Il Teatro di Roma risponde alla stampa

Il Teatro di Roma risponde, con un comunicato che pubblichiamo di seguito, alle questioni sollevate in questi giorni, qui l’articolo su Teatro e Critica.

COMUNICATO: Teatro di Roma – Teatro Nazionale 30 maggio 2020

Oggi il Teatro di Roma prende parola per rispondere alle domande poste allo Stabile Nazionale attraverso alcuni organi di stampa e coglie l’occasione per comunicare la sua configurazione, che si voleva inizialmente diffondere insieme all’insediamento del nuovo Consiglio d’Amministrazione, e che qui anticipiamo.

Le questioni sollevate sono: i compensi della direzione (1); un problema di carattere amministrativo (2); la separazione del ruolo del direttore generale da quella di direttore artistico (3). Di seguito i punti.

(1) Nel rispetto degli obblighi e del principio di trasparenza pubblica, è necessario innanzitutto precisare che i costi relativi ai compensi erogati per la direzione rientrano nel budget previsto dal Teatro di Roma per tale capitolo di spesa. I relativi corrispettivi economici sono determinati in proporzione alle responsabilità e agli incarichi artistici attribuiti dal nuovo assetto dirigenziale dello Stabile nazionale, che investe ancora più di prima a supporto degli artisti e a sostegno alla produzione. Si precisa, inoltre, che nel loro complesso tali costi sono inferiori al costo aziendale conferito alla precedente direzione. Per completezza di informazione si segnala che il compenso di Giorgio Barberio Corsetti era stato concordato inizialmente con un costo lordo di 130 mila euro come direttore; per suo il regime fiscale, il costo complessivo aziendale era di circa 135 mila euro. Il compenso attuale quale direttore artistico, rinvenibile come sempre nelle pagine del sito del Teatro dedicate alla trasparenza, è ridotto di otre il 30% e il suo costo aziendale (diverso dal compenso lordo) ammonta a i 101 mila euro. La direzione artistica si completa della consulenza di Francesca Corona, con un compenso lordo di 45 mila euro che, per il suo regime fiscale, corrisponde a 47 mila euro di costo aziendale. A puro titolo informativo si rammenta che il costo aziendale per il precedente direttore, assunto con contratto di natura diversa, costava al Teatro circa 230 mila euro.

(2) Occorre precisare, inoltre, che l’episodio sollevato in merito all’assegnazione di una porzione dei lavori di ristrutturazione del Teatro India, è stato tempestivamente individuato dal Teatro di Roma, riconosciuto come un errore di procedura maturato a diversi livelli e affrontato con le norme e le procedure previste in questi casi, senza alcuna conseguenza per l’Istituzione, aggiornando contestualmente tutti gli organi di amministrazione e vigilanza del Teatro.

(3) Vista la crescente molteplicità di luoghi, compiti e prospettive, e l’ambizione di ampliare il sistema di culture e di interazioni territoriali e internazionali, è emersa l’esigenza per il Teatro di Roma di costruire un nuovo assetto gestionale al servizio di un’operatività più articolata e organica. Una governance in grado di rafforzare la struttura manageriale e dirigerne la complessità, per conferire maggiore impulso e visione strategica al progetto artistico dell’istituzione.

Nella ferma convinzione che i teatri abbiano il dovere e la responsabilità di caratterizzarsi come imprese culturali guidate da competenze manageriali, si è deciso di distinguere la figura del direttore generale da quella di direttore artistico, il cui ruolo rimane affidato a Giorgio Barberio Corsetti, così come indicato dalle linee ministeriali e come nei modelli dei più grandi teatri europei contemporanei. Lo stesso Corsetti – a cui sia il Consiglio d’Amministrazione che i Soci fondatori hanno rinnovato fiducia e apprezzamento per la qualità della direzione artistica – continua a lavorare nella definizione di nuovi orizzonti per un teatro pubblico forte, complesso e articolato; nel potenziamento di un progetto d’arte partecipata e diffusa, attraverso produzioni, ospitalità, ricerca di nuove scene e di una relazione sempre più stretta tra artisti e spettatori.

Il direttore artistico Giorgio Barberio Corsetti continua, inoltre, ad essere coadiuvato da Francesca Corona, in qualità di consulente artistica per la programmazione del Teatro India. Il loro lavoro comune si è già espresso con successo, vitalità e diffuso apprezzamento in questi mesi, attraverso un forte impianto progettuale e di politica culturale in una tensione proficua tra territorio e panorama internazionale.

La direzione artistica di Giorgio Barberio Corsetti è accompagnata da quella gestionale, attualmente e temporaneamente in carico al Presidente Emanuele Bevilacqua, che ne ha assunto le deleghe e la direzione ad interim dallo scorso 2 marzo, in attesa della pubblicazione di una manifestazione di interesse per il ruolo di direttore generale, che sarà tra i primi atti del nuovo CdA una volta insediato.

Si avvia, così, una direzione plurale per il Teatro di Roma, a garanzia dell’equilibrio istituzionale, dei ruoli dirigenziali, delle competenze artistiche, della funzione e missione pubblica sul territorio, e nel pieno mandato fiduciario. Un Teatro Pubblico Nazionale chiamato a gestire un complesso Sistema culturale organizzativo-amministrativo, che si compone di otto teatri – Argentina, India, Torlonia e la rete dei Teatri in Comune: Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Villa Pamphilj, Lido di Ostia, Silvano Toti Globe Theatre; oltre all’apertura temporanea del Teatro Valle – spazi, espressione di pluralità di sensibilità artistiche, diversi tra loro per storia, gestione e geografia, ma messi in valore attraverso la sinergia di risorse e di progetti. Su questa topografia immensa opera il Teatro di Roma, che ha conseguito importanti risultati e traguardi nel triennio appena trascorso (il fatturato complessivo è cresciuto di oltre l’11%), e che da oggi è proiettato con rinnovato slancio ad affrontare, non solo la crisi emergenziale da Covid-19, ma la sfida culturale di consolidarsi come istituzione di riferimento per la comunità e a difesa del valore dell’arte e degli artisti.

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