnini; Luci: Aldo Mantovani; Progettazione trucco e parrucco: Bruna Calvaresi; Regista collaboratore: Carlo Sciaccaluga; Regista assistente: Olivia Manescalchi; Costumista collaboratore: Gian Maria Sposito; Il cavallo Brigliadoro è stato realizzato da Salvatore Muzzi; Cast tecnico: direttore di scena Fabrizio Montalto, capo macchinista Nathan Copello, macchinista Massimo Stefanini, capo elettricista Marco Giorcelli, fonici Edoardo Ambrosio, Andrea A. Barnaba, sarte Milena Nicoletti, Giulia Iacovacci, trucco e parrucco Barbara Petrolati, Elena Greco.









