Questa recensione fa parte di Cordelia di giugno-luglio 26
Una poltrona vuota in scena è già appello, richiamo, riflesso. Ancora non cala il sole al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci eppure la danza non può aspettare. I performer fanno il proprio ingresso richiamando, in silenzio, l’urgenza di farsi presenza in un teatro che troppo spesso invece accetta l’assenza. Sembra essere tutta qui la volontà del coreografo Nyko Piscopo che prende forma tramite una partitura chiara e incisiva, sostenuta dalla scelta di interpreti dalla forte presenza scenica, armonici nei corpi e dinamici nel movimento, capaci di incarnare con precisione una cifra stilistica riconoscibile. La loro bellezza non è mai mero dato estetico ma qualità scenica: i corpi, eleganti e rigorosi, diventano strumenti espressivi che catturano lo sguardo di chi assiste. Sono in quattro – poi una poltrona, un microfono al lato insieme al cinguettio degli uccelli e al frinire delle cicale – e si preparano lentamente ad un exploit che sugella tanta sofferenza quanta passione. Variation +, sin dall’incipit, si sviluppa per condividere una riflessione oltre la danza. La poltrona è strumento drammaturgico che diviene via via rifugio, piedistallo, ostacolo, luogo di potere ma anche di accoglienza e intima fragilità. Il microfono invece è promessa di parola che il corpo anticipa per infine superare. Il linguaggio coreografico si articola per sequenze di tensione e sospensione, linee sempre pulite, prese, scivolate, canoni, alternanza di solo, duo, trio o ensemble, componendo così un tessuto dinamico che gioca sia su individualità esposte che su unione consapevole. È nella qualità delle relazioni che il lavoro trova di fatto la sua dimensione più autentica. I momenti di contact non cercano un effetto virtuosistico ma hanno un obiettivo chiaro: in scena c’è un ascolto reciproco che restituisce peso e responsabilità ad ogni movimento. Ogni slancio è sostenuto, mosso dalla fiducia nell’altro, rendendo così la coreografia una continua negoziazione tra controllo e abbandono. Lo spazio en plein air amplifica ulteriormente, per questa occasione al festival, una ricerca già consolidata. La luce naturale che si riflette sui corpi accarezzandoli, insieme ai suoni dell’ambiente circostante, si intreccia organicamente con la performance, ricordando quanto il teatro possa ancora dialogare con il mondo. (Sara Raia)
Visto a Nutida Festival, Scandicci, 22 giugno 2026 Crediti Coreografia: Nyko Piscopo; danzatori: Nicolas Grimaldi Capitello, Leopoldo Guadagno, Francesco Russo, Giada Tibaldi; costume design: Leopoldo Guadagno; set design: Nyko Piscopo; musica: Josh Knowles, Mariah Carey; produzione: Cornelia; co-produzione: ARB Dance Company; supporto: GCDancevents, Lam Dance Works, Art Garage, Officine San Carlo













