Tempi e spazi alle arti, a Roma per FuturaMemoria

Nel Municipio V di Roma, la prima edizione di FuturaMemoria, rassegna multidisciplinare su tematiche di inclusione e memoria diretta da Valentina Marini, dal 31 ottobre al 28 novembre 2019. Presentazione in mediapartnership

Foto di Cristina Caramma

Creare, raccogliere e condividere storie in grado di innescarsi e risuonare attraverso pratiche artistiche diverse: tra teatro, danza, mostre, installazioni, incontri, una riflessione aumentata su tematiche legate all’inclusione per costruire assieme una FuturaMemoria. Questo è l’intento della prima edizione della rassegna omonima, fortemente voluta e prodotta da Spellbound, che si innesta all’interno del territorio del V Municipio di Roma lungo tutto novembre, come parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019, promosso da Roma Capitale.

Tempo e spazio: al centro della rassegna curata da Valentina Marini si pongono dunque istanze legate a una volontà di recupero e preservazione delle memorie a rischio di dimenticanza, quanto istanze che guarderanno ad esperienze altre e metteranno in crisi alcuni modelli cristallizzati dei rapporti tra cultura occidentale e cultura africana. A stringere il cerchio sulle complessità legate alla dimensione comunitaria e al suo rapporto col territorio, intervengono anche diversi luoghi indicativi della vita cittadina (il Teatro Biblioteca Quarticciolo, il Mercato Iris e quello di Villa Gordiani, il Centro Anziani di Villa Gordiani, La Pecora Elettrica, il ristorante La Taverna di Dante) scelti come perno fondamentale degli eventi. Smettendo di pensarli come luogo di passaggio frettoloso, parziale o snaturato, ma considerando come ciascuno di essi possa – debba – farsi  catalizzatore di attività culturali e aggregatore di collettività, in una fruizione immersiva situata anche in orari non consueti per gli spettacoli.

Su questi temi si apre  FuturaMemoria con una mostra fotografico-narrativa che sarà visitabile presso la Taverna di Dante per tutta la durata della rassegna: Nobody – Odysseo is my name, organizzata dall’associazione catanese Isola Quassùd, frutto di un dialogo tra giovani stranieri e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania e volta verso «un’idea di cultura partecipata […] che punta a favorire l’inclusione e l’accessibilità culturale, incoraggiare il dialogo, fare rete». 
Il mito di Odisseo e le frizioni con la storia contemporanea fatta di naufragi e attraversamenti è anche al centro dell’evento di chiusura, la coreografia Naufragio con spettatore (28 novembre), tappa considerevole del repertorio della Compagnia Zappalà Danza e prima parte di un progetto sul contrasto tra emigrazione e immigrazione, creato a partire dalle suggestioni del saggio omonimo di Hans Blumenberg e del capolavoro di Gericault, La zattera della medusa
Altro spettacolo al Teatro Quarticciolo è l’ultima produzione di Aldes diretta da Roberto Castello, Mbira (4 novembre), nell’ambito di Romaeuropa Festival 2019, concerto per danza, musica e parole volto a indagare, attraverso le storie legate allo strumento musicale tradizionale dello Zimbabwe (di cui lo spettacolo porta il nome), il rapporto complesso e intricato tra Europa e Africa, e delle influenze reciproche, a volte spesso anche inconsapevoli tra le due culture. 
Fa da contraltare a queste atmosfere festose il taglio come sempre ironico e però fortemente critico di Acqua di colonia (13 novembre), spettacolo di Frosini/Timpano sul colonialismo italiano, ovvero sull’inquietante rimosso sociale che, nell’immaginario collettivo, riduce l’invasione degli italiani soltanto ai cinque anni dell’Impero fascista.
Si passa al Centro Anziani di Villa Gordiani con l’esito di un progetto quinquennale di danza sociale condotto da Theodor Rawyler (purtroppo appena scomparso) assieme a un gruppo di 16 donne «testimoni di un conflitto mondiale restituito attraverso gli occhi di un’infanzia vissuta ai tempi di guerra». Attraverso l’ausilio delle tecniche di danza di comunità (che saranno al centro anche del laboratorio di danza per anziani la mattina stessa), in Europa Vecchia Madre (16 novembre) emerge un forte sentimento di gioia di vivere nonostante la presenza dei traumi e del dolore stratificato. 
Sulle questioni legate al teatro sociale, tra espressione e diversità, interverrà il prof. Guido di Palma dell’Università Sapienza di Roma durante l’incontro presso La pecora Elettrica dal titolo Il loro sguardo buca le nostre ombre. Diversità e società (20 novembre). 
Tre saranno invece gli appuntamenti nei mercati di Piazza delle Iris (23 novembre, con un’installazione sonora e video disseminati in diversi punti) e di Villa Gordiani  (25-26 novembre, con letture performative rivolte ai singoli avventori) dal titolo (Memorie) In ascolto con la direzione artistica di Johanne Affricot. «Animato, riempito di corpi e voci, esperienze e relazioni, il mercato è il luogo in cui i passanti sono sottoposti a un esercizio, sollecitato e spontaneo, di (ri)costruzione e trasmissione della memoria, in forma individuale e/o collettiva, stimolato dall’interazione dell’uno con l’altro, in cui la materialità dell’incontro percorre il reale e il virtuale». Percorso parallelo sarà quello portato avanti dalla videomaker Dalila D’Amico nel progetto di raccolta della memoria degli abitanti del V municipio, al fine di «creare comunità laddove dilaga la frammentarietà». Gli otto appuntamenti, a partire dal 31 ottobre 2019 e fino al 28 novembre 2019, saranno tutti a ingresso gratuito a sottolineare la necessità della presenza attiva di tutti, ciascuno invitato a fruire, condividere e creare spazi di crescita e inclusione.

Redazione

Info e programma http://www.contemporaneamenteroma.it/progetto/futura-memoria/

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