Questa recensione fa parte di Cordelia di settembre 26

Al termine della performance può sembrare che l’impronta lasciata sia solo nelle risate del pubblico: non si tratta unicamente di questo. Pas de cheval, che richiama in causa sia la grammatica del balletto che la cadenza del trotto equino, si muove tra ambiguità, ironia e scomoda verità, andando un po’ a scardinare le idee tradizionali di visione. In scena Francesca Foscarini e Andrea Costanzo Martini si presentano, nella loro simile corporatura esile, con i capelli legati in queste lunghe code, vestiti di un virtuosismo dietro cui si cela (e grazie al quale si giunge a) una testimonianza sulla vita di chi oggi produce e pratica spettacolo dal vivo. I due performer articolano un dialogo ben mirato creando una bagarre di sequenze che oscillano in continuazione: sottomissione, autodeterminazione, stasi e frenesia. Il rompicapo metateatrale utilizzato nell’introdurre la parola, interrompendo a tratti l’azione danzata, è funzionale e ben coeso con la tecnica che non si mostra nella sua bellezza fine a sé stessa. Funge, infatti, da trampolino di lancio per la costruzione di un discorso in realtà più ampio. Si smascherano, in questo modo, i meccanismi di alienazione insiti nella pratica dell’atto performativo odierno, creando una bizzarra metafora della scena italiana contemporanea. Sorprende il dinamismo e la freschezza, il contenuto e la forma, il legame tra le parti, la presenza scenica, la personificazione parodistica della ricerca di compiacere e della pressione relativa ai ritmi iper-produttivi imposti dal sistema, le rigide e prolungate espressioni facciali, l’articolazione del pavimento pelvico e la velocità nelle gambe. Chi osserva vive un’esperienza ambivalente, sospesa tra riflessione e solitudine ma, allo stesso tempo, anche tra divertimento e leggerezza condivisa. Tanti, non a caso, gli applausi. (Sara Raia)
Visto a Fonderie Limone, Moncalieri, nell’ambito di NID Platform 2026 Visto a Fonderie Limone, Moncalieri, nell’ambito di NID Platform 2026 Crediti: Idea e coreografia Andrea Costanzo Martini / interpreti Francesca Foscarini, Andrea Costanzo Martini / luci Yoav Barel / musiche Angelo Badalamenti, Ennio Morricone / testi Francesca Foscarini, Andrea Costanzo Martini / produzione realizzata con il sostegno di Artisti Associati Gorizia (Debutto a Visivi Festival 2025), Tanzhaus Zürich, NOD – Nuova Officina della Danza Torino / in collaborazione con il Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza Scenario Pubblico / CZD / durata 25-30 min












