Verso l’intimità. Un laboratorio con Elena Bucci

Elena Bucci presenterà al Todi Off 2020, dal 3 al 6 settembre 2020, un laboratorio di formazione dal titolo Semplice 2020, giorni di studio attorno alla semplicità complessa delle arti dal vivo e sulla loro documentazione. Iscrizioni fino al 24 agosto 2020. Materiali creati in Media Partnership.

Qual è il valore che ha per te la trasmissione delle pratiche teatrali?

Per me la trasmissione di esperienza e la regia sono nate insieme. Leo de Berardinis, con cui ho avuto modo di formarmi, riuniva centinaia di artisti in luoghi abbandonati e noi che eravamo suoi attori eravamo spinti dentro senza distinzioni. Fu lì che, trovandomi da sola in questi gruppi, mi scoprii d’istinto a guidare questi attori, unendo la fase di formazione all’idea poi che portava allo spettacolo. Quindi per me la formazione e la creazione non sono distinguibili ma connaturati, anche quando si preparano prove aperte dopo fasi laboratoriali di pochi giorni, in ogni caso la vivo con la maggiore intensità possibile perché siano integrate motivazione, intuizione e improvvisazione, in un insieme complesso ma non complicato.

Quali sono gli aspetti su cui vorresti soffermarti e quali ne saranno gli strumenti?

Non riesco a prescindere da nessuno degli strumenti: per me ha grande importanza il corpo, certamente il canto e tante altre cose, tra cui anche l’immaginazione, la fantasia. La differenza è l’approfondimento, quanto possiamo raffinare l’uso di questi dispositivi. Sicuramente, trattando una materia sensibile come il teatro, ciò da cui non si può prescindere è l’elemento della realtà, ciò che stiamo vivendo in questo momento, dedicandoci alla valutazione di ciò che abbiamo acquistato o perduto, del sentimento nuovo del contatto fisico, della presenza, della vicinanza e della distanza. Lavorerò, come spesso nei miei spettacoli, sulla paura, che può essere un elemento propulsivo, una energia che ci spinge oltre un limite. Anche se in pochi giorni, se la domanda che ci poniamo è autentica, tali saranno anche i risultati; quindi l’intensità con cui mi porrò sarà la stessa dei miei spettacoli, con tutte le domande aperte, disegnando un percorso non a priori ma a partire dalla natura delle persone che incontrerò.

Quale valore ha una esperienza collettiva di ricerca teatrale in un periodo come quello che stiamo vivendo?

Questo è un momento di cambiamento enorme, radicale, in cui vengono fuori con più serenità le cose da dire, lontano dal mondo che era malato e che ora vive una sensibilità nuova, perché sia possibile riequilibrare la relazione con il potere e riconquistare uno stato di diritto della professione artistica. Ma occorre farlo con grazia e non con violenza, trasmettendo direttamente la gioia del fare questi mestieri di restituzione umana e artistica, che ha un valore importante anche per chi verrà dopo.

Potessi pronunciare una frase per convincere un potenziale partecipante al laboratorio cosa diresti?

Ogni esperienza di laboratorio acquista senso se si viene per specchiarsi e poi allo stesso tempo per avere la forza di guardare, insieme, da un’altra parte. Per questo, ai partecipanti, direi di venire con curiosità, con fiducia, con voglia di giocare e scoprire. Ma anche queste parole, mentre le uso, mi sembrano abusate, usurate, al punto di portare il nostro lavoro vicino alla pubblicità; ecco allora gli direi che siamo lontanissimi da un’idea di pubblicità, ma vicini a una forma di intimità, di ricerca profonda di identità, perché ciò che mi spinge a fare ancora questo lavoro, aiutando ognuno un pochino nel liberare la propria creatività, è di non aver trovato ancora nessuna persona uguale a un’altra.

Redazione

La masterclass Semplice 2020 avrà luogo dal 3 al 6 settembre 2020. Qui tutte le info

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